Sinodo in Italia:

silenzio, stiamo affondando!
 



di Fraternità San Pio X









Il processo sinodale italiano, iniziato nel 2021 su convocazione di Papa Francesco, ha appena compiuto una nuova tappa nei giorni 24 e 25 ottobre 2025, approvando a larga maggioranza un testo che privilegia l’ideologia progressista.

«Il mostro, che si crede sia l’eccezione, è la regola. Andate in fondo alla storia: Nerone è un plurale».
Questo pensiero di Victor Hugo è trasferibile sulle rive del Tevere per chi ha finalmente toccato «il fondo del Sinodo»? 

Avviato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il cammino sinodale transalpino ha vissuto una fase preparatoria nel 2021-2023, seguita dalla redazione di un documento preparatorio – Instrumentum laboris – nel novembre 2024.
Tra gennaio e febbraio 2025 tutte le diocesi e istituzioni cattoliche hanno apportato i loro contributi, giungendo ad un primo documento di sintesi.

Presentato nell’aprile 2025, questo testo è stato respinto per la sua eterodossia fin troppo evidente sui temi sensibili: come l’accoglienza delle persone LGBT, l’ordinazione delle donne e la gestione di certi abusi.
I progressisti avevano denunciato la decisione, che Mons. Erio Castellucci, Presidente del Comitato Nazionale Sinodale, l'aveva difeso col pretesto che il calendario serrato e i numerosi emendamenti avrebbero reso il testo «troppo sintetico e inadeguato».

Il rinvio all’autunno 2025 ha permesso una completa revisione, allo scopo di «smussare» le scandalose asperità del testo iniziale.
A conclusione di questo “lifting”, il 25 ottobre 2025 il testo è stato votato nel corso dell’assemblea finale da più di 800 partecipanti: laici, chierici e religiosi.
Un gruppo di vescovi è stato incaricato dalla CEI di elaborare e di rendere il testo in risoluzioni concrete per l’assemblea autunnale della Conferenza Episcopale di novembre 2025. 

L’impresa sembra impossibile poiché il testo sinodale pullula ancora di ambiguità e di contraddizioni. Il documento è un miscuglio che da un lato mette l’accento su una Chiesa «lievito di pace e di speranza» attenta ai più vulnerabili: i poveri e le persone con disabilità. 

Queste nobili intenzioni, spesso distorte da una visione naturalista, convivono con il progetto di riformare il governo delle parrocchie attraverso gruppi ministeriali misti – diaconi, laici, religiosi – e a «rinfrescare» il linguaggio liturgico per renderlo accessibile alle culture contemporanee.  

Utilizzando i gergo progressista richiesto, il documento adottato insiste sui percorsi sinodali per il clero e i laici, includendo una riconfigurazione territoriale delle parrocchie in «comunità di comunità».
I gruppi interdiocesani, sostenuti da un coordinamento nazionale, devono promuovere l’educazione affettiva e sessuale dei giovani, in collaborazione con la pastorale familiare, i movimenti ecclesiali e le realtà civili.

L’approvazione del 25 ottobre scorso è avvenuta a larga maggioranza, ma con delle importanti opposizioni.
Le mozioni sulla formazione affettiva e il genere hanno sollevato le più forti resistenze da parte delle donne, mentre quelle sulla condivisione delle responsabilità tra laici e chierici, hanno sollevato forti resistenze da parte degli uomini. 

Sebbene bisognasse parlare di un vero naufragio con questo documento, Mons. Castellucci ha presentato la fase sinodale appena conclusa come una «esperienza spirituale» in cui la Chiesa si lascia «turbare dallo Spirito»: a pochi giorni da Halloween c’era effettivamente di che turbarsi.

Il cardinale Matteo Zuppi, patron dei vescovi italiani, ha sottolineato che «l’essenziale è già compiuto: una Chiesa che discute e decide insieme è il segno di uno Spirito che soffia dove vuole».
La formula potrebbe far sorridere per la sua irrilevanza, se non fosse che è giuoco la fede; poiché non si tratta tanto di sapere che la «Chiesa discute», quanto di sapere di che discute e a quale scopo.

Ridurre il decorso sinodale ad un semplice esercizio di metodo, ad un rito partecipativo privo di contenuto teologico, significa limitarsi ad evocare lo Spirito Santo invece di invocarlo veramente.
Ed allora ecco intervenire un altro spirito, quello del mondo: com’è vero che la natura aborrisce il vuoto. 


 
novembre 2025
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