Chiede la Santa Comunione in bocca

Insultata dal prete





Pubblicato sul sito Basta Bugie







LETTERE ALLA REDAZIONE

Gentile redazione di Basta Bugie,

ho scoperto da qualche mese il vostro sito e devo dire che è davvero un sollievo leggere le notizie che voi riportate. Non tanto perché siano notizie rassicuranti, ma perché il bene viene presentato come il bene e il male viene chiamato anch'esso per nome.

Vi scrivo per una cosa successa stamattina [14 dicembre 2025].
Ero a Messa con il mio fidanzato e suo padre. Il sacerdote, prima di scendere a distribuire la Comunione, ha detto: «Mi raccomando, noi siamo persone e le persone mangiano con le mani; sono i cani che mangiano con la bocca. Quindi si riceve l'Eucaristia come le persone e non come gli animali».

Sono rimasta basita e ammetto che mi stavo già innervosendo.
Dal momento che noi riceviamo la Comunione sulla lingua, normalmente ci accostiamo per ultimi, per non mettere in imbarazzo i sacerdoti o gli altri fedeli. Sentendo però quelle frasi pronunciate dal sacerdote, ci siamo velocemente confrontati e abbiamo deciso di andare comunque a fare la Comunione, come sempre in fondo e per ultimi.

Davanti a me c’era il mio futuro suocero, al quale, non appena si è inginocchiato, il sacerdote ha detto: «Sulle mani!». Allora lui ha risposto: «Dai, dai, lo sai che non puoi farlo» (perché questo sacerdote era già stato richiamato dal vescovo, anche se solo verbalmente, dato che il vescovo non nasconde di pensarla come lui).
Il sacerdote, mentre gli dava la Comunione, ha poi detto ad alta voce: «Qui si parla di obbedienza alla Chiesa», cosa assurda, visto che è lui a non voler obbedire alla Chiesa.

Poi sono andata io e, scocciato, ha dato la Comunione anche a me. Subito dopo è arrivato il mio fidanzato e ho sentito che gli diceva: «Siete pidocchi».
A quel punto non sono davvero riuscita a trattenermi e a calmarmi, anche perché tutti stavano sentendo che ci stava insultando, e gli ho detto a voce abbastanza alta: «Ma questo è un abuso; ne renderà conto». Ovviamente io intendevo che ne avrebbe reso conto al Signore, non a un uomo o al vescovo; non so però se questo fosse chiaro. Il mio fidanzato mi ha portata via.

Una volta tornato sull’altare, il sacerdote ha continuato dicendo: «Chiediamo a Gesù di donarci il suo amore e di toglierci questo odio che abbiamo dentro e questa fissazione per la Tradizione».

Finita la Messa, una ragazza mi si è avvicinata dicendo di pensarla come me, ma di lasciare stare, perché secondo lei il sacerdote si comporta così apposta per fare in modo che noi non andiamo più a Messa da lui, ma dai lefebvriani.

Io non so se devo confessarmi o sentirmi in colpa per avergli risposto davanti a tutti. Onestamente non mi sento in colpa, né mi sento male per ciò che ho fatto. So che non è servito, perché lui continuerà a fare così, ma in quel momento, sentendo che insultava il mio fidanzato in quel modo, non ce l’ho davvero fatta a contenermi.
Tra l’altro, Il mio fidanzato mi ha poi detto che il sacerdote non aveva detto «siete pidocchi», ma «siete bigotti». In effetti avevo capito male; fatto sta che, presa dal nervoso, gli ho comunque risposto.

So che bisognerebbe essere umili, però non ce l’ho fatta, perché ho percepito chiaramente la cattiveria e l’odio nei nostri confronti. Per questo chiedo: se dovesse capitarmi di andare di nuovo a Messa quando c’è lui, come dovrei comportarmi? Lasciarlo parlare e fare finta di niente, oppure parlargli in sacrestia? Io avevo anche pensato di andare in sacrestia dopo la Messa, perché comunque ci ha denigrati davanti a un centinaio di persone, aggiungendo poi che siamo noi ad odiare loro, quando è chiaramente il contrario.
C’è da pregare per questi sacerdoti, lo so, ma il problema è che insegnano in modo sbagliato e detestano chi non la pensa come loro.
Il padre del mio fidanzato mi ha raccontato che purtroppo questo sacerdote spesso riesce nel suo intento e che molti ragazzi della parrocchia hanno iniziato ad andare dai lefebvriani. Ormai il padre del mio fidanzato dice che va quasi apposta alla Messa da lui, per dimostrargli che, nonostante l’odio che mostra, noi restiamo; io però non so perché poi rimango nervosa per tutta la giornata quando accadono queste cose.

So che bisognerebbe essere umili, però non ce l’ho fatta, perché ho percepito chiaramente la cattiveria e l’odio nei nostri confronti.
Per questo chiedo: se dovesse capitarmi di andare di nuovo a Messa quando c’è lui, come dovrei comportarmi? Lasciarlo parlare e fare finta di niente, oppure parlargli in sacrestia? Io avevo anche pensato di andare in sacrestia dopo la Messa, perché comunque ci ha denigrati davanti a un centinaio di persone, aggiungendo poi che siamo noi ad odiare loro, quando è chiaramente il contrario.

C’è da pregare per questi sacerdoti, lo so, ma il problema è che insegnano in modo sbagliato e detestano chi non la pensa come loro.

Il padre del mio fidanzato mi ha raccontato che purtroppo questo sacerdote spesso riesce nel suo intento e che molti ragazzi della parrocchia hanno iniziato ad andare dai lefebvriani. Ormai il padre del mio fidanzato dice che va quasi apposta alla Messa da lui, per dimostrargli che, nonostante l’odio che mostra, noi restiamo; io però non so perché poi rimango nervosa per tutta la giornata quando accadono queste cose.

Lo so che occorre portare rispetto ai sacerdoti, anche solo per il fatto che hanno fatto una scelta di vita completamente devota al Signore. Da qui nasce il mio dubbio: restare umile e accettare ciò che dice quel sacerdote facendo finta di niente, come fanno il mio fidanzato e suo padre, oppure è opportuno rispondergli e in tal caso: pubblicamente o in separata sede?

Grazie mille in anticipo per il tempo che mi dedicherete.

Buona Domenica di Avvento,

Beatrice

                




dicembre  2025
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