Il racconto di Natale
 


di Paolo Gulisano


Pubblicata sul sito dell'Autore








Come ogni anno, la casa editrice Vita di Pinerolo pubblica la Fisarmonica Natalizia, dodici racconti brevi, uno per ogni mese dell’anno, tutti dedicati al Natale.
Dall’edizione del 2025 pubblichiamo il testo di Paolo Gulisano, cui era stato affidato un compito particolare: raccontare il Natale dell’anno 1000 in Islanda, una terra che aveva ricevuto il Battesimo l’anno precedente.
 
Un Natale davvero singolare quello dei Vikinghi, tra sopravvivenze pagane e l’alba appena accennata della nuova età cristiana.






Bjorn il guerriero procedeva a lunghi passi verso il mare, lasciandosi alle spalle il villaggio. Le montagne bianchissime, cariche di neve, si riflettevano nell’acqua. Reykjavik si apprestava a festeggiare il primo Natale da quando era stato autorizzato il culto cristiano, ma le tensioni tra i fedeli della nuova religione e i seguaci delle antiche credenze erano ancora alte.
Bjorn era uno di questi, mentre Solveig, la ragazza che amava, si era fatta battezzare.
Il robusto vichingo arrivò alla piccola chiesa fatta di tronchi di legno, e vide Solveig insieme al prete, il missionario giunto dalle Isole Orcadi. Lo guardò con disprezzo, quel rappresentante di una religione che adorava un dio debole, morto in modo ignobile.

“Solveig”! gridò “Vieni con me al villaggio a festeggiare Jol, come hai sempre fatto”. “Non festeggio più Jol, Bjorn – disse la ragazza scuotendo i capelli biondi, sottili come seta.

“Festeggia il vero Dio, il Sole che non conosce tramonto” disse il sacerdote.
“ Taci, Magnus Gullikson!” disse con rabbia il vichingo.
Poi il suo sguardo si posò sull’oggetto attorno al quale si affaccendavano il prete e la ragazza: una piccola culla di legno, che ospitava una statua di un bambino.

“E’ questo il vero Dio?” Si chiese con meraviglia il vichingo.





 
dicembre 2025
AL SOMMARIO ARTICOLI DIVERSI