Cresce l’interesse e l’amore

per il Presepio

 


di Cristina Siccardi


Pubblicato su Corrispondenza Romana







Il Santo Natale è nato per celebrare l’arrivo in terra del Verbo incarnato: il Figlio di Dio giunge ancora e sempre fra di noi, e nonostante peccati, errori ed inganni serpeggino in maniera prepotente in un Occidente ubriaco e confuso per via di ideologie perverse, sintetizzate con il termine woke, Gesù Bambino arriva con la Sua divina innocenza per ricordarci che attraverso di Lui possiamo sempre e ancora salvarci.

Il Padre domenicano Roger-Thomas Calmel (1914-1975), nel primo capitolo del libro Teologia della Storia, recentemente ripubblicato dalle Edizioni Piane, scrive:
«L’attuale periodo offre assai di rado spettacoli confortanti al cristiano che non rinunci a farsi un giudizio, nell’ambito della propria fede, sugli avvenimenti di cui è testimone, sulle correnti storiche della nostra epoca e che si serva dei criteri obiettivi e assoluti forniti dalla fede e dalla ragione. Egli può accorgersi ad esempio, nel corso delle sue osservazioni e delle sue letture, che le strutture sociali dei nostri paesi sono modellate e influenzate sempre di più da una mentalità ateistica, sociologistica e tecnocratica, che la resistenza del clero allo pseudo-cristianesimo teilhardiano è troppo spesso priva di mordente, che il reclutamento del clero regolare e secolare, come delle religiose, è molto diminuito, insieme a molti altri fatti desolanti. […] Possiamo attenderci una immediata rettificazione della nostra penosa situazione? Lo ignoro. La sola cosa di cui sono certo è che, attualmente come per il futuro, la grazia onnipotente non ci abbandonerà».

Il Dottore della Chiesa sant’Agostino spiega che la Divina Provvidenza guida tutta la Storia e Dio interviene quando vuole con i Suoi strumenti, le Sue grazie, le Sue benedizioni, oppure permette il male («malum est carentia boni») per un bene maggiore.
La Divina Provvidenza opera, spesso e volentieri, sulle righe storte ed è così che sorprendentemente, nonostante questi tempi secolarizzati, sprezzanti le leggi di natura e divine, nonostante le influenze del “buonismo” egualitaristico, che vuole cancellare la cultura cristiana, togliendo segni e simboli ad essa legati, sempre più nel mondo vengono allestiti presepi pubblici e privati.
Questo uso cattolico, ideato da san Francesco d’Assisi a Greccio, sta avendo da alcuni anni una ripresa incredibile con presepi artistici e viventi, che spaziano da quelli storici, artigianali e scenografici.

Ma c’è di più, gli acquisti di presepi sono cresciuti in maniera esponenziale grazie al commercio online con portali specializzati come Holyart, che si definisce «l’Amazon dei presepi»; tale azienda ha registrato un aumento del 73% nel mercato dei presepi dal 2019 ad oggi, dimostrando come l’e-commerce sia diventato un canale privilegiato per trovare articoli religiosi e natalizi, beneficiando della comodità e della vasta scelta offerta dal web.
Holyart ha registrato addirittura un aumento dell’81% dei ricavi nel 2022, indicando un trend positivo duraturo, che incrementa, senza precedenti a livello di quantità, gli appassionati e collezionisti di presepi.


Nel contesto della religiosità devozionale è interessante notare come i droni non siano solo strumenti di guerra, ma strumenti per onorare il Cielo.
Si pensi che l’8 dicembre di quest’anno, per la festa dell’Immacolata a Rio de Janeiro, migliaia di droni hanno formato una gigantesca, splendida e regale immagine della Madonna di fronte alla statua del Cristo Redentore, posta sulla cima del monte Corcovado e, ad un certo punto, i Cuori di Gesù e di Maria si sono incontrati e fusi per formarne uno solo.
È un esempio dei fenomeni di pietà cristiana che nel mondo si verificano, come è accaduto a Budapest, lo scorso agosto, per i festeggiamenti in onore di santo Stefano d’Ungheria, quando una imponente e maestosa Croce di droni luminosi è apparsa in cielo.

L’Italia rimane un centro d’eccellenza per quanto riguarda i presepi, grazie alla tradizione napoletana con la sua mitica via, San Gregorio Armeno, ricca di artigiani che ogni giorno si applicano per creare le loro opere d’arte e tutto l’anno vendono ai turisti, che giungono da ogni parte, i loro tesori in botteghe suggestive e piene di colore e calore.

Fra i presepi più belli al mondo ricordiamo il Presepio Cuciniello, settecentesco, collocato nella Certosa di San Martino a Napoli; invece, a Manarola, in Liguria, troviamo il presepio luminoso più grande del mondo, con oltre duecento figure che compongono la scenografica della Natività sulla Collina delle Tre Croci delle Cinque Terre.
A Comacchio, in Emilia Romagna, gli angoli più caratteristici del centro storico si trasformano in un vero e proprio palcoscenico, dove le scene della Natività prendono vita nelle chiese e sotto le arcate dei principali ponti cittadini. Ogni anno i presepi vengono allestiti nei luoghi più strategici del centro storico, creando un percorso che invita i visitatori a scoprire le meraviglie di questa città sull’acqua. Le ambientazioni dei vari allestimenti, realizzate artigianalmente, uniscono tradizione e innovazione, creando un perfetto equilibrio fra cultura storica e creatività.

Sempre in Emilia Romagna, a Cesenatico, abbiamo il presepio della marineria, unico nel suo genere, mentre ai Sassi di Matera si organizza un grande presepio vivente; a Bologna, nella basilica di Santo Stefano, è custodito il più antico presepio in legno, risalente al XIII secolo.
La Sicilia è famosa per i suoi presepi in ceramica e celebri sono quelli trentini, intagliati sapientemente nel legno.
Dalla Val Gardena provengono i più di duecento personaggi (con altezza dai 25 ai 90 cm) del presepio meccanico della parrocchia della Santissima Annunziata di via Po a Torino, in mostra tutto l’anno. Il movimento delle oltre cento statue è prodotto da un unico vecchio motore elettrico, recuperato da una nave in demolizione, collegato ad esse da un centinaio di pulegge e cinghie.

I due presepi meccanici più grandi al mondo si trovano a Rajecká Lesná, in Slovacchia e al museo della città di Jindřichův Hradec, nella Repubblica Ceca.

A Genga, in provincia di Ancona, nella Gola di Frasassi, si realizza il presepio vivente più grande al mondo, su una estensione di oltre 30 mila metri quadrati, in un ambiente naturale di straordinaria bellezza, animato da più di trecento figuranti, vestiti con abiti che riproducono quelli della Palestina di duemila anni fa.
Le scene sono composte da una serie di quadri che si susseguono, l’uno dopo l’altro, lungo il percorso che parte dalla gola, si snoda sulle falde del monte ed insegue il sentiero che porta fino al Santuario della Madonna di Frasassi, a 660 metri di altitudine.
Un viaggio spirituale nel tempo, scavato nella roccia fra splendide scenografie e pastori, pescatori e contadini intenti nel loro lavoro, che puntellano la salita verso la grande grotta e in questo percorso trovano spazio un variegato campionario di artigiani: falegnami, fabbri, cestai, fornai, calzolai, scultori, vasai, ricamatrici, tessitrici…
Ed ecco la Vergine Maria e san Giuseppe con il piccolo Re, che giace nella greppia, adorato dai Re Magi, che indossano abiti d’oro, fedele riproduzione del dipinto realizzato da Gentile di Fabriano nel 1420.

Da 44 anni, invece, nell’antico borgo Castello di Dogliani (Cuneo) prende vita l’antica e sempre nuova Betlemme. Lo scenario è semplice, ma coinvolgente, nel quale trecento personaggi, vestiti con i costumi dell’epoca, animano vari locali trasformati in botteghe di artigiani, in locande, in case di contadini e ricchi signori.
Le luci pubbliche vengono tutte spente e si accendono fiaccole e fuochi, disseminati in tutte le vie. Nella stalla, allestita nell’antico Torrione medievale, sull’abbondante paglia in terra, fra il bue e l’asinello veri, è collocato un bambinello, dolcemente cullato dalle note di un coro pastorizio.
Che dire poi del presepio del paese di Santa Cristina, in Valgardena, intagliato a mano più grande al mondo? Diversi scultori lavorano ogni anno per aumentare le sue figure che oltrepassano la misura d’uomo.

Presepi in pianura, in montagna, sulle rocche, sulle vette, nel ghiaccio, sulle acque, sotto le acque… una moltitudine di creazioni ingegnose e affascinanti… un vero prodigio disseminato nei cinque continenti!

Impossibile fare un censimento fra quelli all’aperto, nelle chiese, nei Santuari, nelle Basiliche, nelle Abbazie, nelle Cattedrali e nelle dimore.

La Coldiretti, due anni fa, realizzò un’indagine in Italia, che portò ad un conteggio significativo: il presepe è tornato in sei famiglie su dieci e l’indice di interesse è destinato a salire.
L’amore per questa realtà è mosso sia dal desiderio di un ritorno alla spiritualità tradizionale, sia dalla possibilità di fermarsi di fronte alla bellezza e all’incanto del Natale religioso, che placa gli animi presi dall’ansia della frenesia moderna.

Ma c’è anche un altro aspetto che favorisce questa tendenza benefica: la forte vitalità culturale identitaria, che si sviluppa in nazioni e regioni, quasi a rigettare l’omologazione voluta dai poteri forti.





 
dicembre 2025
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