Il primo messaggio di Natale, Urbi et Orbi,

di Papa Leone XIV


di Fraternità San Pio X






Papa Leone XIV pronuncia il messaggio di Natale 2025, Urbi et Orbi



Se si è avuto almeno un ritorno alla “tradizione” il 25 dicembre 2025, questo è quello di un messaggio di Natale Urbi et Orbi pronunciato in diverse lingue: il nuovo Sommo Pontefice ha augurato un vibrante «Felice Natale» in dieci lingue ai 1,4 miliardi di cattolici sparsi sulla superfice del globo, rinnovando così un uso instaurato dal Papa Giovanni Paolo II.

Per il resto, Papa Leone XIV si è ampiamente ispirato alla liturgia di Natale e alle parole di San leone Magno: «La Natività del Signore è una Natività di pace». Meditando sulla venuta al mondo di Gesù Cristo, nato nella povertà di una stalla a Betlemme, rifiutando ogni forma di potenza umana per abbracciare l’umiltà e l’amore misericordioso.

Il Pontefice romano ha ricordato che, senza un cuore «liberato dal peccato e dall’odio nessuno può essere artefice di pace»: «Gesù, nostro Salvatore ci mostra la via: rifiutare la violenza, praticare il dialogo e la riconciliazione».

Il successore di Pietro ha fatto poi un breve giro d’orizzonte delle sofferenze nel mondo.

Salutando i cristiani del Medio Oriente e in particolare quelli da lui incontrati nel suo recente viaggio apostolico, Leone XIV ha invocato la pace per il Libano, la Palestina, Israele e la Siria, citando Isaia: «L’opera della giustizia sarà la pace» (Is. 32, 17).
In Europa, egli ha pregato per uno spirito comunitario fedele alle radici cristiane e in modo particolare per l’Ucraina martoriata, richiamando ad un cessate il fuoco e al dialogo sincero.

Leone XIV ha anche espresso la sua vicinanza alle vittime delle guerre dimenticate: Sudan, Sudan del Sud, Mali, Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo, dove nel 2025 sono proseguiti i conflitti con massicce violazioni dei diritti umani.

Per Haiti, devastata dalla violenza delle gang, il Papa ha espresso il voto che cessi ogni forma di brutalità e che si apra la via della riconciliazione.
Per l’America Latina, egli ha incoraggiato i responsabili politici a privilegiare il dialogo per il bene comune, «al di là delle ideologie».

Il continente asiatico non è stato dimenticato: per il Myanmar, il successore di Pietro ha anche pregato per la riconciliazione, mentre il paese si prepara a delle elezioni controverse in mezzo ad un prolungato conflitto.
Il Papa ha anche implorato il ristabilimento dell’antica amicizia tra la Thainlandia e la Cambogia.

Infine, Leone XIV ha ricordato le popolazioni dell’Asia del Sud e dell’Oceania, duramente provate dalle recenti catastrofi naturali: inondazioni devastanti in Indonesia, tifone nelle Filippine e nel Vietnam, che hanno causato migliaia di vittime.

E ha ricordato anche la guerra che insanguina l’Est dell’Europa: «Noi preghiamo in modo particolare per il popolo ucraino martoriato: che cessi il rumore delle armi e che le parti implicate, sostenute dall’impegno della comunità internazionale, trovino il coraggio di dialogare in maniera sincera, diretta e rispettosa».

Al termine di questa panoramica sulle catastrofi mondiali, il cardinale francese Dominique Mamberti, in forza del suo titolo di protodiacono, ha introdotto il rito della benedizione Urbi et Orbi, a cui la Chiesa lega una indulgenza plenaria alle condizioni ordinarie.





 
dicembre 2025
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