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| Il primo messaggio di Natale, Urbi et Orbi, di Papa Leone XIV ![]() Papa Leone XIV pronuncia il messaggio di Natale 2025, Urbi et Orbi Per il resto, Papa Leone XIV si è ampiamente ispirato alla liturgia di Natale e alle parole di San leone Magno: «La Natività del Signore è una Natività di pace». Meditando sulla venuta al mondo di Gesù Cristo, nato nella povertà di una stalla a Betlemme, rifiutando ogni forma di potenza umana per abbracciare l’umiltà e l’amore misericordioso. Il Pontefice romano ha ricordato che, senza un cuore «liberato dal peccato e dall’odio nessuno può essere artefice di pace»: «Gesù, nostro Salvatore ci mostra la via: rifiutare la violenza, praticare il dialogo e la riconciliazione». Il successore di Pietro ha fatto poi un breve giro d’orizzonte delle sofferenze nel mondo. Salutando i cristiani del Medio Oriente e in particolare quelli da lui incontrati nel suo recente viaggio apostolico, Leone XIV ha invocato la pace per il Libano, la Palestina, Israele e la Siria, citando Isaia: «L’opera della giustizia sarà la pace» (Is. 32, 17). In Europa, egli ha pregato per uno spirito comunitario fedele alle radici cristiane e in modo particolare per l’Ucraina martoriata, richiamando ad un cessate il fuoco e al dialogo sincero. Leone XIV ha anche espresso la sua vicinanza alle vittime delle guerre dimenticate: Sudan, Sudan del Sud, Mali, Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo, dove nel 2025 sono proseguiti i conflitti con massicce violazioni dei diritti umani. Per Haiti, devastata dalla violenza delle gang, il Papa ha espresso il voto che cessi ogni forma di brutalità e che si apra la via della riconciliazione. Per l’America Latina, egli ha incoraggiato i responsabili politici a privilegiare il dialogo per il bene comune, «al di là delle ideologie». Il continente asiatico non è stato dimenticato: per il Myanmar, il successore di Pietro ha anche pregato per la riconciliazione, mentre il paese si prepara a delle elezioni controverse in mezzo ad un prolungato conflitto. Il Papa ha anche implorato il ristabilimento dell’antica amicizia tra la Thainlandia e la Cambogia. Infine, Leone XIV ha ricordato le popolazioni dell’Asia del Sud e dell’Oceania, duramente provate dalle recenti catastrofi naturali: inondazioni devastanti in Indonesia, tifone nelle Filippine e nel Vietnam, che hanno causato migliaia di vittime. E ha ricordato anche la guerra che insanguina l’Est dell’Europa: «Noi preghiamo in modo particolare per il popolo ucraino martoriato: che cessi il rumore delle armi e che le parti implicate, sostenute dall’impegno della comunità internazionale, trovino il coraggio di dialogare in maniera sincera, diretta e rispettosa». Al termine di questa panoramica sulle catastrofi mondiali, il cardinale francese Dominique Mamberti, in forza del suo titolo di protodiacono, ha introdotto il rito della benedizione Urbi et Orbi, a cui la Chiesa lega una indulgenza plenaria alle condizioni ordinarie. |