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| Cinque avvenimenti che hanno fatto notizia nel 2025 ![]() Papa Leone XIV va a celebrare la Messa offerta in suffragio delle anime dei cardinali e dei vescovi deceduti nel corso dell’anno 2025 Il 21 aprile 2025, il decesso di Papa Francesco ha segnato la fine di un regno di dodici anni caratterizzato dalla volontà di scuotere le strutture consolidate. Per l’ala conservatrice si è trattato del momento di un bilancio lucido: il defunto Papa lasciava di dietro di sé una Chiesa polarizzata da tensioni sinodali e affetta da gravi ambiguità dottrinali e pastorali. 2. L’elezione di Leone XIV: un pontificato tra speranza e incognita L’8 maggio 2025, dopo un veloce Conclave, la fumata bianca annunciò l’elezione del cardinale Robert Francis Prevost, che scelse il nome di Leone XIV. Se i primi passi del nuovo Pontefice romano sono stati accolti con benevolenza dai fedeli resi diffidenti dal precedente pontificato, alcune delle sue dichiarazioni e dei suoi gesti hanno suscitato delusione, in particolare la Nota dottrinale Mater Populi fidelis sui titoli della Santa Vergine. 3. Il Giubileo del 2025 e la sete del sacro Malgrado gli iniziali tentativi di dare al Giubileo una connotazione puramente ecologica e sociale, la realtà sul campo ha sorpreso la Curia. I milioni di pellegrini che hanno attraversato la Porta Santa hanno chiesto sacramenti, adorazione e chiarezza. Nonostante l’autorizzazione dello scandaloso “pellegrinaggio LGBT”, il successo delle confessioni in massa e delle processioni ha dimostrato il permanere della «sete del sacro» nei fedeli. Il pellegrinaggio giubilare della Fraternità San Pio X ha riunito a Roma più di settemila fedeli ed ha manifestato la vitalità della Tradizione nel cuore della Capitale della Cristianità. 4. Il ritorno della Messa di sempre nel centro della basilica di San Pietro L’avvenimento più importante dell’autunno è stato senza dubbio la celebrazione di una Messa Pontificale secondo il Rito tradizionale sotto la cupola della Basilica di San Pietro. Un fatto che da alcuni è stato interpretato come un disgelo dopo le dure restrizioni introdotte con Traditionis custodes. Ma lo si deve considerare come un tacito riconoscimento del diritto di cittadinanza della Messa di sempre? E’ ancora troppo presto per dirlo. 5. Il braccio di ferro fra Roma e il Cammino sinodale tedesco Dopo anni di tensione, il mese di novembre 2025 ha segnato una svolta decisiva nelle relazioni fra Roma e l’episcopato tedesco. Durante una riunione in cui la Curia ha tentato un ultimo tentativo, la Santa Sede ha respinto categoricamente le velleità dei tedeschi di creare un «Consiglio sinodale» permanente di laici e vescovi per governare la Chiesa tedesca. Gli osservatori romani hanno accolto favorevolmente la decisione di Leone XIV di riaffermare la costituzione divina della Chiesa, che è basata sulla gerarchia apostolica e non su un parlamentarismo secolare. Ma sarà necessario fare di più per evitare la deriva «scismatica» della Conferenza Episcopale Tedesca, e in ogni caso sarà difficile evitare di rivedere la stessa nozione di sinodalità iniziata con le aperture del concilio Vaticano II e portata avanti con la loro amplificazione durante il precedente pontificato. |