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| Sua Eminenza e la sua incoerenza di
Don Alain Lorans, FSSPX
![]() Il cardinale Victor Manuel Fernandez Alla fine di una conferenza stampa che ha tenuto a Roma il 25 novembre 2025, il cardinale Victor Manuel Fernandez, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, è stato intervistato da Diane Montagna sulla Nota Mater populi fidelis, il recente documento romano che afferma che il titolo di “Corredentrice” attribuito alla Madonna è «sempre inopportuno» e non deve essere più usato. La giornalista americana gli ha chiesto come possa essere «sempre inopportuno» se è stato usato da Santi, dottori e anche dal magistero ordinario. Il prelato ha risposto che non si trattava di giudicare il passato, ma di dare delle regole per l’avvenire; ed ha affermato senza ritegno che in questo caso «sempre» significa «da ora in poi». In altre parole ha detto che il titolo di Corredentrice non è sempre inopportuno per il passato, ma lo è sempre per l’avvenire. Il cardinale Fernandez non ha spiegato per quale strana operazione quello che era opportuno una volta, oggi diventa inopportuno. Se è per compiacere i protestanti, in nome dell’ecumenismo promosso dal Vaticano II, bisognerebbe dire chiaramente che Maria è Corredentrice fino al Concilio, ma che ormai non lo è più a causa dell’ecumenismo conciliare. Il prelato ha tentato di rassicurare la sua interlocutrice aggiungendo: «… in seno al vostro gruppo di preghiera o tra amici voi potete usare questo titolo di Corredentrice, ma esso non sarà più usato ufficialmente, cioè né nei testi liturgici né nei documenti ufficiali». Questa concessione che vorrebbe essere benevola è profondamente inquietante. In questo modo, Maria sarebbe Corredentrice ufficiosamente ma non ufficialmente. Privatamente ma non pubblicamente, né nella liturgia né nei testi ufficiali. In realtà, la questione non è di sapere se il titolo di Corredentrice è opportuno, ma se è vero o falso. Non può essere vero in privato e falso in pubblico. In fondo, si dichiara che questo titolo è «inopportuno» per non affermare che è falso, o che è un «non senso» come diceva senza vergogna Papa Francesco, la cui ombra incombe su tutto il documento romano. Ma le parole hanno un senso. Il termine «inopportuno» indica chiaramente che è per convenienza ecumenica e non per ragioni dottrinali che il titolo di Corredentrice viene ritirato a nostra Madre. Ed allora ecco la domanda essenziale: abbiamo bisogno di un Dicastero per la Dottrina della Fede che ci dica cosa è opportuno e cosa non lo è? Quello che ci aspettiamo è che ci ricordi cosa è vero e cosa è falso, fedelmente al deposito rivelato. La dottrina della fede non deve sottostare alle fluttuanti opportunità del dialogo ecumenico, ma deve sottomettersi alla costante Tradizione della Chiesa. Tuttavia, riconosciamo un innegabile interesse a questo documento: esso ci insegna che l’ecumenismo è un opportunismo che si basa su una dottrina a geometria variabile. Lo sospettavamo, ma ora grazie al cardinale Fernandez ne abbiamo la prova. |