Siate perfetti

come è perfetto il Padre vostro celeste


di Don Michel Poinsinet de Sivry, FSSPX


Pubblicato sul sito francese della Fraternità San Pio X

La Porte Latine








Approfittiamo dell’inizio del nuovo anno per assumere con entusiasmo alcuni buoni propositi.

Dio è immutabile. «In Dio non vi è alcuna vicissitudine, né ombra di cambiamento» (1). Dio non cambia, non progredisce, non evolve, perché Egli è perfetto. Egli è «Colui che è». Egli possiede Se stesso perfettamente. Egli è l’atto puro. Egli è infinito nelle sue perfezioni. Egli non ha nulla da acquisire. Egli non può perdere nulla.
Dio è dunque stabile e noi contempleremo con meraviglia questa immobilità in Cielo.

Per raggiungere questa visione beatifica in Cielo, Nostro Signore ci ha detto chiaramente: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (2).
In altre parole, per salvarsi bisogna rassomigliare a Dio nelle Sue perfezioni.
Se quindi Dio è stabile, noi dobbiamo lavorare a questa stabilità nella nostra vita spirituale e temporale.

Innanzi tutto perché questo è il fondamento di ogni virtù.
Infatti, la virtù è l’abitudine a fare il bene. Ora, non può esserci abitudine senza stabilità, senza regolarità, essa consiste proprio nel compiere le stesse azioni, le stesse buone opere, regolarmente e con perseveranza.
Come un edificio sarà tanto più solido per quanto le sue fondamenta sono profonde e la sua architettura è regolare nella sua concezione, così il ripetere le nostre buone azioni modellerà la bellezza della nostra anima.

La stabilità richiede costanza, figlia della virtù della fortezza. Essa consiste nel perseverare nel compiere il bene, malgrado gli ostacoli, senza scoraggiamento e senza debolezza.
La costanza è la virtù dei coraggiosi, la virtù degli eroi. E’ questa virtù che ha scritto le più belle pagine della storia della Chiesa; è essa che crea i Martiri, i Confessori, le Vergini e tutti gli altri Santi.
E’ questa virtù che ha edificato la Cristianità e che ci salva: «Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime», dice Nostro Signore (3).

In più, la stabilità è necessaria per crescere, per perfezionarsi e per raggiungere la santità. Infatti, il bene compiuto ne richiama un altro. Essa fa entrare l’anima in un circolo virtuoso, in un movimento che innalza fino alla perfezione, come le eliche il cui movimento continuo solleva un corpo pesante.

La stabilità si traduce in temperamento equilibrato sia nelle gioie sia nelle peggiori difficoltà.
«Viva la gioia nonostante tutto!», esclamò con entusiasmo San Teofane Venard, celebre missionario nel Tonchino. Egli incontrò immense difficoltà nel suo apostolato, ma conservò sempre il sorriso e la gioia.
Santa Teresa del Bambino Gesù, nel 1897, nel suo testamento spirituale rivolse le seguenti parole alle sue consorelle: «Come ricordo d’addio, ho copiato per voi alcuni passi delle ultime lettere che (Teofane) scrisse ai suoi genitori; questi sono i suoi pensieri, la mia anima assomiglia alla sua».
Sapere che Santa Teresa è, secondo le parole del Papa San Pio X, «la più grande Santa dei tempi moderni» ci dice quanto sia fondamentale oggi questa virtù.

E allora, come possiamo acquisire questa stabilità?
La risposta non è facile, perché il mondo sfortunatamente incoraggia la instabilità. Le reti sociali, la facilità con la quale possiamo passare da un sito all’altro, da un video all’altro, da una immagine ad un’altra di genere totalmente diverso, alimenta questa instabilità ed è il terreno propizio per l’abitudine al male, cioè al vizio ed al peccato.

Che fare allora?
Prima di tutto si tratta di imparare a non fidarsi di sé e a riporre tutta la nostra fiducia in Dio. « Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto» (4).
Allora sperimenteremo una grande pace interiore. Non saremo oltremodo scossi dal mondo esterno, perché  avremo fatto di Dio la nostra forza.

Poi si tratta di fissare degli obiettivi pratici, concreti, ragionevoli, che richiedono un certo impegno regolare.

Approfittiamo dunque di questo inizio del nuovo anno per assumere dei buoni propositi:

- impiegare il tempo in modo chiaro, anche se solo a grandi linee: la preghiera, l’ora per andare a letto, l’ora per alzarsi, l’ora per lavorare, ecc.

- fissare una ferma disciplina nell’uso del digitale. Attenzione alle incessanti manipolazioni dei contenuti video, l’uno più insensato del precedente! Se non immorale!

- prendere un impegno in più del nostro dovere quotidiano: una attività, un progetto fuori casa, delle letture, ecc. E attenervisi!


Che San Giuseppe vi benedica!




NOTE

1 - San Giacomo I, 47
2 - San Matteo V, 48
3 - San Luca XXI, 19
4 - San Giovanni XV, 5



 
dicembre 2025
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