Architettura sacra modernista

blasfema e dissacrante



di Catholicus




Il Cardinale Celso Costantini (1875 – 1958)


L’arte  sacra moderna è eretica”. Questa è la conclusione a cui arrivò il Cardinale Celso Costantini nel febbraio 1954, all’epoca Presidente della Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia, nel saggio pubblicato nel 1955 sulla rivista “Fede ed Arte” col titolo «La nuova eresia iconografica». In quest’opera Mons. Costantini critica il vuoto spirituale dell’arte moderna ed il suo  allontanamento dalla rappresentazione religiosa tradizionale, auspicando un ritorno all’arte sacra con un significato profondo, educativo e celebrativo al tempo stesso (la pittura e l’architettura sacra in tempi di diffuso analfabetismo venivano considerate una specie di catechismo degli analfabeti).

Pur essendo ancora in epoca preconciliare, il veleno modernista era già ben diffuso e radicato tra il clero, sempre meno cattolico, che ben presto si sarebbe impossessato della guida della barca di Pietro, per dirigerla verso gli scogli ed affondarla. Qui uno stralcio del pensiero del card. Costantini:

La Chiesa non ha pregiudizi o prevenzioni contro qualsiasi epoca. Anzi, apre largamente le braccia ed il cuore per ricevere il frutto del talento degli artisti cattolici di tutti i tempi, tutti i popoli, e tutti i luoghi.  Essa chiede soltanto una condizione: che siano veramente cattolici e veramente artisti. Quello che la Chiesa non può accettare e approvare sono le opere che non sono cattoliche e neppure artistiche, come se fossero opere d’arte cattolica, espressioni genuine dello spirito cristiano.
Oggi siamo circondati da “opere d’arte” spacciate per cattoliche e che, invece, trasmettono uno spirito profondamente diverso da quello di Nostro Signore Gesù Cristo. Sull’architettura di certe chiese, per esempio, ci sono ingegneri e architetti che ignorano ostentatamente l'Istruzione del S. Officio, inserendo e sviluppando negli schemi architettonici delle chiese le più arbitrarie stravaganze costruttive, in modo che dette chiese possono sembrare padiglioni per fiere campionarie o ca¬pannoni per spiagge balneari o qualsiasi altro edificio meno che chiese".

https://artcurel.blogspot.com/2019/07/la-nuova-eresia-iconografica-articolo.html


In tempi più recenti, molte sono le voci che si sono levate contro lo scempio degli edifici sacri operato da un clero che sembra aver perduto completamente il senso del bello e delle proporzioni architettoniche, oltre ad aver perduto la fede cattolica bimillenaria.

Riportiamo qui una breve panoramica di alcuni pareri significativi in proposito :
In un saggio intitolato “Chiese da matti – brutte chiese e teologia della fuffa” l’autore, Giorgio Enrico Cavallo, non le manda certo a dire le sue reprimende al clero modernista che ha commissionato tali scempi, oltre che ai grandi architetti (eufemismo d’obbligo) che li hanno realizzati.





Ne ho viste tante, di chiese costruite dai matti: sono bizzarre e futuristiche, alcune fatte a forma di cubo, altre simili a piramidi; certe sono di splendente vetro, altre di assai decorativo cemento. Ce ne sono che assomigliano ad estetiche scatole da scarpe, altre che ricordano dei bunker dell’ultima guerra… perché non possono essere quello che sono sempre state: dei templi dello spirito, Casa di Dio e porte aperte sul Paradiso, luoghi di preghiera e di devozione; e soprattutto dei luoghi d’arte?…i nostri bravi (?) vescovi approvano il progetto di chiese di questo tipo…  l’aberrazione più grande non è quella dell’architetto, ma quella della diocesi che accetta progetti di ben dubbio gusto...  c’è qualcuno che dice sì, quella chiesa s’ha da fare, e non importa che sia brutta, anzi, meglio così. Chiedetelo alla Cei, Conferenza-Episcopale-Italiana, ad esempio, che commissionò a Fuksas un elegantissimo cubo di grigio cemento, che sfigurerebbe perfino nelle più squallide città dormitorio ex-sovietiche”.

https://tuttonellamore.wordpress.com/2016/09/25/brutte-chiese-e-teologia-della-fuffa/


Nel suo articolo  “Chiese sempre più brutte. E’ ora di dire basta!Carlo Cresti (Firenze 1931-2018), architetto e ordinario di Storia dell’Architettura nell’Università di Firenze, così si esprimeva nel 2012 in merito agli orrendi edifici sacri modernisti: 

Se negli ultimi anni sono state costruite e ancora oggi si continuano a edificare tante orribili chiese che offendono le città, il paesaggio, e il sentimento religioso, la colpa è certamente da assegnare agli architetti, ma anche, in egual misura, alle autorità ecclesiastiche, le quali disinvoltamente affidano gli incarichi di progettazione e sovvenzionano le realizzazioni di simili turpitudini,  anzi, siccome gli architetti sono sempre stati mercenari (ossia servitori per mercede), disponibili ad assecondare qualsiasi capriccio del committente, viene fortemente da sospettare che le colpe maggiori, le responsabilità riguardanti le recenti chiese orribili siano da attribuire alla committenza di preti cosiddetti “progressisti

https://www.faredecorazione.it/?p=2393&print=pdf




Carlo Cresti (Firenze 1931 – 2018)



Infine ecco l’opinione di Vittorio Sgarbi, famoso critico d’arte che, seppur non credente, dimostra grande competenza anche in materia di arte sacra,  e in questa intervista, risalente al gennaio 2017, dimostra anche indubbia competenza in tema di sacra liturgia e di perdita della fede da parte del clero modernista, o progressista che dir si  voglia (se si può definire progresso l’accozzaglia di eresie e blasfemie che i modernisti sfornano a getto continuo in ogni ambito ecclesiastico, dottrinale, liturgico, pastorale):

Le chiese moderne nella maggior parte dei casi sono brutte, perché è diminuito il senso del sacro…. Bisogna analizzare le cause di questa bruttezza…la bruttezza, meglio lo scadimento estetico, è causato dalla stessa idea di  Chiesa  voluta dal Concilio Vaticano II. Non sta a me giudicare se  bene o male, però l’ ideale conciliare di Chiesa, orientata all’orizzontale e non al verticale, ha trasformato la progettualità dei nuovi edifici che sono brutti, e senza troppi giri di parole causano il vomito. Credo che  nella maggior parte dei casi le chiese moderne siano brutte, perché è diminuito il senso del sacro… prenda quella di San Giovanni Rotondo, che pure porta la firma di  Renzo Piano, è orribile. Un’ altra causa  è che, rispetto al passato, gli architetti spesso sono scelti tra non credenti, tra chi non ha fede o disconosce la religione,  e questo inevitabilmente influisce sia sulla ispirazione che sull’ opera d’ arte. Ma le ribadisco che la causa prima è lo spirito del Vaticano II, dove la Chiesa cattolica ha preferito guardare all’ io invece che a Dio”.
Anche nella liturgia avviene questo?
” Certo, anzi direi che è l’ ambito più evidente assieme all’ arte. Quella antica era molto più coerente con la idea del sacro e del mistero, l’ attuale è insensata , oltre che banale. L’ orientamento del celebrante deve essere ad  Oriente, perché guarda al Sole sorgente che è Dio, il ministro guida i fedeli e media verso il divino. E’ una sorta di direttore di orchestra,  e allora avete mai visto un direttore  che guarda la platea al posto di rivolgersi ai suonatori? Anche la nuova liturgia risponde  alla idea di mettere l’ uomo al centro al posto di Dio,  e le dico di più,  con la riforma liturgica sono stati compiuti  misfatti architettonici senza precedenti. Hanno edificato al centro dei presbiteri tavolacci simili alla macelleria, rovinando l’ estetica di  tante opere di arte, hanno alterato  l’ estetica con danni irreparabili, uno scempio  “.

http://www.lafedequotidiana.it/vittorio-sgarbi-le-nuove-chiese-causano-il-vomito/
https://www.agerecontra.it/2017/01/vittorio-sgarbi-bergoglio-mi-piace-perche-e-ateo/


Di seguito, prenderemo in esame un caso emblematico, potremmo dire “di scuola”.


Il caso che presentiamo è tale da dimostrare come lo spirito vendicativo del clero modernista nei confronti della bellezza e santità della Chiesa preconciliare, della sua dottrina, liturgia, pastorale e, non meno, della sua arte sacra, si sia manifestato con una specie di “delenda Cartago e di damnatio memoriae” sulla bellezza e sacralità dell’architettura cattolica bimillenaria, con lo scopo di cancellarla dalla faccia della terra e di sostituirla con orrendi edifici che offendono il sentimento religioso dei cattolici e rappresentano l’apoteosi della bruttezza e della blasfemia.

Ciò che veniamo qui a documentare è l’abbattimento della cattedrale di Montecatini Terme (amena e ridente località turistica toscana), un bel tempio neoclassico, e la sua sostituzione con un edificio che tutto può sembrare,  tranne una chiesa cattolica. Lo scempio avvenne nel 1962, all’epoca del famigerato Concilio Vaticano Secondo, evento fondamentale di quella che don Andrea Mancinella definì “Rivoluzione nella Chiesa” in un suo libro del 2010 (“1962 – Rivoluzione nella Chiesa” – Edizioni Civiltà, Brescia)


COME ERAVAMO
di Bruno Fortina e Roberto Pinocchi

La chiesa di Montecatini Terme


La prima chiesa demaniale dei Bagni di Montecatini venne edificata dal 1823 al 1834 su disegno dell’architetto fiorentino Luigi Cambray Digny. Grandi sponsor dell’iniziativa furono i sovrani lorenesi Ferdinando III° e il figlio e successore Leopoldo II°. L’edificio era così descritto in una lettera intercorsa tra l’architetto e il deputato delle Regie Terme Domenico Giusti: “a forma di croce greca con tribuna dietro l’altare maggiore, con tre altari e un coretto per le persone di distinzione; sarebbe preceduta da un portico…corredata di una piccola sagrestia, una stanza di sgombero e di un locale per la confessione….
All’interno erano apposti fregi rappresentanti la Natività sull’altare maggiore, mentre sui due altari laterali spiccavano affreschi riproducenti il Salvatore fra due angeli da una parte, e dall’altra alcuni santi fra i quali San Pietro e Santa Barbara patroni della Comunità.

 Sul frontone della chiesa venne apposto l’orologio che era stato custodito a Firenze fin dal tempo dell’architetto Paoletti in attesa di trovare la giusta ubicazione ai Bagni. La dedica della chiesa all’Assunta non risulta fosse ufficializzata, ma avvenisse come conseguenza del patronato che la frazione dei Bagni aveva da sempre con la Madonna. Il 15 agosto, da molti anni infatti, nella zona termale si teneva una festa e un mercato per solennizzare Santa Maria Assunta.”








Luigi de Cambray Digny (Firenze, 1778 – Firenze, 20 febbraio 1843)  architetto italiano attivo soprattutto nella zona di Firenze, fu tra gli architetti più attivi e seguiti tra gli anni dell'Occupazione francese e della Restaurazione.
Tra il 1822 e il 1827 si dedicò alla realizzazione della chiesa dell'Assunta a Montecatini Terme, demolita negli anni sessanta del Novecento.

Dal Dizionario Treccani   leggiamo :

“La chiesa di S. Maria Assunta dei Bagni di Montecatini (1824-27), che è forse l'opera sua più nota, fu sconsideratamente demolita dopo il 1950. Restano soltanto alcuni disegni (Biblioteca nazionale, Carte C. D., cass. 146, 3, 3/b) ed una documentazione fotografica presso lo studio fotografico F. Rossellini di Montecatini.
La chiesa costituisce l'ultimo sobrio anello del tessuto urbanistico e architettonico della località termale, riflette l'impronta unitaria degli interventi del maestro del Cambray, Paoletti,  riporta all'antica severità ed eleganza greca, e può essere assunta, assieme con poche altre opere, come uno dei più fortunati modelli del purismo neoclassico toscano nell'età della Restaurazione; la pianta a croce greca, preceduta da un atrio a doppio ordine di colonne su un'imponente gradinata d'accesso, e conclusa da un'esedra semicircolare definente lo spazio sacro dell'altare ma priva di cupola e di tiburio extradossati, è un esempio, semplice e coerente, dell'eleganza progettuale del Cambray Digny.”  ( Raffaele Romanelli)
CAMBRAY DIGNY, Luigi de
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 17 (1974)


Passando poi dalla bellezza dell’arte sacra neoclassica alla bruttezza dei nuovi edifici sacri (?) edificati a cura del clero modernista,  vediamo una panoramica della nuova cattedrale di Montecatini Terme :






nuovi canoni di architettura sacra…




Sempre più evidente




che tutto sembra




fuorché una chiesa cattolica, niente a che vedere con
 il bel tempio sacro precedente “sconsideratamente distrutto”





non dovrebbe esserci bisogno di altre immagini
per avallare questa ipotesi.



Conclusione



Ecco a cosa ha portato la perdita del senso del sacro, sintomo evidente della perdita della fede da parte del clero modernista.
L'arte sacra è sempre più folle, incomprensibile,  frutto della barbarie modernista, del  desiderio di vendetta contro la Chiesa preconciliare, la bellezza delle sue espressioni, la fede e l'amore che trasparivano da quadri, statue, edifici religiosi.

Ma questa "delenda Cartago" prima o poi si rivolgerà contro loro stessi, e di loro non rimarrà nemmeno il ricordo.

Concludendo, vien da pensare che, al confronto di questi modernisti, gli iconoclasti islamici (ed in parte anche i bizantini, che dai primi hanno ricevuto una specie di contagio, o di imposizione) abbiano molto più rispetto per il sacro, un più elevato senso di sacralità, sia pur non indirizzato verso la SS.ma Trinità, la Verità tutta intera.

I modernisti invece dissacrano, profanano, sono sacrileghi; vien da pensare che oltre ad aver perduto completamente la fede (con il loro antropocentrismo, immanentismo, culto dell’uomo), nutrano un odio profondo contro la vera religione, rappresentata dalla Chiesa preconciliare, e lo sfoghino in questo modo, con queste vendette.

Ci hanno rubato la vera religione, la sua liturgia, il suo magistero, la sua dottrina, per imporci al suo posto una contraffazione del protestantesimo, un ecumenismo suicida calabraghe, un’ideologia comunistoide.

Una congrega di massoni, già condannati dai Papi preconciliari, sostanzialmente eretici (se non addirittura atei) si  è impossessata della Chiesa di Cristo, e con il Concilio Vaticano II ha cambiato la dottrina (con la scusa dell’aggiornamento, della pastorale); poi hanno  iniziato a far piazza pulita della liturgia cattolica, delle chiese cattoliche, dell’arte cattolica, mettendo al loro posto la cena protestante (il cosiddetto memoriale, la salvezza pro omnibus, anziché pro multis, la pace in terra agli uomini “che Dio ama”, anziché agli uomini “di buona volontà”, arrivando addirittura  ad osare di cambiare le parole del Padre Nostro), degli squallidi capannoni anonimi (che nulla hanno di sacro, oltre che di bello), dei crocifissi sacrileghi e blasfemi.

Veri e propri ladri del sacro, questi modernisti, ma prima o poi dovranno restituire ciò che hanno rubato, e la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica ritornerà, più gloriosa e splendente che mai, ad ammaestrare tutte le genti, a convertirle alla vera fede, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Se poi a questi orrendi edifici aggiungiamo la scomparsa degli inginocchiatoi, dei tabernacoli, dei crocifissi, dei confessionali, dei pulpiti, degli altari laterali dedicati alla Vergine Maria ed ai santi e, dulcis in fundo, il nuovo rito della Messa, sostanzialmente protestante, abbiamo il quadro di una ribellione, di una vendetta contro la Chiesa preconciliare, la bellezza della sua liturgia, dei suoi riti, della sua arte sacra.
Un clero ribelle, carico di odio e di desiderio di vendetta, ha attuato una specie di “delenda Cartago” e di “damnatio memoriae” della Chiesa Cattolica bimillenaria.

Non serve altro per qualificare il clero che da oltre 60 anni occupa tutte le sedi di Santa Romana Chiesa (dalla piccola parrocchia di campagna alla Basilica di San Pietro).

Come definire quindi il clero modernista che ha commissionato tali schifezze architettoniche? 
Sicuramente   nemico della bellezza (distrugge il bello ed al suo posto edifica il brutto), così come  nemico della Verità (altera, manipola e falsifica la Sacra Scrittura, la Santa Messa tridentina, le stesse parole di  Nostro Signore Gesù Cristo).

Cosa dobbiamo aspettarci ancora da questa gente?

Niente di buono, ovviamente, illusorio pensare che Papa Leone XIV voglia, o riesca, ad invertire la deriva in atto, possiamo solo sperare e pregare per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima, che scaccerà questi traditori dalla Chiesa del Suo Divin Figlio e nostro Salvatore Gesù Cristo.










 
gennaio 2026
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