La devozione (dimenticata)

al Sacro Cuore Gesù

e

l’apostasia dilagante



di  Aldo Maria Valli


Pubblicato sul sito dell'Autore









Era il 15 maggio 1956 quando Pio XII pubblicò la magnifica Enciclica «Haurietis aquas», nella quale illustrava e promuoveva la devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Nell’Enciclica il Papa scriveva:
«La Chiesa ha sempre tenuto in così alta considerazione, e tuttora tiene in così alta considerazione, il culto al Sacratissimo Cuore di Gesù che ne cura la diffusione tra il popolo cristiano dovunque e con ogni mezzo, e nello stesso tempo si adopera per difenderlo dalle accuse del cosiddetto “naturalismo” e del “sentimentalismo”. Ciononostante, è molto deplorevole che, sia nel passato che ai nostri giorni, questa nobilissima devozione non trovi un posto di onore e di stima presso alcuni cristiani, e talvolta anche presso coloro che si professano animati da zelo per la religione cattolica e per il conseguimento della santità».

Come abbiamo già notato per la Sovranità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, ai nostri giorni anche la devozione al Sacro Cuore è stata ampiamente emarginata, se non proprio eliminata, e soppiantata dalla devozione alla “divina Misericordia”, che suona più corretta, meno dirompente e più abbordabile per le coscienze moderne.

Un buon modo per conoscere e ravvivare la devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù è un libro pubblicato nel 1872 dal protonotario apostolico francese Louis Gaston de Ségur (1820-1881), membro della Curia romana sotto Papa Pio IX

L’opera è «Le Sacré-Cœur de Jésus» e alcune affermazioni in essa contenute ci aiutano a leggere i nostri tempi.

L’autore fa riferimento al discorso di Nostro Signore in Matteo 24 riguardo alla fine dei tempi e a ciò che deve accadere prima del suo ritorno nella gloria per giudicare i vivi e i morti.

«Non ci si inganni, tutti i segni indicati dal Figlio di Dio nel capitolo ventiquattresimo di san Matteo si accumulano e si uniscono, per così dire, con prove spaventose: la fede diminuisce e se ne va; il Vangelo è predicato quasi ovunque ma le società battezzate hanno tutte apostatato; guerre e lotte spaventose di popolo contro popolo e di nazione contro nazione terrorizzano il mondo intero; miracoli spuntano ovunque; una massa davvero straordinaria di profezie, molte delle quali certamente autentiche, uniscono le anime sante per un istinto segreto… Tutto ci segnala l’avvicinarsi più o meno immediato di questi “ultimi tempi” predetti dal Dio del Sacro Cuore… Grandi crimini nasceranno da queste grandi bestemmie: la cospirazione della massoneria anticristiana scuoterà la Chiesa dalle sue fondamenta; una persecuzione selvaggia distruggerà le antiche istituzioni cattoliche d’Europa… inaugurerà una nuova società senza fede, senza Dio, senza Gesù Cristo; inaugurerà e propagherà in tutto il mondo quell’immensa bestemmia chiamata separazione tra Chiesa e Stato; rovinerà la vita di grazia in milioni e milioni di anime.»

Dall’uscita del libro è passato più di un secolo e mezzo e le predizioni del monsignore si sono avverate quasi alla lettera.
I tempi caotici e scoraggianti che stiamo vivendo oggi erano fondamentalmente previsti già all’epoca, e il motivo per cui erano previsti è che la catastrofica apostasia e l’apparente rovina della Chiesa verso la fine dei tempi fanno parte del Deposito della Fede dato da Cristo stesso agli Apostoli.
Infatti, san Paolo vi accennò scrivendo ai primi cristiani di Tessalonica: «Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio».


L’oratoriano inglese padre Frederick Faber (1814-1863) una volta avvertì che il motivo per cui l’Anticristo avrebbe avuto così tanto successo nell’ingannare le masse è che molte brave persone avrebbero involontariamente contribuito a promuovere la sua causa, credendo di promuovere il Regno di Dio. Questo dimostra che non basta avere buone intenzioni e andare alla Messa tradizionale per promuovere la vera religione cattolica romana; e che l’ignoranza, anche se non colpevole, può avere conseguenze spaventose.

Accogliamo dunque l’appello di Papa Pio XII e pratichiamo e diffondiamo la devozione al Sacro Cuore di Gesù, poiché
«Cristo Signore, nell’esporre il Suo Sacro Cuore, volle in modo del tutto straordinario invitare le menti degli uomini alla contemplazione e al culto del mistero dell’amore misericordioso di Dio per il genere umano. In questa speciale manifestazione, Cristo indicò, con parole precise e ripetute, il Suo Cuore come il simbolo mediante il quale gli uomini dovevano essere attratti alla conoscenza e al riconoscimento del Suo amore; e nello stesso tempo lo costituì come segno o pegno di misericordia e di grazia per le necessità della Chiesa del nostro tempo» («Haurietis aquas», n. 97).






 
gennaio 2026
AL SOMMARIO ARTICOLI DIVERSI