Catechesi di Leone XIV:

riscoprire il concilio Vaticano II


di Fraternità San Pio X






Papa Leone XIV: catechesi del 7 gennaio 2026



Nella sua prima catechesi del 2026, il 7 gennaio, Papa Leone XIV ha annunciato il programma del suo nuovo ciclo di catechesi che «sarà dedicato al concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi documenti».

Il Papa americano intende fare un commento dei testi del Concilio per «riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale».

Il Papa ha ricordato che il 2025 è stato il 60° anniversario del Vaticano II ed ha aggiunto che i contemporanei dell’evento oggi non ci sono più.
Egli vuole «riscoprire da vicino l’evento non tramite le dicerie o le interpretazioni che sono state proposte, ma rileggendo i suoi documenti e riflettendo sul loro contenuto».

Leone XIV vede il Vaticano II come «il Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa». Ed ha citato tutti i Papi del Concilio: da Giovanni XXIII a Francesco, passando per Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Da parte sua, egli sintetizza così gli apporti conciliari: «Il Vaticano II ha riscoperto il viso di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama ad essere Suoi figli; esso ha considerato la Chiesa alla luce di Cristo, luce delle nazioni, come il mistero di comunione e il sacramento dell’unione fra Dio e il Suo popolo; esso ha avviato un’importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e cosciente di tutto il popolo di Dio».

E il Papa ha proseguito dicendo: «Al tempo stesso, esso ci ha aiutato ad aprirci al mondo e a cogliere i cambiamenti e le sfide dell’era moderna nel dialogo e nella corresponsabilità, come una Chiesa che desidera aprire le braccia all’umanità, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna».

Leone XIV ha aggiunto: «noi dobbiamo ancora realizzare più compiutamente la riforma ecclesiale al livello ministeriale» e «rimanere attenti ai segni dei tempi, come gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni della giustizia e della pace».


Una nuova interpretazione del concilio Vaticano II?

Questo annuncio di Leone XIV è stato commentato in modo diverso: i lettori di tendenza conservatrice vi hanno visto un possibile ritorno alla «ermeneutica della continuità» cara a Benedetto XVI, in opposizione ad una «ermeneutica della rottura» di cui il precedente Papa è stato un eminente rappresentante.

Altri hanno posto l’accento sulla volontà di «realizzare più compiutamente la riforma ecclesiale a livello ministeriale» e quindi di andare avanti nella realizzazione di tali «ministeri», che sono stati particolarmente esaminati durante il Sinodo sulla sinodalità, con in particolare la questione del diaconato femminile, ma anche di far partecipare maggiormente i fedeli nella liturgia.

Resta da scoprire cosa predicherà Leone XIV in queste sue catechesi.
Tuttavia, mentre tutti aspettano la sua prima Enciclica che dovrebbe tracciare la direzione del suo pontificato, ma per la quale non è stata ancora fissata una data di pubblicazione, questo annuncio suona certamente come un programma; e questo programma è il concilio Vaticano II e il suo spirito «profetico».

Nella prospettiva del Sommo Pontefice: «Avvicinandoci ai documenti del concilio Vaticano II e riscoprendo la loro profezia e la loro attualità, noi accogliamo la ricca tradizione della vita della Chiesa».

Come dire che la speranza di vedere la vera Tradizione riprendere a Roma il posto che le è dovuto è meno che esigua.

La sola domanda che si può porre è: dove si collocherà l’interpretazione di Leone XIV nei confronti di quelle dei diversi Papi del Concilio? E quali nuovi sviluppi di questa «terza guerra mondiale» dovremo deplorare nei prossimi decenni?




 
gennaio 2026
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