Durante il Concistoro straordinario

Il cardinale Zen denuncia la «sinodalità bergogliana»

come «manipolazione ferrea»



di Diane Montagna


Pubblicato sul sito dell'Autrice

Ripreso e tradotto su Messa in Latino





Il Cardinale Joseph Zen e il suo segretario personale con Papa Leone XIV



Presentazione di Messa in Latino

Vi proponiamo – in nostra traduzione – l’articolo della vaticanista Diane Montagna, pubblicato il 9 gennaio sulla pagina Substack del sito The College of Cardinals Report, in cui si riporta il testo integrale dell’intervento del card. Joseph Zen Ze-kiun S.D.B., Vescovo emerito di Hong Kong, alla riunione di due giorni dei Cardinali convocata da Papa Leone XIV.

Il card. Zen Ze-kiun ha denunciato: «La manipolazione ferrea del processo sinodale è un insulto alla dignità dei Vescovi, e il continuo riferimento allo Spirito Santo è ridicolo e quasi blasfemo».

Lorenzo V.


Articolo

Nel suo intervento al Concistoro straordinario tenutosi in Vaticano il 7-8 gennaio, il card. Joseph Zen Ze-kiun S.D.B., Vescovo emerito di Hong Kong, ha espresso una critica feroce alla 16ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (il cosiddetto «Sinodo sulla sinodalità»), denunciandone il processo come una «manipolazione ferrea» e avvertendo che la sua continua invocazione dello Spirito Santo è «ridicola» e rasenta la «blasfemia».

A porte chiuse, alla presenza di Papa Leone XIV e dei centosettanta Cardinali riuniti, il novantattreenne Vescovo emerito di Hong Kong ha utilizzato i tre minuti a sua disposizione per commentare la nota di accompagnamento di Papa Francesco al Documento finale della 16ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, un processo che si è protratto per tre anni, dal 2021 al 2024.

Sebbene Papa Leone XIV avesse inizialmente informato i Cardinali che sarebbero stati affrontati quattro argomenti, al loro arrivo al Concistoro ai membri del Sacro Collegio è stato comunicato che, a causa dei limiti di tempo, sarebbe stato chiesto loro di selezionarne solo due. Hanno scelto «il Sinodo e la sinodalità» e la «missione della Chiesa» alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco del 2013 sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale.

In sostanza, l’intervento sostiene che il processo sinodale non solo era viziato da difetti, ma era anche gestito in modo rigido, privando i Vescovi della loro autentica libertà deliberativa e della loro legittima autorità di successori degli Apostoli.

Il card. Joseph Zen Ze-kiun ha anche denunciato con forza quello che considera un uso strumentale del linguaggio spirituale, avvertendo che i continui appelli allo Spirito Santo vengono utilizzati per santificare risultati predeterminati, come se ci si potesse aspettare che lo Spirito contraddicesse la Tradizione bimillenaria della Chiesa.

L’intervento estende poi il suo monito alla Chiesa in generale.
Attribuendo al documento finale uno status paradossale – magisteriale ma «non strettamente normativo», autorevole ma aperto a interpretazioni locali divergenti – il processo rischia di portare alla incoerenza dottrinale e alla frammentazione ecclesiale.
Il card. Joseph Zen Ze-kiun avverte che questo approccio rispecchia il percorso che ha portato alla divisione all’interno dell’anglicanesimo e mina la credibilità cattolica nel dialogo ecumenico, in particolare con le Chiese ortodosse, per le quali la sinodalità ha sempre significato la reale autorità dei Vescovi che agiscono insieme e camminano insieme a Gesù Cristo.

E il cardinale ha concluso dicendo: «Papa Francesco ha sfruttato la parola Sinodo, ma ha fatto scomparire il Sinodo dei Vescovi, un’istituzione istituita da San Paolo VI».

Di seguito è riportato il testo completo dell’intervento del card. Joseph Zen Ze-kiun al Concistoro straordinario, pubblicato con il gentile permesso di Sua Eminenza.


Sulla nota di accompagnamento di Papa Francesco al Documento finale della 16ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi

Papa Francesco afferma che, con il documento finale, restituisce alla Chiesa ciò che si è sviluppato in questi anni (2021-2024) attraverso l’«ascolto» (del Popolo di Dio) e il «discernimento» (da parte dell’Episcopato?).

Chiedo:

•    Papa Francesco è stato in grado di ascoltare l’intero Popolo di Dio?
•    I laici presenti rappresentano il Popolo di Dio?
•    I Vescovi eletti dall’Episcopato sono stati in grado di svolgere un lavoro di discernimento, che deve sicuramente consistere nella «disputa» e nel «giudizio»?
•    La manipolazione ferrea del processo sinodale è un insulto alla dignità dei Vescovi, e il continuo riferimento allo Spirito Santo è ridicolo e quasi blasfemo (si aspettano sorprese dallo Spirito Santo; quali sorprese? Che Egli ripudi ciò che ha ispirato nella Tradizione bimillenaria della Chiesa?).

Papa Francesco, «aggirando il Collegio episcopale, ascolta direttamente il Popolo di Dio», e definisce questo «la cornice interpretativa adeguata per comprendere il ministero gerarchico»?

Papa Francesco dice che il Documento finale della 16ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi è magistero, «impegni fin da ora le Chiese a fare scelte coerenti con quanto in esso è indicato».
Ma dice anche che «non è strettamente normativo e che la sua applicazione avrà bisogno di diverse mediazioni. […] Le Chiese locali e i raggruppamenti di Chiese sono ora chiamati a dare attuazione, nei diversi contesti, alle autorevoli indicazioni contenute nel Documento»; «l’unità dell’insegnamento e della pratica è certamente necessaria nella Chiesa, ma ciò non esclude vari modi di interpretare alcuni aspetti di tale insegnamento»; «ogni Paese o regione può cercare soluzioni più adatte alla propria cultura e sensibili alla propria tradizione e alle proprie esigenze».

Chiedo:

•    Lo Spirito Santo garantisce che non sorgeranno interpretazioni contraddittorie (soprattutto date le numerose espressioni ambigue e tendenziose contenute nel documento)?
•    I risultati di questa «sperimentazione e verifica» (ad esempio della «creativa attivazione di nuove forme di ministerialità») saranno sottoposti al giudizio della Segreteria del Sinodo e della Curia Romana? Saranno questi più competenti dei Vescovi nel giudicare i diversi contesti delle loro Chiese?
•    Se i Vescovi si ritengono più competenti, le diverse interpretazioni e scelte non portano la nostra Chiesa alla stessa divisione (frattura) che si riscontra nella Comunione anglicana?


Prospettive sull’ecumenismo:

•    data la drammatica rottura della Comunione anglicana, ci uniremo all’Arcivescovo di Canterbury (che rimane con solo il 10 per cento circa della comunità anglicana mondiale) o alla Global Anglican Future Conference (che conserva circa l’80 per cento)?
•    e con gli ortodossi? I loro Vescovi non accetteranno mai la sinodalità bergogliana; per loro, la sinodalità è «l’importanza del Sinodo dei Vescovi». Papa Francesco ha sfruttato la parola Sinodo, ma ha fatto scomparire il Sinodo dei Vescovi, un’istituzione istituita da San Paolo VI.





 
gennaio 2026
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