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| Messico: Primo Congresso Cristero a Cancún sabato 7 febbraio 2026 ![]() Locandina del Congresso La città di Cancún, in Messico, sarà la sede del primo Congresso Cristero, organizzato nel centenario della Cristiada: la rivolta armata dei cattolici messicani contro la persecuzione religiosa attuata dall’allora governo rivoluzionario e massonico. L’evento, che si svolgerà nella chiesa San José Luís Sánchez del Rio, è appoggiato da Mons. Pedro Pablo Elizondo Cárdenas, Amministratore Apostolico della diocesi di Cancún-Chetumal. In una intervista dell’8 gennaio 2026, il vescovo ha sottolineato che lo slancio dei Cristeros proveniva da una fede profondamente radicata. Il vescovo, parlando della profonda fede che animava i Cristeros, ha detto: «La fede cattolica faceva parte del loro essere, della loro vita, della loro essenza, della loro tradizione, della loro famiglia». Ed ha aggiunto: «Non si possono concepire i Cristeros senza questa fede» perché per loro era «una cosa vitale» e «più di un concetto teorico». La persecuzione religiosa in Messico aveva già una lunga storia prima della rivolta armata. La Costituzione messicana del 1917 negava apertamente i diritti e la personalità giuridica della Chiesa e imponeva forti restrizioni al culto. Il 31 luglio 1926, il nuovo Presidente Plutarco Elías Calles promulgò la «Legge sui delitti e le infrazioni in materia di culto religioso e disciplina esterna». Lo stesso giorno i vescovi messicani decisero di sospendere il culto pubblico, provocando una generale costernazione. Migliaia di fedeli si precipitarono nelle chiese per confessarsi, ma molti di essi vollero reagire. In diverse regioni del paese, numerosi cattolici si rivoltarono contro il governo federale per difendere la loro fede, fu ciò che venne conosciuto col nome di Cristiada o Guerra dei Cristeros. Ufficialmente, la Cristiada terminò il 21 giugno 1929, ma la persecuzione e le uccisioni di Cristeros proseguirono per anni. Secondo la Conferenza Episcopale Messicana, «più di 200.000 martiri diedero la vita per difendere la loro fede: ragazzi, giovani, persone anziane, contadini, operai, professionisti, sacerdoti e religiosi laici». Nel quadro di questa attuale commemorazione, Mons. Elizondo Cárdenas ha spiegato l’origine del grido che identificava i Cristeros: «Viva Cristo Re!». Questo grido divenna come una prova per i soldati federali: «quando arrestavano qualcuno perché aveva professato la sua fede», i militari lo interrogavano e gli ponevano una domanda precisa: «Chi vive?» e l’arrestato aveva la possibilità di dare solo due risposte: «Viva l’armata federale!» o «viva Cristo Re!», e questa seconda risposta era considerata come una ammissione di colpa. Col tempo, questa pubblica confessione di fede divenne una divisa e un grido di guerra: «Viva Cristo Re e viva la Vergine di Guadalupe!». ![]() Lo stendardo dei Cristeros Mentre il clero disputava allora sulla difesa in armi della fede, «le persone più semplici si armavano». Il prelato si è soffermato sulla guerriglia negli Stati del centro del paese: «I numerosi contadini che condussero la guerriglia più accanita negli Stati di Jalisco, Guanajuato, Michoacán, Colima non si preoccupavano di fare distinzioni, agivano per amore della loro fede». Questa fede «incarnava molti valori: i valori evangelici, i valori familiari, i valori del matrimonio, i valori della vita, i valori di tutte le virtù evangeliche (…) che per i Cristeros valeva la pena di difendere a rischio della propria vita». Uno Stato anticlericale e anticattolico Il vescovo ha ricordato che dopo il conflitto «lo Stato laico fu interpretato come uno Stato anticlericale e anticattolico». Di conseguenza, né nelle scuole né negli ambienti pubblici «si poteva pronunciare il nome di Dio», con lo scopo di confinare la pratica della fede cattolica in chiesa o in sacrestia». Secondo Mons. Elizondo «la libertà d’espressione è limitata», come se «i vescovi, i sacerdoti e i laici non avessero il diritto o il permesso di esprimere la loro fede e di parlare della loro fede nei media». In questo contesto, ha affermato, in Messico ci sono stati dei tentativi di introdurre la legga bavaglio, per impedire alla Chiesa di esprimersi». Con l’avvicinarsi del centenario, Mons. Elizondo Cárdenas ha sottolineato l’obbligo di ritrovare la memoria della Cristiada. Egli ritiene che sia fondamentale «ricordala con giustizia, poiché il governo, la cultura e la società messicane hanno cancellato dalla storia questo intermezzo della sollevazione cristera». Ed ha affermato che è per questo che oggi è necessario «studiare, scrivere, organizzare dei convegni, realizzare dei film, ecc., perché si tratta di un fatto storico». ![]() Una foto commemorativa dei responsabili dei gruppi di Cristeros Gli organizzatori del primo congresso cristero a Cancún hanno indicato che le informazioni e le iscrizioni possono richieste via WhatApp o sulle reti sociali approntate per l’evento, che si svolgerà sabato 7 febbraio 2026. ![]() La fucilazione di un sacerdote
![]() Ricordo di una Messa al campo Sulla Cristiada
è stato realizzato un film molto interessante nel 2012, che
è stato tradotto in più lingue e proiettato in
tutto il mondo.
Oltre a poter scaricare il film da internet, oggi è possibile acquistare il DVD su Amazon: https://www.amazon.it/Cristiada-DVD/s?k=Cristiada+DVD ![]() Immagine
del DVD
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