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| «La primavera conciliare». Una satira delle Suore della Santa Unione ![]() Le suore della Santa Unione dei Sacri Cuori Argentina Quando ho iniziato a guardarlo, ho persino dubitato della sua autenticità. A tratti, sembrava una puntata de “I nuovi mostri” di Mario Monicelli. Un gruppo di 17 donne che, a seconda dell’angolazione della telecamera, potevano essere scambiate per un insediamento di signore anziane e inferme; un gruppo di zitelle che avevano persino abbandonato l’illusione di vestirsi in modo civettuolo; un gruppo di donne depresse in una sessione di auto-aiuto; o una banda di lesbiche anziane. Ma no. Sono membri della provincia argentina della Congregazione religiosa della Santa Unione dei Sacri Cuori. Non è necessario aggiungere molti commenti, l’aria patetica dell’episodio parla da sola e rende superfluo ogni commento. Semplicemente mi limiterò ad elencare alcuni aspetti degni di nota. Autocannibalismo. La prima parte del video consiste in una critica spietata e feroce di quello che era questa venerabile Congregazione prima delle riforme conciliari, e ciò che erano loro stesse nella loro giovinezza. Si tratta dello stesso «cannibalismo istituzionale» che Francesco ha praticato durante tutto il suo pontificato e che noi denunciamo da questo blog fin dal 2013. La totale mancanza di collegamento con la realtà. Il video consiste in una appassionata celebrazione dei cambiamenti introdotti nella Chiesa dal Concilio Vaticano II, celebrata da un gruppo di religiose la maggior parte delle quali ha più di ottant’anni; e che evidenzia l’irreversibile processo di estinzione della loro Congregazione e il clamoroso fallimento delle loro «pastorali di inclusione». L’uso costante del vocabolario degli anni ottanta, che imita male i termini tecnici della sociologia. La totale assenza di riferimenti soprannaturali. Praticamente non si parla di Dio; e al massimo si parla di «Gesù», un Gesù puramente umano spogliato della Sua divinità. Alcuni passaggi memorabili 4:20 : una religiosa sinodale e aperta al dialogo critica con crudeltà le sue sorelle «dalla testa dura e con idee fisse» che negli anni settanta si opposero allo spirito primaverile del Concilio. Squisita carità e autentica apertura ad accogliere le idee degli altri. 4:35 : Una religiosa mezza morta, con voce stentorea, declama che il Concilio «fu il risveglio della Chiesa». Aberto Sordi non avrebbe fatto meglio. 12:45 : Con l’apertura del Concilio «siamo riusciti a superare lo stato di perfezione». Una confessione personale a tutta prova. 13:53: Le brave sorelline non si astengono dal pronunciare alcune parolacce («male parole» che mia madre e mia nonna ci insegnavano che una persona educata e cristiana non dice mai). 29:35 : I voti religiosi sono «un impegno con la realtà». Ed io che credevo che fossero un impegno con Dio nella povertà, la castità e l’obbedienza. 30:15 : «Chi ha messo il vento sotto le mie ali? Le persone». Potremmo perdonare il sentimentalismo preso in prestito dalla canzone del 1982 The Wind Beneath My Wings (E’ il vento che mi fa volare) se la monaca obesa e in pantaloni avesse detto che tale vento veniva da Dio. No, veniva «dalle persone che sono cresciute e hanno affrontato sfide». 35:00 : «Quale passato è stato migliore? Non c’è mai stato un tempo migliore di quello di adesso!». L’epilogo non avrebbe potuto essere scelto meglio per concludere questa breve opera satirica. |