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| Siate sempre gioiosi ![]() Permettetemi di raccontarvi un piccolo fatto che mi è accaduto in una delle nostre scuole primarie. Un giorno mi è capitato che un agente di polizia voleva vedermi in parlatorio. Con qualche apprensione mi recai in parlatorio e mi trovai davanti un giovane che mi salutò amabilmente e poi mi confidò il suo desiderio di iscrivere suo figlio nella nostra scuola. Io mi rilassai quando egli mi spiegò il motivo che l’aveva portato a questa decisione. Poi, ad un certo punto mi disse: «Sorella, io faccio parte della J. U. D. B». Io non capii e gli chiesi se la sigla indicasse qualche polizia segreta. Il viso sorridente del poliziotto contrastava con i miei pensieri: «Che significa J. U. D. B.?», gli chiesi, vagamente inquieta. E l’uomo mi rispose con un sorriso e un po’ stupito per la mia ignoranza: «Mais, c’est la Joyeuse Union de Don Bosco!» [Ma è la Gioiosa Unione di Don Bosco!]. Ah, quale scoperta! Così, nonostante il nostro mondo moderno e la crisi nella Chiesa, quest’uomo aveva mantenuto l’anima sua nella fede della sua infanzia e nella virtù, grazie alla sua appartenenza a questa Società dell’Allegria fondata da San Giovanni Bosco. Servite il Signore con gioia L’educazione del piccolo battezzato deve essere condotta senza debolezza, lo sappiamo bene, perché dietro il suo visino d’angelo vi sono degli evidenti difetti da combattere. Ma per non rischiare di danneggiare il carattere del bambino, questa educazione deve essere gioiosa. Da notare subito che qui non si tratta della gioia secondo il mondo, che spesso si traduce con la parola divertimento. La gioia cristiana è prima di tutto interiore, frutto e manifestazione del nostro amore per Dio. La gioia consiste nell’atmosfera di Dio, nella Sua grazia. Il peccato genera solo tristezza. Il bambino deve imparare a casa che la virtù comporta gioie profonde, che la religione non è mai amica della tristezza, ma al contrario essa benedice ed incoraggia ogni gioia pura. Che la gioia sia sempre con te Il bambino prospererà veramente solo in un’atmosfera di gioia. Per i genitori, coltivare la gioia in casa è un dovere e una necessità. Un dovere, perché essi devono ricordarsi che le più pure gioie della sua vita, l’uomo le sperimenta durante la sua infanzia. E anche una necessità, perché la gioia favorisce la buona salute fisica e morale, facilita lo sviluppo dell’intelligenza, allontana il vizio, alimenta la fiducia e contribuisce allo sbocciare della virtù. Avvolta in una gioiosa serenità, la volontà accetta più facilmente e mette in pratica più volentieri gli ordini e i consigli. Creare intorno a sé un’atmosfera di gioia cristiana, diffondendone i raggi benefici ovunque si vada, è uno dei migliori atti di carità che si possano compiere. Gran parte dei genitori, assorbiti dalle loro preoccupazioni, non si rendono conto delle ricchezze che perdono – sia per loro stessi sia per i loro figli – non sorridendo loro. Il bambino a cui non si sorride, non saprà sorridere. Certo, la vita presenta molte difficoltà, molti problemi, ma niente è più funesto per l’equilibrio armonioso del bambino che esporlo oltre modo a tali situazioni, senza riguardo per la sua età. «Viva la gioia, comunque!» San Théophane Vénard Per superare facilmente le prove che l’attendono, il bambino deve saper reagire con buon umore e deve possedere una buona dose di ottimismo, che gli permetta di vedere il lato positivo degli uomini e delle situazioni. Niente è meglio dell’esempio di un atteggiamento gioioso e sorridente dei genitori. I bambini devono essere abituati fin dai primi anni a fare buon viso in ogni circostanza, poiché si tratta di una virtù che si acquisisce giorno per giorno. In un giorno libero, la mamma organizzò una bella passeggiata nel bosco per fare pic-nic. Tutti i figli ne gioirono. Ma ecco che una pioggia fredda e persistente cominciò a rabbuiare i loro visi. La mamma li riunì: «Il Buon Dio l’ha permesso e ci ama. Che faremo? Andremo lo stesso a passeggiare, dimostrando che siamo coraggiosi e che non temiamo la pioggia? E se fosse impossibile, organizzeremo a casa un pomeriggio di giuochi». «Ve lo ripeto: siate sempre gioiosi» San Paolo E’ nella pratica quotidiana, approfittando di ogni occasione, che si educa il bambino alla gioia. Le sue piccole pene, i suoi fallimenti, le sue lacrime li accoglieremo con gentilezza, ma avendo cura di non drammatizzare e di rallegrare il bambino con una piccola osservazione che lo faccia sorridere. Se il bambino capriccioso si rinchiude in un mutismo imbronciato, cosa si può fare farlo uscire? Con tatto e affetto, una volta passato il momento «passionale», gli si chiederà di sorridere. «E’ così che nella mia infanzia sono stata corretta dalle mie testardaggini», scriveva Sant’Emilia de Rodât. Manifestare la gioia è un modo per farla nascere. Padri e madri, durante i pasti mettete da parte le preoccupazioni e animate gioiosamente la conversazione. Nelle vostre passeggiate, condividete con i vostri figli la vostra ammirazione per le bellezze del creato. Camminando vicino ad un lago di montagna, dei genitori sorpresi sentirono la loro figlia di due anni esclamare, battendo le mani: «Oh, è bellissimo!». Ella aveva sentito diverse volte i suoi genitori esclamare ammirati davanti alle bellezze della natura, e questi sentimenti erano stati instillati nella sua anima di bambina. «Sta’ allegro» «Sii gioioso» San Giovanni Bosco Il solo mezzo per educare cristianamente alla gioia i propri figli, è prima di tutto coltivarla noi stessi. Se la nostra anima si sente appesantita e malinconica, ripetiamole le parole del salmista: «Perché sei triste, anima mia? Spera in Dio…» Genitori cristiani, chiedete dunque senza posa la grazia della gioia a Colei che la Chiesa nelle sue litanie chiama: «Causa della nostra gioia». E che il dolce sorriso della Madonna della Gioia illumini la vostra casa e la vostra famiglia e ciascuno dei suoi componenti. |