Trasmettere la fede:

una sfida per il 2026



di Fraternità San Pio X






Cattedrale di San José, California, USA


Un nuovo studio del Pew Research Center svela i meccanismi della trasmissione religiosa negli Stati Uniti.
Sebbene un terzo degli adulti abbia rotto con la propria fede originaria, il rapporto sottolinea che il fattore determinante della fedeltà spirituale è costituito sia dalla trasmissione familiare della fede, sia dalla chiarezza di un insegnamento intransigente.
Fattori che in realtà sono validi per tutto il cristianesimo occidentale colpito dall’onda della secolarizzazione.

Il contesto spirituale americano continua a frammentarsi.
Secondo i dati pubblicati nel dicembre 2025, se il 56% degli Americani continua ad identificarsi con la religione in cui sono stati allevati, quasi il 35% ha scelto di separarsene.
Tra questi, una larga maggioranza è andata ad ingrossare le fila di coloro che dichiarano di non avere alcuna religione, siano essi atei, agnostici o senza una particolare religione.

Quali sono le cause di questo cambiamento?
Il dato più interessante emerso dal rapporto è l’influenza dell’educazione.
Lo studio dimostra che è determinante il modo in cui è stata insegnata la religione e quindi percepita durante la giovinezza.
Infatti, l’84% degli adulti che durante la loro infanzia hanno avuto una esperienza religiosa positiva, sono rimasti fedeli alla loro fede originaria. Invece, il 69% di coloro che dichiarano che la loro esperienza religiosa è stata negativa, oggi si dichiarano senza religione.

Al di là di quanto viene percepito, la pratica religiosa in famiglia svolge un ruolo da baluardo.
Gli adulti i cui genitori parlavano spesso di religione e praticavano regolarmente – Messa, preghiere e lettura dei testi – presentano tassi di ritenzione superiori alla media.

Coloro che hanno lasciato la loro chiesa si appellano a diverse ragioni, ma ne emergono nettamente tre.
La perdita della fede: il 51% dei vecchi credenti afferma che ha semplicemente smesso di credere agli insegnamenti religiosi.
Il progressivo disinteresse: il 44% spiega che la religione non è più importante nella loro vita;
Deriva graduale:  il 42% denuncia una «deriva graduale» invece di una rottura improvvisa.
In coda si collocano i «disaccordi istituzionali».

Il 56% dei credenti che rimangono fedeli alla religione che è stata loro insegnata, dichiara motivazioni a cui sono rimasti profondamente ancorati.
La loro persistenza non è legata allo status sociale o politico, ma ai fondamenti di fedeltà di ordine spirituale: il 64% dichiara un profondo convincimento negli insegnamenti; il 61% dichiara che la loro fede risponde ai loro bisogni spirituali; e il 51% dichiara che la religione dà un senso alla loro esistenza.
Il che implica che tale fede è stata loro insegnata con chiarezza e nella sua integralità.

Il rapporto dedica un’importante sezione alle persone senza affiliazione.
Perché si rifiutano di legarsi ad una Istituzione?
La risposta è netta: il 78% afferma che è del tutto possibile vivere una vita morale e degna senza avere una religione. Essi non sono necessariamente anti-spirituali (il 54% afferma di non avere bisogno di una Istituzione per coltivare la loro spiritualità); ma manifestano una totale sfiducia verso le organizzazioni religiose (50%) e i loro dirigenti (49%).

Per molti, il dubbio è diventato la norma: il 64% dichiara di mettere sistematicamente in discussione gli insegnamenti religiosi; il che dimostra che i «filosofi del sospetto» hanno trovato discepoli tra eminenti membri della gerarchia cattolica imbevuti di modernità.

Infine, il Pew Research Center nota che il passaggio da «senza religione» a «credenti» è un fenomeno marginale: solo il 3% degli adulti.
Ma per questi «convertiti» la spinta principale è la ricerca di una verità: il 61% crede nei nuovi insegnamenti, ai cui aderiscono e affermano che la loro scelta corrisponde al bisogno di colmare una vita spirituale che la secolarizzazione non riesce a fare.

Questo fa capire come la Chiesa abbia ampi spazi per agire, a patto che sia fiera della sua identità e radicata nella sua Tradizione. 



 


 
gennaio 2026
AL SOMMARIO ARTICOLI DIVERSI