![]() |
![]() |
| Holy Land Coordination: a Gaza catastrofe umanitaria ![]() Vescovi in pellegrinaggio in Terra Santa - gennaio 2026 Concluso l’annuale pellegrinaggio in Terra Santa dei vescovi europei e nordamericani per esprimere vicinanza, solidarietà, sostegno spirituale e pastorale alle comunità cristiane che vivono nei luoghi santi. “Gli sforzi per la pace prevalgano sulla violenza e cessino gli atti di terrorismo e di guerra” “È stato un pellegrinaggio in una terra dove le popolazioni soffrono enormi traumi”: inizia con questa amara constatazione il comunicato stampa finale redatto dai vescovi europei e nordamericani, che fanno parte dell’Holy Land Coordination (HLC), al termine del loro annuale pellegrinaggio di solidarietà che li ha portati, tra i vari appuntamenti, anche tra i beduini Mihtawish, che vivono a Khan al-Ahmar (a est di Gerusalemme) e nel villaggio cristiano, sotto attacco dei coloni israeliani, di Taybeh, in Cisgiordania. Tra violenze e intimidazioni I vescovi hanno ascoltato racconti, testimonianze ed esperienze di vita di quanti sono costretti a vivere ai margini, con la libertà di movimento fortemente limitata. “Abbiamo ascoltato – prosegue il comunicato – storie di attacchi da parte dei coloni israeliani e delle loro continue violenze e intimidazioni, furti di bestiame e demolizioni di proprietà, che costringono molti a non poter dormire la notte per paura di ulteriori violenze. Quando abbiamo chiesto loro chi vedesse la loro lotta e il loro grido di vivere in pace con i loro vicini, hanno risposto: nessuno ci vede”. Stessa situazione anche per la comunità cristiana di Palestina che ha “raccontato le sofferenze: attacchi infiniti da parte di coloni estremisti, sradicamento degli ulivi, confisca delle terre e atti intimidatori che rendono la vita insopportabile, spingendo molti all’emigrazione di massa”. “Nei dodici mesi trascorsi dalla nostra ultima visita – sottolineano i presuli – la Terra Promessa è stata ridotta e messa in discussione. Gaza rimane una crisi umanitaria catastrofica. La popolazione della Cisgiordania che abbiamo incontrato è demoralizzata e impaurita. Le coraggiose voci israeliane che si levano a favore dei diritti umani e civili sono sempre più minacciate; sostenere le voci emarginate è una solidarietà costosa. Temiamo che presto anche loro saranno messi a tacere”. Garantire i diritti di tutti Nel riaffermare “il diritto di Israele a esistere e quello degli Israeliani a vivere in pace e sicurezza”, i vescovi di HLC chiedono “allo stesso modo che questi stessi diritti siano garantiti a tutti coloro che sono radicati in questa terra”. Da qui l’auspicio che “gli sforzi per la pace prevalgano sulla violenza e che cessino gli atti di terrorismo e di guerra”. Si esortano poi i governi di appartenenza dei presuli “a esercitare pressioni su Israele, affinché rispetti l’ordine internazionale fondato sulle regole e rilanci negoziati significativi verso una soluzione a due Stati, a beneficio e sicurezza di tutti”. Il pellegrinaggio è stato anche l’occasione per incontrare “il coraggio di voci ebraiche e palestinesi che, nonostante immense difficoltà e i traumi personali, continuano a promuovere la giustizia, il dialogo e la riconciliazione”. Dare voce a chi non ha voce “Come cristiani, è nostra vocazione e dovere dare voce a chi non ha voce e testimoniarne la dignità, affinché il mondo possa conoscerne la sofferenza e sentirsi spinto a promuovere giustizia e compassione”. Inoltre, i presuli si dicono profondamente commossi “dalla fede e dalla fermezza dei cristiani locali e anche da persone di altre fedi che si impegnano per sostenere la speranza delle loro comunità. Quando una madre o un padre chiedono la fine della violenza, il mondo deve ascoltare e agire”. Infine, l’Holy Land Coordination chiede alla comunità internazionale e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di “stare accanto ai popoli della Terra Santa. Riconoscete la loro richiesta di dignità. Aiutate a promuovere un dialogo autentico tra le comunità. Accogliete l’invito del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, a venire in pellegrinaggio come segno del nostro amore, sostegno e solidarietà”. |