Adamuz, Spagna :

il tentativo del governo spagnolo di un omaggio laico

è fallito di fronte alla fede delle famiglie in lutto



di Fraternità San Pio X






Re di Spagna, Filippo VI (al centro)
 e la Regina Letizia (a sinistra)
 ad Adamuz



La tragedia ferroviaria accaduta il 18 gennaio 2026 vicino alla cittadina di Adamuz, in Andalusia, continua a colpire profondamente la Spagna.

Mentre le autorità avevano annunciato un omaggio ufficiale in forma laica, le testimonianze delle famiglie hanno assunto una dimensione inaspettata.

In questa regione, in cui la fede è profondamente radicata, la questione del ruolo di Dio nel lutto non è oggetto di discussione, con grande disappunto dei politici che detronizzano Gesù Cristo.

Domenica 18 gennaio 2026, verso le 19,45, si è verificato un grave incidente ferroviario nel comune di Adamuz, in provincia di Cordova, Spagna: un treno ad alta velocità della compagnia Iryo, che collega Malaga a Madrid, ha deragliato e si è scontrato frontalmente con un altro convoglio Renfe che viaggiava nella direzione opposta.

Lo scontro ha causato 45 morti e 300 feriti, molti dei quali gravi.
I soccorsi hanno operato in condizioni difficili a causa della poca accessibilità del posto.
E’ stata aperta un’inchiesta, ma diverse informazioni pubblicate dalla stampa spagnola indicano che il punto esatto del deragliamento si trova alla congiunzione tra una tratta recentemente rinnovata ed una più vecchia risalente al 1989, ancora da ammodernare.


Sospeso l’omaggio laico del governo

Il governo spagnolo del socialista Pedro Sanchez è stato costretto a sospendere l’omaggio di Stato in forma laica che aveva previsto di compiere a Huelva in memoria delle vittime.
Questa decisione è intervenuta dopo l’esplicito rifiuto della maggior parte delle famiglie, in particolare nella provincia di Huelva, in cui vivevano 27 delle 45 persone che sono morte.

Secondo fonti ufficiali, il governo spagnolo e la Giunta dell’Andalusia hanno ammesso che l’omaggio, previsto per sabato 31 gennaio, doveva essere rinviato a causa della insufficiente conferma di partecipazione da parte delle famiglie e della popolazione.
Era da diversi giorni che cresceva il malcontento a Huelva, una regione  profondamente segnata dalla fede cattolica, dove l’intenzione di organizzare una cerimonia senza riferimenti religiosi è stata percepita come una imposizione ideologica estranea al genuino dolore delle famiglie. 

La cerimonia fissata escludeva espressamente la presenza di qualsiasi autorità religiosa, per evitare che avesse un carattere confessionale.
Ma questa decisione si è scontrata con la realtà sociale e spirituale della provincia, dove la quasi totalità delle vittime hanno avuto dei funerali cattolici.

Per le numerose famiglie, un omaggio senza Dio non solo non era sufficiente, ma era profondamente offensivo in un momento di estremo dolore.

La Presidente della giunta dell’Andalusia: Juanma Moreno, ha confermato la sua partecipazione a fianco del Re Filippo VI e della Regina Letizia ai funerali cattolici che si svolgeranno a Huelva, mentre invece il capo del governo: Pedro Sanchez, principale promotore del carattere laico dell’omaggio previsto, non sarà presente.


«A Huelva, un funerale laico non ha senso»

Le testimonianze raccolte in questi ultimi giorni manifestano la netta distanza tra il potere politico in atto e una Spagna in cui la fede cattolica è ancora presente.

Gracia, sorella di un ferito che si trova in terapia intensiva, ha ricordato pubblicamente che Huelva si riconosce come una terra mariana: «A Huelva, un funerale laico non ha senso. Qui, i malati sono nelle mani della Vergine».
Ed ha definito l’evolversi dello stato di salute del fratello come un miracolo, aggiungendo la seguente frase, riportata da molti media: «Quelli qui in basso in definitiva possono solo mettere le loro mani, ma quelli in alto sono quelli che ci proteggono, quelli che hanno salvato mio fratello».

Un’altra testimonianza è quella di Fidel, che abita vicino a Huelva.
Egli ha raccontato che sua madre è morta nell’incidente mentre recitava il Rosario. Secondo le sue parole, la madre ha offerto la sua vita a Dio perché i suoi figli e i suoi nipoti fossero salvati: questa intercessione spiegherebbe perché numerosi membri della famiglia siano sopravvissuti.

La sospensione dell’omaggio laico voluto dal governo mette in luce una realtà che molte élite imbevute di spirito massonico vogliono ignorare: al centro del dolore, una gran parte del popolo spagnolo continua a vivere il lutto nella preghiera e nella speranza cristiane.

In una terra in cui la fede cattolica rimane spontanea, il tentativo di ridurre la morte ad un mero rito civile è fallito.
La vera Spagna seppellisce ancora i suoi morti con lo sguardo rivolto al Cielo.




La cerimonia funebre nella chiesa di Huelva




 


 
gennaio 2026
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