Studiosi spiegano perché il sionismo

è incompatibile col cattolicesimo


di Emily Mangiaracina


Pubblicato sul sito americano Life Site News





Manifestazione sionista





Il prof. Mathew Tsakanikas ha detto: «Israele sta finanziando “un’ondata” di “falsi profeti sionisti che mirano a soffocare la voce cattolica”».


Venerdì 30 gennaio 2026 si è tenuta una tavola rotonda (qui) di studiosi cattolici che hanno spiegato perché il sionismo, un’ideologia che sostiene che gli Ebrei hanno “diritto” alla Terra Santa, è incompatibile con il cattolicesimo.


Il giornalista Matt Gaspers, fondatore di Veritatis Vox, ha riunito il professor Matthew Tsakanikas, il tenente colonnello in pensione Gary Taphorn e il giornalista di LifeSiteNews Patrick Delaney, per discutere se il sionismo abbia delle basi nelle Scritture e per demolire la recente affermazione dell’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee secondo cui rifiutare il sionismo equivarrebbe a sostenere che Dio ha “rotto” la Sua alleanza con gli Ebrei.

Il dott. Tsakanikas ha sottolineato che il sionismo cristiano è un problema crescente anche nelle istituzioni cattoliche, in gran parte perché Israele sta finanziando e incaricando migliaia di pastori di diffondere il sionismo cristiano negli Stati Uniti e in tutto il mondo per “rafforzare l'immagine di Israele”.

Egli ha definito questo fenomeno: “un’ondata di falsi profeti che mirano a soffocare la voce cattolica”, e ha osservato che gruppi sionisti stanno ora penetrando persino nelle istituzioni cattoliche per diffondere la loro propaganda.
Ad esempio, il “Cristiano Sionista” Philos Project sta organizzando conferenze all’interno di istituzioni cattoliche “in cui tutti si schierano dalla parte di Israele”, senza menzionare il coinvolgimento dei capi del Paese nel genocidio.

Subito dopo, Gaspers ha citato una recente dichiarazione dei Patriarchi Latini in Terra Santa, con la quale respingono il sionismo, nonché la risposta di Huckabee.

I Patriarchi hanno affermato che “la Chiesa cattolica respinge qualsiasi interpretazione che cerchi di rivendicare la terra di Palestina per il popolo ebraico sulla base della Torah, come promosso dal sionismo cristiano negli Stati Uniti”.

Huckabee ha poi pubblicato su tweet una difesa del sionismo cristiano in cui ha affermato che il rifiuto del sionismo equivale a credere che Dio abbia “rotto” la Sua alleanza con gli Ebrei.
Il 20 gennaio ha scritto: “Il solo pensiero che Dio sia capace di infrangere un patto è un anatema per coloro che considerano la Sacra Scrittura come una autorità della Chiesa”.
Ed ha aggiunto: “Se Dio può o vuole infrangere il Suo patto con gli Ebrei, allora quale speranza avrebbero i cristiani che Egli mantenga il Suo patto con noi?”.

Gaspers ha sostenuto che l’affermazione di Huckabee è paragonabile alla “prima eresia”, confutata da Sant’Ignazio di Antiochia, secondo cui “l’antica alleanza è ancora in vigore”, inclusa l’idea che “bisogna osservare la legge di Mosè per essere salvati”.
Ad essere onesti  la questione non è Dio infranga un patto, ma che lo infrangano gli Ebrei”.

Ha poi smontato un’altra dichiarazione di Huckabee in un’intervista con NewsMax in cui l’ambasciatore ha affermato che essere sionista “significa semplicemente credere che il popolo ebraico abbia un diritto divino e, francamente, un diritto geopolitico a una patria in cui vive da quasi 4.000 anni”.

Gaspers ha citato le Scritture per valutare se gli Ebrei moderni abbiano effettivamente un “diritto divino” sulla Terra Santa; e per prima cosa ha citato un passo della Genesi 17, che è uno dei fondamenti delle argomentazioni dei sionisti cristiani:
Dio disse ad Abramo: «Stabilirò la mia alleanza tra me e te e tra la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, con un’alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. Darò a te e alla tua discendenza il paese dove abiti come forestiero, tutto il paese di Canaan in proprietà perenne, e sarò il loro Dio».

Gaspers ha fatto notare che San Paoloci dà effettivamente la corretta interpretazione di questo passo”, quando chiarisce che la “discendenza” di Abramo si riferisce a Cristo Gesù e a tutti “coloro che sono battezzati in Lui”: “Ad Abramo furono fatte le promesse e alla sua discendenza. Non dice: «E alla sua discendenza», come a molti; ma come a uno solo: «E alla tua discendenza, che è Cristo»” (Galati 3:16).

Il Dott. Tsakanikas ha citato un altro esempio in cui la promessa dell’Antico Testamento si adempie tramite Cristo, la cui Nuova Alleanza sostituisce l’Antica Alleanza.
Il libro dei Numeri dichiara che “il sacerdozio tramite Fineas è un patto perpetuo o eterno”. Ma questo sacerdozio è perpetuato e “sostituito” dal sacerdozio di Gesù Cristo.
Ed ha continuato dicendo: per estensione, i sionisti sbagliano quando affermano che la promessa di Dio a “Israele” implica che gli Ebrei moderni abbiano diritto alla terra di Israele, perché ora sono i cristiani i “veri ebrei”.

Il dott. Tsakanikas ha affermato: “Gli Ebrei non hanno il diritto di cacciare con la forza altri popoli dalla terra, perché Gesù è il re d’Israele. È il re di Giuda. È il vero Israele”.
Noi cristiani continuiamo il vero giudaismo perché non abbiamo mai perso il tempio, che è Gesù Cristo. Abbiamo ancora un sommo sacerdote, Gesù Cristo. Abbiamo ancora un sacrificio perpetuo, Gesù Cristo. E abbiamo una nazione di sacerdoti, tutti battezzati in Cristo”.

Delaney ha sottolineato che la dichiarazione di Huckabee ha conseguenze “pericolose” per gli Stati Uniti, già evidenti. “Indica che siamo pericolosamente vicini ad avere una religione di Stato negli Stati Uniti, e che questa è l’eresia del sionismo”.
Ha sottolineato che in diversi Stati vengono già approvate leggi contro l’“antisemitismo” che sono “orientate alla persecuzione del cattolicesimo”, perché il cattolicesimo si oppone al sionismo; e l’antisionismo viene ormai comunemente interpretato come “antisemitismo”.

In risposta alla dichiarazione di Huckabee, il tenente colonnello Taphorn ha affermato che “Dio non ha infranto il patto. Sono stati gli Ebrei a infrangerlo” e quindi hanno perso il loro diritto alla Terra Promessa.

Egli ha paragonato la situazione degli Ebrei post-cristiani a quella dei vignaioli nella parabola di Cristo della vigna, in cui i vignaioli uccisero il figlio del proprietario della vigna.
Così, quando gli Ebrei non riuscirono a mantenere ... la vigna secondo le regole del gioco con il proprietario, furono espulsi”.
Ed ha proseguito raccontando come questa parabola fece infuriare gli Ebrei “al punto che erano pronti a uccidere Gesù perché sapevano che stava parlando di loro”.
Uccidere il Figlio di Dio è “il peccato supremo contro l’alleanza”. “Eppure ai sionisti cristiani, questo entra da un orecchio ed esce dall’altro. Si limitano a chiudere gli occhi”.

A sostegno dell’osservazione di Delaney secondo cui gli Stati Uniti sono ormai permeati dal sionismo al punto che i cattolici sono in pericolo, il dott. Tsakanikas ha fatto riferimento a una risoluzione in cui la Camera dei rappresentanti ha dichiarato di “condannare e denunciare fermamente il drastico aumento dell’antisemitismo negli Stati Uniti e in tutto il mondo”. La risoluzione afferma esplicitamente “chiaramente e fermamente che l’antisionismo è antisemitismo”.

Ed ha proseguito dicendo: “Noi cattolici veniamo definiti antisemiti se non sosteniamo ciò che non possiamo sostenere, ovvero il sionismo religioso o teologico. Quindi è un attacco al cattolicesimo, giusto? È un attacco ai cattolici”.

Riferendosi alla parabola di Cristo sulla vigna e i suoi vignaioli in Matteo 21:33, ha ricordato che Gesù “li avvertì: se non accetterete il mio governo, sarete cacciati da Gerusalemme e Dio avrà altri vignaioli”.

Quindi, se qualcuno profetizza e dice a tutti gli Ebrei di tornare indietro e prendere la terra, è tua per diritto divino. Non devi ascoltare Gesù. Sono veri profeti o falsi profeti...?
Una forma di sionismo che rivendica il diritto divino e il ritorno alla terra, rifiutandosi di riconoscere Gesù, sono i falsi profeti di Geremia 27”.

Delaney si è spinto oltre e ha definito il “movimento sionista radicale” come “anticristo”.
Questo movimento e la lobby israeliana negli Stati Uniti hanno “promosso questo tipo di accordo religioso per questa causa, che nel suo nucleo è anticristiano”; e “Sta cercando di minare e sovvertire praticamente l’intero ordine mondiale che è nato come risultato dell’Incarnazione del Figlio di Dio, che ha reso il mondo molto più umano”.

Uno dei principali risultati di questo movimento è “una guerra... che è una guerra anticristiana, che ci impedisce di avere la pace in Medio Oriente”; ancora peggio, “sta compiendo un genocidio”.

Le argomentazioni di questi studiosi cattolici sono chiaramente basate su quanto ha detto Papa San Pio X, che nel 1904 parlò con Theodor Herzl dei suoi sforzi per ottenere il sostegno del Vaticano per uno Stato ebraico in Palestina.
«Non possiamo approvare questo movimento. Non possiamo impedire agli Ebrei di andare a Gerusalemme, ma non potremmo mai avallarlo. La terra di Gerusalemme, se non è sempre stata santa, è stata resa santa dalla vita di Gesù Cristo. Io, come capo della Chiesa, non posso assolutamente affermare il contrario. Gli Ebrei non hanno riconosciuto Nostro Signore; quindi non possiamo riconoscere il popolo ebraico».




febbraio 2026
AL SOMMARIO ARTICOLI DIVERSI