Nuove consacrazioni episcopali
della Fraternità San Pio X:

Tutto per le anime




di Robert Morrison


Pubblicato sul sito americano The Remnant









Nel suo sermone per la festa della Purificazione della Beata Vergine Maria, Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, ha annunciato la sua decisione di affidare ai vescovi della Fraternità il compito di procedere a nuove consacrazioni episcopali, il prossimo 1 luglio 2026.

Molte persone – forse anche alcune dotate di buona volontà e di una conoscenza basilare del cattolicesimo -  potrebbero fraintendere quasi tutto ciò che riguarda questa decisione.

Tuttavia, come si può vedere dai passi del sermone di Don Pagliarani, che riportiamo di seguito, una cosa dovrebbe essere assolutamente chiara a coloro che vogliono comprendere onestamente la posizione della Fraternità: la decisione, dopo le preghiere, è stata motivata dal voler agire per il bene delle anime e della Chiesa. 


La Chiesa cattolica non esiste tra le nuvole

Nel descrivere gli sforzi della Fraternità per ottenere l’approvazione di Roma per le consacrazioni episcopali, Don Pagliarani ha sottolineato che la Chiesa cattolica “non esiste nelle nuvole”:

«Noi abbiamo scritto al Santo Padre: Santità, noi abbiamo una sola intenzione: fare di tutte le anime che si rivolgono a noi dei veri figli della Chiesa cattolica romana; non avremo mai altra intenzione, e manterremo sempre questa intenzione.
Inoltre, il bene delle anime corrisponde al bene della Chiesa. La Chiesa cattolica non esiste tra le nuvole. La Chiesa cattolica esiste nelle anime. Sono le anime che costituiscono la Chiesa e se noi amiamo la Chiesa, amiamo le anime.
Noi vogliamo la loro salvezza e vogliamo fare tutto il possibile per offrire loro i mezzi per ottenere tale salvezza.
Pertanto, abbiamo implorato il Santo Padre di comprendere la situazione del tutto unica in cui si trova la Fraternità e di consentirle di avere i mezzi per continuare quest’opera in una situazione così eccezionale.
Sappiamo tutti che l’opera della Fraternità, ancora una volta, non ha altro scopo che preservare la Tradizione cattolica per il bene delle anime».

Non possiamo guardare ad una visione astratta della Chiesa come se essa esistesse “tra le nuvole”, staccata dalla vita reale dei cattolici.  No, l’intera questione della necessità di consacrare dei vescovi senza l’approvazione di Roma, deve essere valutata in termini di anime che vivono nella realtà concreta.

Qual è oggi la realtà concreta per molte anime che cercano di praticare devotamente la fede cattolica?

Gran parte del lavoro di Roma oggi è volto a creare una atmosfera nella quale quasi tutti siano benvenuti. Ma un gruppo di persone è generalmente non benvenuto: sono quelle che vogliono praticare sinceramente la fede cattolica come esisteva prima del Vaticano II.

Un aspetto di questa realtà diventa evidente quando ci si rende conto di quanto oggi Roma sembra fare per gli interessi secolari (in contrapposizione col bene delle anime).
Per esempio, assistiamo alla eccessiva promozione dell’agenda LGTBQ, al sostegno della immigrazione illegale, alla instancabile difesa delle religioni non cattoliche e all’appello che Chiesa sinodale fa perché si accettino i peccatori così come sono, senza la necessità di un vero pentimento.

Si tratta di una completa inversione dell’ordine, che dovrebbe apparire a tutti gli osservatori come fondamentalmente ingiusta e assurda.
Il risultato è che è difficile non convenire con Don Pagliarani senza approvare implicitamente uno stato di cose che è incommensurabilmente più problematico della reazione della Fraternità San Pio X nei confronti di tale realtà.
Non possiamo valutare la decisione della Fraternità come se fosse “tra le nuvole”, come se non ci fosse una crisi nella Chiesa che sta causando apostasie in massa da decenni.


La suprema legge della Chiesa: la salvezza delle anime

Di fronte a questa allarmante situazione, Don Pagliarani e la Fraternità San Pio X devono considerare la “suprema legge” della Chiesa:

«Inoltre, nella Chiesa cattolica non dobbiamo mai dimenticare che la legge delle leggi, la suprema legge che ha la precedenza su tutte le altre, è la salvezza delle anime. Non sono le chiacchere, non è il Sinodo, non è l’ecumenismo, non sono gli esperimenti liturgici, né le nuove idee e la nuova evangelizzazione, è la salvezza delle anime. Questa è la legge delle leggi, e tutti noi abbiamo il dovere, ciascuno nel proprio ambito,  di osservare questa legge e di dedicarci totalmente alla sua difesa.
Perché dobbiamo farlo? Perché la nostra Beata Madonna e Nostro Signore Gesù Cristo ci hanno insegnato durante la loro vita terrena che non avevano altra intenzione e nessun altro obiettivo che la salvezza delle anime. Pertanto, in un modo o nell’altro, e secondo i nostri talenti e le circostanze, ognuno di noi deve fare tutto il possibile, dando il proprio contributo per salvare
la propria anima e quella degli altri».

Come fece Mons. Marcel Lefebvre nel 1988 per le consacrazioni di quattro vescovi, oggi la  Fraternità San Pio X fa riferimento alla legge suprema della Chiesa: la salvezza delle anime. Questa suprema legge ha la precedenza su tutte le altre leggi nella misura in cui queste ostacolino la salvezza delle anime. Pertanto, poiché l’apparente rifiuto di Roma di concedere alla Fraternità San Pio X il permesso di consacrare dei vescovi in maniera ragionevole mette in pericolo le anime, in questa materia la Fraternità deve obbedire alla legge suprema piuttosto che a Roma.

Don Pagliarani ha sottilmente rafforzato questa decisione enumerando alcune delle iniziative empie che Roma tende oggi ad anteporre alla salvezza delle anime: il Sinodo, l’ecumenismo, gli esperimenti liturgici, le nuova idee e la nuova evangelizzazione.  Si tratta opere di uomini che, nella migliore delle ipotesi, sono gravemente incompetenti a prendersi cura della salvezza delle anime. Pertanto, la Fraternità San Pio X sarebbe colpevolmente negligente se desse per scontato che gli artefici del Sinodo sulla sinodalità, di Fiducia Supplicans e di Traditionis Costudes debbano essere obbediti quando si tratta della cruciale decisione se consacrare o meno dei vescovi.


Lo stato di necessità esiste ancora oggi chiaramente

Leone XIV è stato eletto l’8 maggio 2025. Molti di noi hanno pregato con fervore che egli iniziasse ad affrontare alcuni dei mali più evidenti che affliggono la Chiesa cattolica. Tuttavia, a questo punto è imprudente immaginare che sia sul punto di adottare misure concrete per almeno rallentare il progredire della grave crisi nella Chiesa. Se quindi la Fraternità San Pio X intende servire la Chiesa e le anime, deve riconoscere che lo stato di necessità persiste e si sta aggravando.

«Ebbene, sfortunatamente queste ragioni sembrano non interessare Roma, e non sono convincenti. Se vogliamo, sfortunatamente, queste ragioni non hanno trovato ascolto favorevole nella Santa Sede,  per il momento. Questa situazione ci dispiace profondamente. E allora, cosa faremo? Abbandoneremo le anime? Diremo loro che in definitiva non c’è alcuno stato di necessità perché la Fraternità continui la sua opera? Che in definitiva tutto va più o meno bene? In altre parole che non c’è più uno stato necessità nella Chiesa che giustifichi il nostro apostolato e la nostra esistenza per aiutare la Chiesa cattolica. Non si tratta di sfidare la Chiesa. Tutt’altro! Siamo qui per servire la Chiesa e serviamo la Chiesa predicando la fede e proclamando la verità alle anime, e non raccontando favole alle anime. Possiamo quindi dire loro che nonostante tutto, va tutto bene? Certo che no! Sarebbe tradire le anime, e tradire le anime significherebbe tradire la Chiesa. Semplicemente non possiamo farlo».

Se, come crede chiaramente la Fraternità San Pio X, lo stato di necessità esisteva nel 1988, certamente esiste in misura maggiore oggi. Il fatto che Roma non accolga (ancora) le richieste della Fraternità San Pio X per continuare la sua opera indispensabile al servizio della Chiesa, in un momento in cui Roma è disposta ad accogliere le richieste di gruppi anti cattolici che si oppongono alla missione della Chiesa, conferma con forza questo fatto. Di conseguenza,  la Fraternità San Pio X metterebbe a repentaglio la missione affidatale di Dio se trascurasse di consacrare i vescovi di cui ha bisogno per continuare la sua opera.


Il Preziosissimo Sangue di Nostro Signore

Se la Fraternità San Pio X abbandonasse la sua missione, priverebbe le anime dei frutti del Sacrificio redentore di Nostro Signore.
Quindi, opportunamente Don Pagliarani ha annunciato che la Fraternità ha scelto la festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore come data in cui intende compiere il passo necessario per continuare la sua opera al servizio delle anime.

«Per questo pensiamo che il 1 luglio 2026 potrebbe essere la data buona – la data ideale – poiché è la festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. E’ la festa della Redenzione. Nient’altro ci interessa. Ciò che ci più caro è il Prezioso Sangue di Nostro Signore, che scorre ai Suoi piedi sul legno della croce. La Madonna, ai piedi della croce,  fu la prima ad adorare questo Prezioso Sangue e noi continuiamo ad adorarlo ai piedi dell’altare. Questa è la sola cosa che ci interessa ed è la sola cosa che vogliamo dare alle anime , le anime ne hanno diritto, non è un privilegio, è un loro diritto! Non possiamo abbandonarle».

Non c’è traccia di inganno in queste parole, veramente, Don Pagliarani e la Fraternità San Pio X vogliono servire Dio portando il Prezioso Sangue di Nostro Signore alle anime, come la Chiesa ha fatto per duemila anni.

Nelle settimane e nei mesi che intercorrono tra oggi e la consacrazione dei vescovi, alcuni cercheranno di opporsi agli sforzi della Fraternità. Forse questa opposizione sarà sinceramente motivata, ma coloro che si oppongono alla decisione di Don Pagliarani in pratica si troveranno allineati con coloro che oggi a Roma mostrano completo disprezzo per il Prezioso Sangue di Nostro Signore. Se non altro, questa realtà dovrebbe incoraggiare le persone di buona volontà a pregare per riconsiderare la loro opposizione alla decisione della Fraternità.

Tuttavia, non è necessario essere d’accordo con la decisione di Don Pagliarani per comprendere che lui e la Fraternità sono fortemente motivati ad agire per il bene delle anime e della Chiesa cattolica.
Quindi, piuttosto che combattere la Fraternità, sembra che coloro che lamentano l’annuncio di Don Pagliarani servirebbero meglio le anime e la Chiesa combattendo i gravi mali che hanno chiaramente causato lo stato di necessità.

Ci sono sicuramente cattolici destinati a posti elevati in Cielo che si trovano divisi su queste questioni, ma gli uomini di buona volontà dovrebbero tutti concordare sul fatto che i veri nemici non sono quelli che stanno facendo enormi sacrifici per servire le anime come la chiesa ha sempre fatto.

Cuore Immacolato di Maria, prega per noi!



febbraio  2026
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