Ricevere la Comunione in ginocchio

nella diocesi di Cordova


di El Wanderer


Pubblicato sul sito dell'Autore






Cardinale Angel Sixto Rossi
arcivescovo di Cordova



Colui che occupa con orgoglio questo incarico a Cordova è Sua Eminenza Reverendissima il cardinale Angel Sixto Rossi, S. J. arcivescovo di Cordova, Argentina.

Lo vediamo mentre distribuisce la Comunione durante la celebrazione della Santa Messa da lui stesso presieduta. Non indossa né casula né amitto, nonostante non si tolga il pallio nemmeno per fare la doccia, per timore che qualcuno metta in discussione la sua autorità.
Ha usato vasi sacri di ceramica, non ha usato né un leggio né un cuscino per il Messale, e il sacerdote che si vede sullo sfondo non ha esitato ad indossare il camice sopra un maglione nero a collo alto, che nemmeno Michel Foucault oserebbe indossare.
In poche parole, in questa Messa il cardinale arcivescovo ha violato un buon numero di norme liturgiche chiaramente prescritte nel Messale romano promulgato da Paolo VI. 

Tuttavia, quando i fedeli della parrocchia di Nostra Signora del Carmine a Villa Allende, Cordova, desiderano comunicarsi in ginocchio, come è loro diritto secondo il Messale, vengono maltrattati dal parroco, Andres Rousseu Salet. Fatto sul quale il cardinale Rossi tace.

La cosa si ripete da diversi anni: quando i fedeli avanzano richieste sinodali, vengono maltrattati dal parroco, mentre l’arcivescovo rimane in silenzio.


Il fatto più grave è accaduto lo scorso 8 dicembre 2025, quando è stata negata la Comunione ad una bambina autistica che si era inginocchiata per ricevere l’Eucarestia.
Per lei, inginocchiarsi è un pilastro fondamentale della sua fede e quello che ha dovuto subire l’ha profondamente colpita.
La cosa curiosa è che il sacerdote Don Andres, che è medico e si dichiara esperto in bioetica, sembra ignorare questi dettagli. Inoltre, egli parla della compassione come di un esercizio sinodale di guarigione.

Uno dei presenti è andato a parlare con il parroco e come unica risposta ha ottenuto: «Non mi disturbi con queste sciocchezze». 

La madre della bambina, che è una buona cattolica e una buona madre, ha chiesto anche lei al sacerdote i motivi del suo comportamento, ma non ha ricevuto risposta. Ha insistito sulle reti sociali, ma il buon parroco l’ha bloccata.
Ha scritto al Dicastero per il Culto Divino, all’arcivescovo di Cordova e alla Nunziatura Apostolica, ma nessuno le ha risposto.

La stessa cosa era accaduta un anno fa nei confronti di un fedele della stessa parrocchia, ad opera dello stesso signor parroco: lui maltrattato e l’arcivescovo interpellato rimasto in silenzio.
La sinodalità e la parresia funzionano solo quando conviene al tirannello di turno. 

E quantomeno curioso che personaggi come il cardinale Rossi, così sempliciotto e incurante delle cose liturgiche, come vediamo nella foto, possa essere così ingiusto e perfino crudele quando i suoi fedeli lo supplicano di poter ricevere il Corpo del Signore in ginocchio (Ah, dimenticavo che egli è in comunione, niente di male allora… )  

Credo che l’insistenza dei vescovi argentini nell’impedire ai fedeli di ricevere la Comunione in ginocchio e in bocca possa essere più grave della semplice indifferenza.

Perché questa ostinazione? Perché provocare inutilmente dei conflitti quando potrebbero evitarli con la compassione e la sinodalità?






febbraio  2026
AL SOMMARIO ARTICOLI DIVERSI