Cammino Sinodale tedesco

la deriva scismatica consumata


della Fraternità San Pio X







I quattro protagonisti principali del Cammino Sinodale tedesco

Da sinistra a destra: Thomas Sternberg ex Presidente del ZdK [Comitato centrale dei cattolici tedeschi], cardinale Rheinard Marx, ex Presidente della DBK [Conferenza Episcopale tedesca], Irme Stetter-Karp, attuale Presidente del ZdK e Mons Georg Bätzing, attuale Presidente della DBK.


Dopo la sesta Assemblea sinodale, che sarà l’ultima, e l’attuazione della «Conferenza sinodale», il futuro del Cammino Sinodale è già segnato: senza un energico intervento romano sarà lo scisma.
Non nel futuro o possibile o cominciato: no, uno scisma puro e semplice, una rottura peraltro tinta di eresia contro la costituzione divina della Chiesa.


Un richiamo sugli avvenimenti degli ultimi due anni

Dopo la visita ad limina dei vescovi tedeschi del novembre 2022, la discussione fra Roma e la Conferenza Episcopale tedesca (DBK) si è concentrata sul «Consiglio sinodale» deciso dal Cammino Sinodale il 10 settembre 2022: una struttura composta di vescovi e laici che dovrebbe supervisionare l’apostolato in Germania.
Tale struttura è oggetto di discussione, dato che Roma ha precisato che è impossibile affidare un ruolo magisteriale o disciplinare a dei laici.

Dopo una riunione a Roma nel 2023, una lettera di tre cardinali del 16 gennaio 2023 indirizzata all’episcopato tedesco, metteva in guardia contro il Consiglio sinodale e proponeva degli incontri a Roma.
Dopo il primo incontro del 26 luglio 2023, si sono svolti altri tre incontri: il 22 marzo 2024, il 28 giugno 2024 e il 12 novembre 2025.

Il comunicato congiunto, pubblicato mercoledì 12, riportava che il futuro organismo, fino ad allora denominato «Consiglio sinodale», sarebbe stato denominato su richiesta di Roma «Conferenza sinodale».
Erano stati esaminati: la natura giuridica di tale organismo, la sua composizione e il grado di partecipazione e di voto dei laici, nonché le reali competenze nei confronti delle Conferenze Episcopali.  


Gli Statuti della Conferenza sinodale

Ma già il 22 novembre seguente, una riunione del comitato sinodale, incaricato dell’applicazione delle decisioni delle Assemblee del Cammino Sinodale, pubblicava il progetto degli Statuti della Conferenza sinodale, che dovevano essere adottati dopo l’approvazione dei vescovi della DBK, del Comitato Centrale dei cattolici tedeschi (ZdK) e del Dicastero competente.

La lettura di questi Statuti lascia perplessi.
L’elenco dei poteri di questa Conferenza sinodale è notevole.
L’articolo 2 (su 12) che li descrive è il più lungo.

Ecco l’elenco commentato:

Il numero 1 specifica 8 compiti.

La Conferenza episcopale

(a) «prende posizione sugli sviluppi importanti in seno allo Stato, alla società e alla Chiesa in Germania»
- Presa di posizione «ufficiale», che rappresenta quella della Chiesa in Germania?

(b) «Essa delibera e prende delle decisioni nel senso dei “processi decisionali sinodali” su questioni importanti della vita ecclesiale che hanno una importanza sovradiocesana».
- Dunque al di sopra dei vescovi.

(c) «Essa incoraggia costantemente l’azione della Chiesa in Germania al servizio dell’evangelizzazione e propone delle misure per la missione della comunità dei credenti».
- Finché si tratta di incoraggiare … ma questi incoraggiamenti riguarderanno questioni come la benedizione delle coppie omosessuali.

(d) «Essa prende delle decisioni sulle priorità, in particolare nei processi di pianificazione strategica e nei bilanci dell’Associazione delle diocesi tedesche (VDD), e verifica la loro attuazione».
- In altre parole, detiene le redini del potere. Ricordiamo che le decisioni riguardanti l’utilizzo dei fondi della VDD, fondi provenienti dall’imposta ecclesiastica, sono soggette al voto unanime dei vescovi.

(e) «Essa istituisce una commissione finanziaria e ne elegge i  membri. La commissione finanziaria prepara le deliberazioni della Conferenza sinodale sulla questioni finanziarie e di bilancio».
- Siccome i vescovi sono in minoranza nella Conferenza, le decisioni di bilancio saranno ormai fuori dal loro controllo.

(f) «La Conferenza sinodale propone delle persone competenti che partecipino in maniera appropriata alle decisioni in seno alle commissioni episcopali della Conferenza Episcopale tedesca, del Consiglio dell’Associazione delle diocesi tedesche (VDD) e delle commissioni specializzate del Comitato Centrale dei cattolici tedeschi (ZdK)».
- Tutto sarà perfettamente controllato

(g) «Al fine di garantire la trasparenza, la Conferenza sinodale rendo conto regolarmente delle sue decisioni, valuta la loro attuazioni e rende anche conto del suo lavoro».
- Rende conto, ma non vi sono dei giudici al di sopa di essa.

(h) «Essa elegge un membro al presidium della Conferenza sinodale»-
- Perché due membri di questo presidium lo sono di diritto.

Al numero 2, è aggiunto che «La Conferenza sinodale utilizza ed esperimenta delle forme di partecipazione dei fedeli, in particolare per la preparazione delle sue decisioni».
- Tale decisione riguardante i fedeli è di competenza del vescovo…

Al numero 3 è aggiunto che «La Conferenza sinodale può convocare una assemblea ecclesiastica ai sensi del documento finale del Sinodo dei vescovi (cfr. n° 127)».
- Il riferimento indicato non parla assolutamente di convocazione, che è sempre di competenza dell’autorità ecclesiastica.

Al numero 4  è precisato che la Conferenza sinodale può essere convocata dalla DBK, dal ZdK o autoconvocarsi, per trattare temi particolari.

Infine, al numero 5, la Conferenza sinodale ha il compito di contribuire «a rafforzare le strutture sinodali e la cultura sinodale in tutti gli ambiti della Chiesa» e deve seguirne gli sviluppi.
- In breve, essere il cuore sinodale della Chiesa, oltre ad esserne diventata il capo.

Sono membri di diritto della Conferenza sinodale: a) i membri del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale tedesca (attualmente 27 vescovi); altrettanti fedeli eletti dal Comitato Centrale dei cattolici tedeschi (ZdK); nonché un numero equivalente di altri fedeli, di cui due o tre sono membri di diritto, gli altri sono eletti dalla Conferenza.

Concludiamo con l’attuazione delle decisioni, formulata all’articolo 7: «I destinatari delle decisioni della Conferenza sinodale sono responsabili dell’attuazione delle decisioni, a loro discrezione, secondo le proprie procedure e conformemente ai propri organi».
- Dal momento che i destinatari vi sono le diocesi, i vescovi sono tenuti a rendere conto ad una assemblea a maggioranza laica. Un articolo che sovverte totalmente la costituzione divina della Chiesa.


La 6° Assemblea del Cammino Sinodale

La 6° ed ultima Assemblea del Cammino Sinodale, svoltasi il 29, 30 e 31 gennaio 2026, non ha prodotto molti risultati; ma il poco che è stato deciso è di grande importanza.
Innanzi tutto va notato che la breve decisione, che di seguito riportiamo, ha suscitato numerose polemiche, tra cui la violenta opposizione del cardinale Reinhard Marx, che è stato uno degli iniziatori del Cammino Sinodale.

Ecco il testo controverso, votato, alla fine e con difficoltà, il 31 gennaio:

« 1. L’Assemblea sinodale invita [aufruft] i vescovi diocesani a mettere a disposizione degli organismi sinodali della propria diocesi le risposte pervenute dalla stessa diocesi e a spiegare gli sviluppi prodottisi dopo l’indagine».
Il termine impiegato (aufruft) potrebbe tradursi con: chiama, esorta

« 2. L’Assemblea sinodale raccomanda agli organismi sinodali delle diocesi di esaminare le risposte delle stesse diocesi e di preparare la successiva attuazione in collaborazione col vescovo diocesano».
- Ma chi comanda? Chi collabora con chi?

« 3. L’Assemblea sinodale invita la Conferenza sinodale a seguire regolarmente l’attuazione delle decisioni prese nell’ambito del cammino Sinodale».
I pareri su questa decisione sono divisi a seconda dell’interpretazione che ne viene data: alcuni ritengono che «invitare» è insufficiente, altri che sia già troppo.


Un dibattito già chiuso da Roma più di sei anni fa

Dopo la decisione dell’avvio del Cammino Sinodale, presa nel marzo 2019, fu approntato un progetto di Statuti per l'evento.
Questi Statuti furono sottoposti all’autorità romana, che sottolineò in particolare che «il ZdK ha accettato di partecipare al Cammino Sinodale a condizione che siano garantiti la trasparenza della consultazione e il carattere vincolante delle decisioni» (Protocollo n° 3). 

Il Pontificio Consiglio per l’interpretazione dei Testi Legislativi, consultato dal cardinale Marc Ouellet, aggiunse: «Come può prendere delle decisioni vincolanti una Chiesa particolare “quando queste riguardano la Chiesa universale”?».
E il Pontificio Consiglio aggiunse inoltre che la sua osservazione era rafforzata dal fatto che la composizione del Cammino Sinodale era contraria al diritto, a causa della parità fra chierici e laici.

I responsabili sinodali, sentendosi in grave difetto su questo punto, modificarono questo testo nella versione definitiva degli Statuti – che non fu sottoposta a Roma – sopprimendo la dicitura che il ZdK partecipa al Cammino Sinodale «a condizione che siano garantiti la trasparenza della consultazione e il carattere vincolante delle decisioni» (Protocollo n° 3).

Uscito dalla porta, questo elemento rientrò dalla finestra, e il ZdK può adesso vantarsi di possedere un potere di governo ecclesiastico quanto meno pari a quello della DBK.

Una vittoria che pone la Chiesa di Germania in una posizione oggettivamente scismatica.


E domani?

Gli Statuti della Conferenza sinodale sono stati approvati dal ZdK, in attesa che vengano approvati dalla DBK a febbraio, durante la riunione di primavera dei vescovi tedeschi.
 
In seguito, tutto dipenderà da Papa Leone XIV e dalla Curia.
Approveranno questi Statuti?

La posta in gioco è considerevole:
sia per la Chiesa di Germania, che potrebbe continuare a sprofondare nello scisma o ricevere una scossa salutare;
sia per la Chiesa universale, che potrebbe vedere lo stabilirsi di un focolaio di contagio pestilenziale o essere rassicurata dall’attuazione di rimedi che la proteggeranno.




 
febbraio 2026
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