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| Regno Unito: Attacco ai diritti del nascituro ![]() Lady Rosa Monckton In un articolo d’opinione
pubblicato dal Daily Mail il
4 febbraio 2026, Lady Rosa Monckton,
membro della Camera dei Lord e cattolica praticante, lancia l’allarme:
la clausola 191 del disegno di legge su criminalità e polizia,
adottato dalla Camera dei Comuni nel giugno 2025, aprirebbe la strada
all’aborto auto-somministrato fino al termine della gravidanza, per
qualsiasi motivo, inclusa la selezione del sesso.
“Questa è una proposta terrificante e barbara”, scrive la Baronessa Monckton. Da quando è entrata nella Camera alta del Parlamento britannico, questa imprenditrice, dal titolo di Baronessa Monckton di Dallington Forest, si è battuta instancabilmente per il diritto alla vita. Secondo lei, questo emendamento legislativo, approvato la scorsa estate a Westminster, “reintrodurrebbe gli aborti clandestini, incoraggiando le donne ad abortire a casa, da sole, con pillole ordinate per posta e non adatte all’uso tardivo al di fuori di un contesto medico”. Rosa Monckton, madre di una figlia con sindrome di Down, è anche la fondatrice di Team Domenica, un’organizzazione che sostiene le persone con disabilità. “Coloro che hanno sempre difeso l’aborto legale per prevenire gli aborti clandestini ora propongono di consentire alle donne di abortire in un ambiente pericoloso e non supervisionato”, denuncia, accusando i sostenitori di questa misura di agire in malafede. La clausola 191 elimina effettivamente qualsiasi sanzione penale per una donna che interrompe la propria gravidanza, indipendentemente dallo stadio di sviluppo. Pertanto, annulla l’Infant Life (Preservation) Act del 1929, che fino ad ora proteggeva i feti vitali (a partire da circa ventiquattro settimane). “Un bambino vitale diventerebbe un mero oggetto di cui disporre a piacimento, come uno schiavo nel XVIII secolo”, sostiene, provocando l’indignazione dei suoi oppositori. I rischi sono numerosi. Per la madre: maggiore coercizione da parte di chi la circonda (in particolare un partner violento), traumi psicologici derivanti da un aborto tardivo e non sicuro e gravi complicazioni fisiche. Per il bambino: “Cosa succede se il bambino nasce vivo? La madre deve ucciderlo con le proprie mani?”, chiede la parlamentare. Alla Camera dei Lord, dove il disegno di legge è in discussione dall’autunno del 2025, Rosa Monckton e la baronessa Philippa Stroud stanno guidando la battaglia per l’eliminazione della clausola e il ripristino delle visite mediche presso uno studio medico. Durante il dibattito in commissione del 2 febbraio 2026, 21 dei 29 oratori si sono opposti alla misura, denunciandone l’adozione affrettata (solo 46 minuti di dibattito alla Camera dei Comuni), senza consultazione pubblica o valutazione d’impatto. Un sondaggio di Whitestone Insight del dicembre 2023 ha rivelato che solo il 2% dei britannici era a favore dell’estensione dell’aborto fino alla nascita. Nonostante lettere ostili e minacce, la baronessa Monckton è rimasta determinata: “Non voglio che si dica che ho acconsentito ad abbandonare le ultime difese per questi bambini innocenti e vitali”. Il suo emendamento mirava a preservare la tutela legale dei feti vitali, prevedendo al contempo limitate eccezioni (grave malattia mentale o violenza domestica). Questo dibattito ha rivelato una profonda divisione nel Regno Unito, dove l’aborto è già legale fino a 24 settimane in condizioni mediche. Promossa dalla deputata laburista Tonia Antoniazzi, la clausola 191 è presentata dai suoi sostenitori come una misura per proteggere le donne vulnerabili, progettata per prevenire procedimenti penali sproporzionati. I suoi detrattori la considerano un sofisma e un importante cambiamento morale, privo di una reale richiesta popolare. Questo dibattito mette in luce il profondo divario tra la legge naturale e il pensiero delle società moderne, che non discutono più dell’aborto in sé, ma dei limiti temporali che potrebbero essere estesi fino alla nascita. |