Come qualificare l’attività di Roma

rispetto alla Fraternità San Pio X?



di Mons.  Tomás de Aquino, O.S.B.




Pubblicato sul sito del Monastero della Santa Croce, Brasile





Il serpente romano



Il Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede: Victor Manuel Fernandez, ha ricevuto Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, nel palazzo del Sant’Uffizio a Roma.

Che voleva il Cardinale Fernandez?
Che la Fraternità sospendesse la decisione di consacrare dei vescovi il 1 luglio 2026, come condizione per continuare il dialogo.

Il termine “dialogo” è del Cardinale ed è tipico del linguaggio e della mentalità dei progressisti.

Ma come definire questo dialogo? Cosa vuole Roma dialogando?

Questo dialogo con Roma è fonte di innumerevoli ambiguità, dietro di esso incombe la minaccia di scomuniche, e questo ci riporta al 1988.

Qual è la validità di queste scomuniche? Assolutamente nessuna!
Proprio come quella emessa dal vescovo Pierre Cauchon contro Giovanna d’Arco.

Scomunicare coloro che difendono la Chiesa è un atto nullo davanti a Dio.

Le scomuniche del 1988 erano nulle e lo saranno anche quelle eventuali del 2026, se la Fraternità persisterà nel suo proposito di effettuare le consacrazioni il 1 luglio di quest’anno, con le stesse motivazioni e intenzioni che Mons. Marcel Lefebvre aveva nel 1988.

Ma questo dialogo contiene altre minacce e altri pericoli: la scelta dei candidati; la pressione di Roma; l’ambiguità delle parole; la stessa nozione di Chiesa, che non è uguale per la chiesa conciliare e per la Chiesa Cattolica.

Seguiamo con interesse e con le nostre preghiere queste pericolose trattative, sperando che la Fraternità non si lasci vincere dalle astuzie dei modernisti, rispetto alle quali Mons. Lefebvre aveva messo in guardia Dom Gerard Calvet con una nota che gli aveva consegnata nel 1988, dove stava scritto: “attento al serpente romano”.

Nonostante gli anni trascorsi e i possibili piccoli o grandi vuoti di memoria, ricordo ancora l’espressione di Mons. Lefebvre: “il serpente romano”.

Che Don Davide Pagliarani e il suo Consiglio stiano attenti. I modernisti non vogliono né il bene della Fraternità né il bene della Chiesa.
San Pio X ci aveva già avvertiti.

Che la Fraternità torni alle disposizioni e alle azioni del suo fondatore e saprà vincere il serpente romano, con l’aiuto di Colei che ha vinto tutte le eresie.

Ipsa conteret.










febbraio  2026
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