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| Nota falsa di Don Nicolas Cadiet, FSSPX ![]() Danza della Morte Leone XIV riprende il tema dell’unicità caro al concilio Vaticano II. Papa Leone XIV prosegue le sue catechesi del mercoledì sui documenti del concilio Vaticano II. Il 18 febbraio 2026 ha parlato della Costituzione dogmatica Lumen Gentium (LG) sulla Chiesa, mettendo l’accento sulla Chiesa come «sacramento… dell’unità di tutto il genere umano» (LG 1). Il Papa ha affermato che il disegno di Dio è di «unire tutte le creature grazie all’azione riconciliatrice di Gesù Cristo» compiuta sulla Croce. L’effetto di questa azione è di riunire malgrado le «differenze», abbattere i «muri di separazione tra le persone e i gruppi sociali»; questo è il disegno di Dio: «ciò che Dio ha voluto realizzare per l’umanità intera» è questo mistero che «si fa conoscere nelle esperienze locali, che si estendono progressivamente fino ad includere tutti gli esseri umani e anche il cosmo». L’accento è quindi posto fortemente sull’unità degli uomini (e anche dell’universo) da ristabilire malgrado le «frammentazioni», come se fosse un fine in sé rispondente al desiderio di unità che alberga nel cuore degli uomini. Anche «l’unione on Dio» è in relazione a «unione delle persone umane», che ne è il riflesso: «Tale è l’esperienza della salvezza». Senza dubbio, né il Concilio né Papa Leone XIV ignoravano che il fine della vita umana è innanzi tutto l’unione con Dio, cominciata qui in terra con la carità e poi consumata in Cielo (1). Ma allora, perché insistere così esclusivamente sull’unione degli uomini tra loro, unione che in definitiva non sarà mai completa! In effetti, quando San Paolo parla dell’unità dell’universo (2) è per ricordare che tutto è ricapitolato in Cristo Re (3), perché «tutto è vostro e voi siete di Cristo e Cristo è di Dio» (4). Ora, il Figlio di Dio, venuto a cercare le pecore perdute, annuncia che alcuni rifiutano di tornare a Dio e che saranno esclusi dall’unità in Cristo: «Lontani da me, maledetti, andate nel fuoco eterno, che è stato preparato per il diavolo e i suoi angeli» (5). L’attenzione del discorso della Chiesa per i «valori terreni», questo «interesse preponderante mostrato dal Concilio per i valori umani e temporali» (6), finisce col condurre a preferire l’unità rispetto a tutto il resto. Ma a che prezzo? L’ultimo paradosso che si è presentato è che quest’anno la coincidenza dell’inizio del musulmano Ramadan col il nostro Mercoledì della Ceneri, è diventata un «forte segno di fraternità» celebrato all’unisono (7). Dire oggi che solo Gesù Cristo salva, rischia di introdurre una inopportuna nota falsa. E tuttavia «in nessun altro c’è salvezza» (8). NOTE 1 - Cfr. LG 14 circa coloro che rifiutano l’adesione alla Chiesa, sia di fatto che di desiderio. 2 - Ef. 1 e 2: Col. 1. 3 - Ef. 1, 10. 4 - I Cor 3, 22–23. 5 - Mt. 25, 41. 6 - Paolo VI, Discorso di chiusura del Concilio, 7 dicembre 1965. 7 - https://www.vaticannews.va/fr/eglise/news/2026–02/cote- d-ivoire-jeunecareme-unisson-signe-fort-fraternite-paix.html 8 - Atti 4, 12. |