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| Da Ginevra a Tokyo, la Chiesa è preoccupata per gli ostacoli alla fede ![]() Sala dei diritti dell'uomo a Ginevra Si stringe il cappio intorno alla fede. Tra l’offensiva diplomatica nelle Nazioni Unite e la silenziosa emarginazione sociale in Giappone, la libertà di culto sembra che per la modernità sia solo un rudere ingombrante. A Ginevra, il tono non è sempre quello della diplomazia discreta dei salotti bene. Nel Consiglio dei diritti dell’uomo, la Santa Sede lancia un segnale d’allarme: la libertà di coscienza sta diventando un diritto di «seconda classe». L’ONU e la dittatura dei «nuovi diritti» La constatazione è lampante: una ondata di «nuovi diritti», mossa dalle agende ideologiche occidentali, sta occupando tutto lo spazio giuridico internazionale. Sotto la maschera del progresso, queste nuove norme trasformano le credenze millenarie in ostacoli da abbattere. Per il Vaticano, il pericolo è chiaro: l’etica della vita e la struttura familiare vengono sacrificate sull’altare del conformismo mondializzato, che non tollera più il dissenso religioso. La tolleranza, un tempo baluardo per le minoranze, è diventata lo strumento per mettere a tacere la fede. Giappone: la «persecuzione educata» o l’arte dell’esclusione Mentre i diplomatici si danno battaglia all’ONU, i cristiani del Giappone vivono una realtà insidiosa. Il cardinale Manyo Maeda non parla di sangue o di prigione, ma di «persecuzione educata»: carriere ostacolate, famiglie divise, disprezzo culturale… In questo arcipelago in cui regna l’armonia sociale, la fede cristiana è percepita come il granello di sabbia nell’ingranaggio. Non c’è violenza fisica, ma un invisibile rullo compressore: quello del conformismo. Il credente non è bandito, è neutralizzato. In questa società ultra-secolarizzata, testimoniare il Vangelo equivale a commettere una violazione sociale. E’ una morte lenta, orchestrata con una cortesia spietata. Il soffocamento totale Il paradosso del nostro secolo è messo in luce. Da un lato, le istituzioni internazionali propugnano l’assoluta libertà dell’individuo; dall’atro, esse organizzano la cancellazione delle entità religiose, principalmente cristiane. Che si tratti della legislazione a Ginevra o della pressione sociale a Tokyo, l’obiettivo è lo stesso: neutralizzare la fede nello spazio pubblico. E’ tempo di ritrovare la voce di Sant’Ambrogio di Milano per ricordare al Principe i suoi doveri temporali verso la religione fondata da Gesù Cristo: ma per farlo è necessario torcere il collo alla falsa concezione della libertà religiosa, nata sulla scia di una modernità che ha chiaramente mostrato i suoi limiti. |