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| PETER THIEL, PALANTIR, TRUMP E L’ANTICRISTO NELLA ROMA “TRADI[CONSERVA]TRICE” di Don Curzio Nitoglia ![]() Peter Thiel PRIMA PARTE
Il “fenomeno Thiel” Peter Thiel (è nato l’11
ottobre 1967 a Francoforte sul Meno, ma è stato naturalizzato
statunitense e neozelandese) è il cofondatore assieme a Elon Musk di “PayPal” ed è l’ideatore di “Palantir Technologies”, una
società di analisi dei dati e di sorveglianza strategica al
servizio dei “servizi segreti” di mezzo mondo (naturalmente quello
buono: di destra, conservatore e democratico).
Inoltre, ha finanziato anche (ma non solo) la campagna elettorale di Donald Trump (infatti, egli è “trasversale a tutte le associazioni” da buon “fratello …). Peter è venuto a Roma (… chiamandosi Pietro …) il 15 marzo del 2026 per tenere un convegno segreto - a porte non solo chiuse, ma blindate - per pochi (solo 165) “eletti” (tipo, l’ex radical/pannelliano Daniele Capezzone e il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana …) nel centro storico di Roma a Villa Taverna sul tema dell’Anticristo, che secondo lui sarebbe colui che frena il progresso tecnologico/conservatore. I “165” hanno dovuto impegnarsi a firmare una specie di contratto, in cui accettavano di partecipare al convegno solo a condizione di non ridire nulla di quanto era stato spiegato in esso, sotto una penale di 10 mila euro, in caso d’infrazione del silenzio; più che un congresso in un palazzo sembrava una riunione in una Loggia, pur se senza taglio della giugulare. Inoltre, Thiel ha favorito e incoraggiato (da buon tecno/spiritualista” di destra) la celebrazione della Messa (naturalmente) tradizionale a piazza Farnese, in Roma, presso la parrocchia della “Trinità dei pellegrini”, officiata dalla “Fraternità san Pietro” della ex-Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”. Davide Quadri (Responsabile di “Lega giovani”) è stato il portavoce dei fedeli che hanno partecipato a questa Messa il 17 marzo 2026. Dicendo che la Messa tradizionale è “molto bella” … nulla di più … Egli è certamente un valido teologo - formatosi all’alta scuola di Salvini - che sorpassa per acume dottrinale anche i cardinali Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci, che nel 1969 presentarono a Paolo VI una “Lettera di accompagnamento” al “Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae”, chiedendone l’abrogazione, poiché “nocivo per le anime” e non solo perché poco … “bello” o meno “bello” della Messa tradizionale … Per eludere la sorveglianza della stampa italiana e mondiale, inizialmente, dagli organizzatori del congegno di Thiel era stata diffusa la voce che la Messa sarebbe stata officiata nella chiesa di “san Giovanni Battista dei Fiorentini” (sempre dalla “Fraternità san Pietro”), ma all’improvviso i fedeli si sono diretti alla “Trinità dei pellegrini”, senza cappuccio, ma col solo pass per rientrare a “Villa Taverna” ove si è tenuto il convegno. Alcuni fedeli sono usciti da Messa e si sono recati sùbito, col pass al collo, al Convegno “er-metico” (in romanesco “il medico” si dice “er metico”, naturalmente, nel caso di Thiel, medico non della popolare e volgare cassa mutua; “noblesse oblige”) sull’Anticristo organizzato da Peter Thiel. Thiel ha fatto ingresso a Palazzo Taverna, dentro una lussuosa Mercedes nera con vetri rigorosamente oscurati (ça va sans dire). Thiel è restato nell’Urbe per quattro giorni (15/18, marzo) per avere incontri (anch’essi) riservatissimi e segretissimi, dedicati al tema dei rapporti tra fede e ragione, religione e scienza, tra l’Occidente (dall’Atlantico statunitense a Israele) e l’Anticristo. Occorre dire che Thiel, da gran teologo ed esegeta americano, aveva già parlato di Anticristo e Apocalisse a Cambridge in Inghilterra, a San Francisco (negli Usa) e poi anche a Parigi. Sostenitore accanito nella Silicon Valley di Donald Trump (durante il suo secondo mandato), Thiel è un rappresentante della “tecno destra”, ossia del conservatorismo statunitense, che vuol redimere l’umanità tramite la tecnologia conservatrice ed elitaria o di destra, messa soprattutto a presidio delle forze dell’ordine e degli eserciti statunitense e israeliano, che l’hanno impiegata per massacrare almeno 70 mila Palestinesi di cui oltre 20 mila bambini al disotto dei 12 anni. Secondo lui tutto ciò che s’oppone alla tecnologia e tecnocrazia va messo fuori legge o all’Indice … Infatti, egli invita a convegno l’italoforzuto già radicale Daniele Capezzone, Antonio Zanardi Landi: l’Ambasciatore presso la Santa Sede dei “Cavalieri di Malta” e il leghista Lorenzo Fontana; poi manda i convitati alla Messa tradizionale, pur non essendo cattolico e convivendo con un uomo (Matt Danzeisen, finanziere americano, vicepresidente di “BlackRock” dal 2017). Secondo Thiel la democrazia è oramai sorpassata dalla tecnocrazia; perciò, egli predica l’avvento della nuova era di salvezza tecnocratica mediante il collasso, la dissoluzione o l’antinomia (“anti” = contro; “nomè” = Legge; cioè, la violazione della Legge naturale, come mezzo di santificazione); insomma gli stessi temi predicati dai cabalisti e specialmente da quelli polacchi del XVIII secolo: Jacob Frank e Isaac Zevi e, infine, da Julius Evola (La metafisica del sesso, Roma, Atanòr, 1958; Cavalcare la tigre, Milano, Scheiwiller, 1961). La società dell’avvenire, secondo Thiel, deve essere diretta dai tecnocrati, dalla tecnologia altamente avanzata (intelligenza artificiale) onde arrivare al “Transumanesimo” (preannunziato da Noah Hariri) o “indiamento”; vale a dire, farsi “Dio” con la propria gnosi o conoscenza tecnologica e non più metafisica (come avrebbe voluto René Guénon, La crisi del mondo moderno, 1927; Il re del mondo, 1927; La metafisica orientale, 1939). Secondo Thiel siamo giunti alla vigilia dell’«»apocalisse (che non è quella di san Giovanni Apostolo); viviamo ora un’epoca crepuscolare, una sorta d’inter-regno, che precede quello del Messia/Trump/Thiel che sconfiggerà l’Anticristo. Naturalmente il “Messia” sarebbe proprio lui (e chi se no) … ma non ci salverà con l’ascesi, il pentimento e la conversione; bensì con la dissoluzione e, perciò, egli si adopera per accelerarla. “Tanto peggio, tanto meglio”, “pecca fortiter sed fortius spera”. La “Palantir” di Thiel, stranamente, è coinvolta in tutte le operazioni e specialmente in quelle che hanno luogo nei teatri attuali di guerre sanguinose (Gaza, Cisgiordania, Ucraina, Russia, Iran, Israele e Usa …). “In bello salus”, ove “bello” non è il “pulchrum”, ma la guerra. La “Palantir” è nata con l’11 settembre del 2001, e grazie alla “Patriot act”, ha iniziato a schedare tutti noi con il nobile intento d’impedire ai Boing di schiantarsi contro i grattaceli americani, che essendo troppo alti rischiano purtroppo di causare numerosi “incidenti”, specialmente se alla loro guida ci sono degli arabi ubriachi. Thiel è stato in contatto con Jeffrey Epstein, il Mossad, vari apparati dei servizi segreti mondiali soprattutto statunitensi (naturalmente democratico/conservatori). Il 18 marzo Thiel è ripartito da Roma, che di “pellegrini” ne ha visti sin troppi nei suoi circa tre millenni di vita e uno più o uno meno non ne risente poi troppo. SECONDA PARTE
GRAVITÀ E IMPORTANZA DEL “FENOMENO THIEL” A ROMA Cia e Messa-beat Il 3 aprile del 1969 venne promulgata la Nuova Messa di Paolo VI; mentre, le cosiddette Messe-beat risalgono già al 1966 (tre anni prima della promulgazione del NOM e non dopo di essa, come verrebbe spontaneo pensare). La Liturgia-beat, riproduceva canzonette vagamente religiose con un ritmo fortemente e sfrenatamente beat; inoltre, il loro contenuto era ripieno di un sentimentalismo mieloso e appiccicoso, che dava fastidio a ogni intelletto ben ordinato. Nel 1965, queste canzonette svagatamente religiose accompagnate da un frenetico ritmo beat, vennero eseguite da un complesso ye-ye di Ascoli Piceno e, poi, furono incise su dischi di canzoni “sacre” per animare le Messe-beat. I grandi sponsor di queste Messe ye-ye furono un gesuita e un domenicano: il gesuita era padre Pedro Arrupe e il domenicano era padre Sinaldi, che insegnava all'università “Pro Deo”. Poi vedremo l'importanza di questa università “Pro Deo”, che dopo si chiamerà “Lumsa” e che infine diventerà “Luis-Guido Carli”. Ecco che, il 27 aprile 1966, a Roma nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, fu cantata e presentata al gran pubblico con tanto di televisione e di stampa, la prima Messa-beat … c'erano migliaia di persone. La Messa-beat: cavallo della Cia
all’interno della Chiesa romana
Attenzione! La Messa-beat non è un incidente di qualche prete scapestrato; anzi, la Messa-beat è stata voluta dalle alte sfere vaticane passate al modernismo e anche dall’Intelligence statunitense per rovinare la Chiesa romana. Ora, in questa congiuntura post-pandemica e bellica (Palestina, Ucraina, Iran …) Thiel sta cercando di portare a termine il progetto Cia/Morlion per portare a totale compimento la sovversione e la dissoluzione dell’umanità. Padre Sinaldi dell'Università “Pro Deo”, vi insegnava come professore di teologia … essa fu fondata, questo è importante, nel ‘46 appena finita la guerra mondiale da Padre. Molto importante è un personaggio, che occorre studiare bene, Felix Morlion, ora vedremo chi è. Padre Felix Morlion: una spia della Cia a
Roma
L’Università “Pro Deo” fu un progetto della CIA e dell’O.S.S., vale a dire i servizi segreti militari americani. Padre Morlion arrivò in Sicilia con l'esercito americano nel ‘43, sbarcò in Trinacria, hanno distrutto lo spirito dell'Europa e il più bello doveva ancora venire. Padre Morlion arriva con l'esercito americano nel ‘43, poi dal ‘43 al ’44 risale mezza Italia in direzione di Roma, il 4 giugno ‘44 gli Americani entrano a Roma; Morlion ci arrivò con una lettera di presentazione di Alcide De Gasperi e di Don Sturzo. Morlion era una persona molto importante esperto di tecniche di guerra psicologica e di propaganda di massa, era un agente operativo dei servizi segreti militari americani O.S.S., col placet di Monsignor Montini fondò a Roma nel ‘46 “L'Università Internazionale di Studi Speciali” (LUISS), non ancora la “Luis”, era la “LUISS”, che poi diventerà la “Luis-Luigi Carli” della Confindustria; quindi si passa dal Clero alla Confindustria la LUISS era chiamata anche “Pro Deo”, Morlion la fondò assieme a Vittorio Valletta che è diventato il direttore della Fiat al tempo di Giovanni Agnelli. Valletta, era un celebre massone. Costoro ebbero anche la protezione del ministro Scelba, il famoso capo dei celerini anticomunisti. Ora, oggi la LUISS si chiama “Luis-Guido Carli”, ed è l’Università della Confindustria. Morlion divenne poi presidente della “Pro Deo” (una carica onorifica) sino al ‘75, anno in cui morì e poi divenne capo effettivo e reale di quest’Università Guido Carli che è stato non solo ministro, ma anche il Presidente della Banca d'Italia: l'alta finanza, il comunismo, la massoneria, il modernismo sono delle realtà apparentemente diverse ma che in realtà s’incrociano e - segretamente - da dietro le quinte governano il mondo. TERZA PARTE
LA POLITICA AMERICANISTA DELLA “MANO TESA” DI THIEL/TRUMP Trasbordo teologico inavvertito Assistiamo, soprattutto con il “convegno Thiel sull’Anticristo” e la partecipazione dei suoi fans alla Messa tradizionale alla “Trinità dei pellegrini”, a un trasbordo teologico inavvertito verso l’Americanismo tecnologicamente transumanista. Infatti, specialmente dopo “il tornado Trump”, che è visto dai “conservatori estremi” come il “novello san Benedetto (post-Ratzinger, Benedetto XVI)”, restauratore della neo-Cristianità, che andrebbe dall’Atlantico a Israele. L’intenzione di trovare una via d’uscita dalle circostanze dei tristissimi tempi odierni, rispecchia quella dell’ingenuo (non malvagio), che accetta un’insidiosa “mano tesa”, senza rendersi conto che quella mano lo infiltrerà e lo trarrà poi a passare il Rubicone verso l’errore e l’ingiustizia (card. ALFREDO OTTAVIANI, Doveri dello Stato verso la Chiesa, Roma, 1952). L’Americanismo come avanguardia della
congiura anticristiana
Oggi, invece, la mano viene tesa al cattolicesimo romano tradizionale, che è scampato allo tsunami del Vaticano II, dall’Americanismo aggiornato con un pizzico di teoconservatorismo (che già fu condannato da Leone XIII, in Testem benevolentiae nostrae, 1899) e che oramai (2026) parla apertamente di sé (Thiel) come se fosse il “katèkon” o “l’ostacolo” che fermerà “la Bestia che sale dal mare”, il cui nome è “666”. L’odierna mano tesa, insomma, è quella che sembra aver abbandonato l’odio verso la Tradizione apostolica, anzi oramai essa è rivestita da un guanto di un filantropismo mieloso e pacifista a parole. I filantropi anticristici sembrano essere disposti a concederle almeno una tolleranza pratica (tipicamente americana) o il compromesso “meta-storico” o “meta-fisico”; poiché proiettato verso un Nuovo Ordine Mondiale, fondato sul trans/umanesimo e l’Intelligenza artificiale, in cui l’uomo finalmente si farà simile a Dio con le sue forze e quelle delle macchine o dei microchip dei vari Noah Harari, Peter Thiel ed Elon Musk. Purtroppo, lo stesso ritornello che stava in bocca ai cattolici progressisti di ieri, lo si ritrova in bocca ai “conservator/isti” di oggi: «Finalmente un potere politico/religioso dal “volto umano”: Trump/Thiel! Come si fa a rifiutare la loro “mano tesa” alla Tradizione/conservatrice e il loro “compromesso meta-storico” con il conservatorismo/neo-tradizionale, che addirittura manda alla Messa tradizionale con tanto di passa al collo - intercettati così ancor più facilmente da “Palantir” - coloro che ascoltano le parole di Thiel sull’Anticristo?». Il torto dei conservatori/sti “ingenui”, i quali stringono una mano - solo inizialmente - benevolmente tesa, che - poi - li stritolerà; è proprio quello di non mettere in pratica, (pur conoscendole in teoria) le armi della verità che i Romani Pontefici in quest’ultimo secolo sino a Pio XII, con allocuzioni e ammaestramenti di ogni sorta, hanno impartito ai cattolici nella lotta contro la modernità e le forze occulte della sovversione (Giudaismo talmudico e Massoneria), di cui i teo/conservatori non vogliono prendere atto, come se fossero favole inventata dai “complottisti” (che sarebbero il “male assoluto” per il conservatorismo cristianista). “Nessuno
di voi diventi un disertore”
Si pensi al “nessuno di voi diventi un disertore” di Pio XII, in uno dei suoi ultimi Discorsi. Infatti, col timore di essere accusati di voler tornare al medioevo o di voler restare nel “ghetto”, alcuni dei nostri non se la sentono più di mantenere le posizioni dottrinali, che oggi sono politicamente e teologicamente scorrette; anche, se son state costantemente affermate nell’encicliche come appartenenti alla vita e al diritto della Chiesa d’ogni tempo: “Christus heri, hodie et in saecula” (Ebr., XIII, 8). Atteniamoci, invece, al monito di Leone XIII, il quale, raccomandando la concordia e l’unità nel combattere l’errore, aggiungeva: “… e qui bisogna stare in guardia di non lasciarsi andare a essere conniventi con l’errore, o a opporgli più debole resistenza che la verità non comporti” (1). Insomma, i veri cattolici integralmente legati alla Tradizione divino/apostolica, che sanno di essere nel sicuro possesso della verità e della giustizia rivelata da Dio e trasmessa dagli Apostoli di Cristo, non vengono a transazioni e non cercano di annacquare il cristianesimo. Essi esigono il pieno rispetto dei loro diritti, che son quelli di Dio. “Usraele” unico baluardo della vera
libertà?
Coloro invece che, non si sentono sicuri del possesso della verità (poiché stanchi o ingenui) non riescono a tener da soli il campo. Ecco la trappola del “compromesso storico/teologico” o “meta-storico”, che è l’accettazione del dialogo con la modernità americanista (presentataci, nonostante le guerre scatenate quasi ininterrottamente dagli Usa - da oltre duecento anni - in tutte le parti del mondo, come l’unico baluardo democratico assieme con Israele - nonostante le stragi e il genocidio finale del Sionismo che vanno dal 1948 al 2026 - che si ergerebbe contro la “barbarie antidemocratica” palestinese, russa e persiana, che sarebbe il “male assoluto di oggi”), iniziato da Giovanni XXIII, fatto solo con la misericordia o meglio con l’arrendevolezza e senza la giustizia, ossia senza confutare gli errori e gli orrori del mondo moderno e contemporaneo. Invece, “La Chiesa cattolica insiste sul principio che la verità deve avere il sopravvento sull’errore e che la vera religione, quando essa è conosciuta, deve essere aiutata nella sua missione spirituale in preferenza alle religioni il cui messaggio è più o meno manchevole e in cui l’errore si mescola con la verità” (2). Un “suicidio” imminente?
Un accordo pratico coll’Americanismo (specialmente se “conservatore” e di “destra”, come sarebbe quello trumpiano di Thiel, apparentemente molto più “conservatore” di quelli di Reagan e Bush) porterebbe immancabilmente poco a poco 1°) non solo a rinchiudere la Tradizione in sagrestia - con il riconoscimento ufficiale del modernismo ascetico/politico (condannati da Testem benevolentiae, 1899; Graves de communi re, 1903; Notre charge apostolique, 1910), come è avvenuto agli Indiani d’America rinchiusi nelle riserve e regolarmente riconosciuti, purché si limitino a fare le comparse di un passato che fu vivo e oggi fa solo folklore - ma anche 2°) a cadere nelle grinfie del Nuovo Ordine Mondiale, che non si rassegna a perdere il suo predominio e primato mondiale politico ed economico e vuole abbattere la Russia cristiana (anche se ortodossa) passando prima attraverso l’Iran, dopo essersi impadronito del suo petrolio immediatamente dopo quello venezuelano e l’acqua della Groenlandia così necessaria per l’«informatica» e l’Intelligenza artificiale. “Capitan Trump/Fracassa”
In breve, Trump, 1°) ha aggredito la Palestina (Gaza e Cisgiordania) tramite Israele (sperimentando le ultime armi tecnologicamente avanzate sulla pelle dei gazavi, grazia alla tecnologia “Palantir” di Thiel), anche per un business da palazzinaro ricostruttore di macerie da lui stesso provocate; 2°) ha tentato, con la Nato, di far ricadere la Russia nella situazione anteriore al 1999 (tramite la trappola ucraina, bluffando e barando come un giocatore d’azzardo di poker, che però ha trovato davanti a sé un abile giocatore di scacchi); 3°) ha lanciato - come uno strozzino - prima la vecchia Europa contro la Russia, promettendole “mari e monti”, poi l’ha rovinata economicamente riempiendola di obbligazioni finanziarie e, infine, l’ha mollata dopo averla cosparsa di basi Nato e di debiti da pagare per le armi che lui ha venduto a Zelensky, ma che l’Europa ha pagato al posto degli “Usa e getta”; è proprio vero quel che diceva Kissinger: “Essere nemici dell’America è pericoloso, esserle amici è letale!”; 4°) ci ha lasciato un “Pontificato/finanziato” non solo americano ma americanista; infatti ha abbondantemente foraggiato (14 milioni di dollari) il Vaticano prima delle elezioni pontificie, quasi stessimo in America e non nella Santa Sede; sedendosi - inoltre - come un cowboy dentro la basilica di san Pietro a colloquio con Zelensky (presente cadavere Bergolii, cui ha dato le spalle con squisita educazione amaricana), al quale Macron non è stato ammesso. Trump o Trumpeldor?
Ora, «Trump/(eldor) (3) » assieme a Thiel/Palantir, per compiere il suo piano di diventare “l’unico dominatore mondiale”, dovrebbe abbattere la Russia, passando prima attraverso il crollo dell’Iran (il vero serio ostacolo che lo separa dall’aggressione alla Russia); poi con il petrolio iraniano, canadese, groenlandese e venezuelano nelle sue mani, potrebbe “affamare” o “strozzare” (da buon “bankster”) India e Cina … e il Nuovo Ordine Mondiale sarebbe fatto … ma la verità è la “conformità del pensiero umano alla realtà”; invece Trump da vero megalomane pensa di creare lui la realtà col suo pensiero. Il guaio è che mentre Cartesio lo diceva (“Cogito ergo sum”) ma non ci credeva, Trump ci crede veramente e tenta di applicare la sua folle ideologia a suon di bombe che fanno realmente male e non solo ideologicamente … Conclusione
Per concludere, ci si chiede, se possa nascere da quest’ordine di cose, proprio dell’Americanismo, qualcosa di buono; anche se esso fosse corretto da “destra”, ossia, dalla “Trump-filosofia” e dalla “Thiel/tecnologia”? Certamente “Dio può trarre dei figli di Abramo anche dalle pietre” (Lc., III, 8; Mt., III, 9), essendo onnipotente; ma, normalmente Egli lascia agire le cause seconde, ossia l’essere umano, e poi interviene con la sua “Grazia, che presuppone la natura, non la distrugge ma la perfeziona” (S. Th., I, q. 1, a. 8, ad 2). Dopo aver esaminato la dottrina di Thiel, uno dei principali leader del movimento della “destra” americana filo-trumpista, che si definisce “neo-conservatorismo nazional americano/post-liberale”, mi sembra che sia molto difficile vedere nel Trump/Thielismo o paleo/conservatorismo americanista una zattera di salvataggio per il povero mondo che sta andando a rotoli come il “Titanic” e che potrà essere restaurato solo dall’Onnipotenza divina, che tuttavia vuol servirsi anche delle cause seconde, nella misura in cui esse sono disposte a cooperare con la grazia di Dio, certamente non con “unioni contronatura”. Infatti, quale stabilità potrebbe avere un movimento politico che non è ancorato su saldi princìpi filosofici (politico/economici) e teologici (dogmatici e morali). Sembrerebbe piuttosto una casa costruita sulla sabbia e non sulla roccia. Basterebbe studiare il piano di Trump/Thiel per Gaza; inoltre, egli si è perfino vantato del fatto che suo genero Jared Kushner abbia convertito sua figlia al giudaismo lubavitcher. La benefattrice o finanziatrice principale di Trump è Miriam Adelson, ultra miliardaria padrona di un impero di 35 miliardi di dollari. Sionista convinta. Ella ha donato a Trump per la sua ultima campagna elettorale più di cento milioni di dollari (cfr. The Times of Israel, 17 ottobre 2024). Anche J. D. Vance e Marco Rubio sono stati finanziati dalle lobby ebraiche statunitensi. Certamente con questi princìpi non si va lontano, anche se si è accompagnati o teleguidati da “Palantir”. NOTE 1 - LEONE XIII, Enciclica Immortale Dei, dell’1-11-1885. 2 - JACQUES MARITAIN, I diritti dell’uomo e la legge naturale, trad. it., Vita e Pensiero, Milano 1977, p. 24. 3 - Iosif Trumpeldor, nato in Russia nel 1880, morto a Tel Hai in Palestina nel 1920, è stato un militante sionista fondatore nel 1915 della Legione ebraica assieme a Jabotinskij ad Alessandria d’Egitto sotto la protezione della GB e inquadrata nell’Esercito britannico. Egli è considerato un eroe nazionale d’Israele. Fu seguace di Teodoro Herzl nel 1897, durante il Primo Congresso Sionista in Basilea. Nel 1912 si trasferì in Palestina allora ottomana, prese parte attiva ad azioni di guerriglia contro i Palestinesi in bassa Galilea. Nel 1913 conobbe Zeev Jabotinskij all’XI Congresso Sionista di Vienna. Nel 1920 rimase ucciso in uno scontro a fuoco contro gli Arabi a Tel Hai. |