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| Mons. Strickland annuncia il “Digiuno di Ninive” in riparazione dei “peccati gravi” 20 marzo 2026 ![]() Mons. Joseph Strickland Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, Nel Vangelo ci sono momenti in cui perfino gli Apostoli – i più vicini a Nostro Signore – si imbattono in un tipo di male che richiede qualcosa di più. Essi erano stati inviati – avevano predicato – avevano scacciato i demoni nel Suo Nome. Eppure, in un momento si sono trovati nella impossibilità di liberare il figlio malato di un uomo. Non perché il potere di Cristo fosse venuto meno. Non perché la Sua autorità fosse diminuita, ma perché era stato rivelato qualcosa di più profondo. Quando ritornarono da Nostro Signore, Gli chiesero sottovoce: “Perché non abbiamo potuto scacciarlo?” E Nostro Signore rispose con parole che devono risuonare in ogni tempo, ma specialmente nel nostro: “Questo genere di demoni si scacciano solo con la preghiera e il digiuno” (Matteo 17, 20-21). L’autorità di Cristo è sempre sufficiente. Non c’è potere delle tenebre che possa resisterGli. Ma qui Egli rivela qualcosa che attiene alla nostra partecipazione, alla nostra cooperazione con la grazia. E cioè che ci sono momenti in cui siamo chiamati, non semplicemente ad agire … ma a prepararci … ad umiliarci … a pregare… e a digiunare. Perché nel mistero della Provvidenza di Dio, Egli ci permette di partecipare – di partecipare veramente – alla battaglia contro il male. E per noi che viviamo in questo mondo questo significa: Ci sono cose che non
cambieranno … ci sono mali che non verranno respinti … senza la
preghiera e senza il digiuno.
E quando vediamo il mondo che ci circonda, dobbiamo chiederci onestamente: stiamo vivendo in un tempo simile? Perché ciò a cui assistiamo non è semplicemente confusione, è qualcosa di più oscuro. Negli ultimi mesi sono emerse rivelazioni inquietanti, che rivelano una grave corruzione ai massimi livelli della società. Le emergenti informazioni legate alla rete criminale di Epstein hanno portato alla luce un mondo di sfruttamento – di traffico di essere umani, di abusi e di profonda depravazione morale, che coinvolgono individui potenti nei settori della finanza, della politica, dello spettacolo e del mondo accademico. Lo sfruttamento degli innocenti. Il traffico dei minori. La protezione del male attraverso la ricchezza e il potere. E solo adesso molti cominciano a comprendere la profondità di questa oscurità. Ma questo non dovrebbe sorprenderci. Perché quando una società si allontana dalla legge di Dio … non rimane neutrale. Essa precipita nelle tenebre. E quando i più vulnerabili – gli innocenti, specialmente o bambini – vengono danneggiati… questo peccato grida al Cielo. Papa Pio XII ammoniva: “forse il peccato più grave nel mondo di oggi è che gli uomini hanno cominciato a perdere il senso del peccato”. Non è forse questo quello che vediamo? Non solo il peccato che dilaga, … ma la perdita della consapevolezza del peccato. In passato, la nostra società era almeno in grado di riconoscere che alcune credenze e alcune azioni erano tabù, e coloro che si macchiavano di gravi peccati lo facevano in privato e con la consapevolezza della propria colpa. Ma adesso, mentre la nostra cultura sprofonda sempre più nell’oscurità, il peccato è spesso incoraggiato e perfino promosso. “Gridate il vostro aborto”, dicono. “Celebrate il vostro orgoglio! Seguite la vostra verità!” Ma dove porta tutto questo? La Sacra Scrittura parla con chiarezza: «Infatti l’ira di Dio si rivela dal Cielo
contro ogni empietà e ingiustizia di coloro che soffocano la
verità di Dio con l’ingiustizia» (Romani 1, 18).
«Mortificate dunque le vostre membra che
sono sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, desiderii
malvagi e cupidigia, che è il servizio degli idoli. Per queste
cose l’ira di Dio si abbatte sui figli dell’incredulità»
(Colossesi 3, 5-6).
«Ecco, verrà il giorno del Signore,
un giorno crudele, pieno di indignazione, di ira e di furore, per
ridurre la terra in una landa desolata e distruggere da essa i peccatori»
(Isaia 13, 9).
Queste non sono parole facili, ma sono vere. E ci ricordano che quando un grave male si diffonde nella società… il silenzio non è una opzione. Ma nemmeno l’indignazione è sufficiente. Possiamo parlare. Possiamo condannare. Possiamo smascherare. Ma se ci fermiamo qui … non abbiamo ancora fatto ciò che chiede il Cielo. Perché Nostro Signore ce l’ha detto: «ci sono mali che non
verranno respinti … senza la preghiera e senza il digiuno».
E questo ci porta a qualcosa che il mondo moderno ha quasi dimenticato: il digiuno. Viviamo in un tempo che rifugge il sacrificio. Rifugge il disagio. Rifugge la penitenza. Perfino tra i fedeli, mentre la preghiera rimane… il digiuno è in gran parte scomparso. Eppure, è una delle armi più potenti che Dio ci ha dato. San Basilio Magno insegna: «Il digiuno genera i profeti e rafforza i potenti; il digiuno rende saggi i legislatori. Il digiuno è un buona salvaguardia per l’anima, un fedele compagno per il corpo, un’arma per i valorosi e una palestra per gli atleti» (Omelia sul digiuno). Il digiuno ci rende umili. Disciplina la carne. Ci allontana da noi stessi e ci avvicina a Dio. Diventa un atto di riparazione, non solo per i nostri peccati, ma anche per i peccati degli altri. E in un mondo in cui il peccato è diventato pubblico … radicato … protetto … la riparazione non è un opzione. Non lo comprendiamo; non completamente. E quindi non reagiamo come dovremmo. Se vogliamo comprendere quel che Dio ci chiede ora, dobbiamo rivolgerci alla Scrittura. Ad una storia che molti conoscono, ma che forse non hanno mai approfondito. La storia di Giona. Dio disse a Giona di andare
a Ninive – una grande città nota per la sua malvagità – e
di lanciare un avvertimento: Pentiti
… o affronta la distruzione. Ma Giona non volle andare.
Fuggì. Si allontanò dalla missione che Dio gli aveva
affidato. E sappiamo cosa accadde dopo.
E questa volta … Giona andò. Andò in
città e annunciò l’avvertimento:
sta arrivando la distruzione. Non attenuò il messaggio. Nessuna
negoziazione. Nessuna strategia. Solo la verità.La tempesta. Il sorteggio. Il mare. E Giona, inghiottito dal grande pesce. Tre giorni … negli abissi. Un luogo di tenebre. Un luogo della resa dei conti. Un luogo da dove Giona non poteva più fuggire. E da lì si rivolse di nuovo a Dio. E Dio, nella Sua misericordia, gli affidò di nuovo la missione. Vai a Ninive.
E ciò che seguì è uno dei momenti più straordinari della storia della salvezza. La Scrittura ci dice: “E gli uomini di Ninive credettero in Dio. Proclamarono un digiuno, si vestirono di sacco, dal più grande al più piccolo” (Giona 3, 5). Il popolo credette. Perfino il Re si umiliò. Scese dal trono … Depose le vesti … si vestì da penitente. E ordinò a tutti di digiunare. E disse con umiltà: “Chi può dire se Dio si volgerà e perdonerà?”. Non c’era presunzione, solo umiltà, solo un grido di misericordia. E Dio vide le loro opere. Vide che si erano allontanati dal male. E non inviò la punizione. Sant’Agostino ci suggerisce una intuizione: “Desideri che la tua preghiera voli verso Dio? Dalle due ali: il digiuno e l’elemosina”. La preghiera da sola è potente. Ma unita al digiuno … si eleva. Giunge ovunque. Ed ora dobbiamo chiederci: Siamo pronti a rispondere come Ninive? Perché non siamo migliori di Ninive. Stiamo assistendo alla corruzione, che è profonda … sistemica … e gravemente malvagia. Allora, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo fare quello che hanno fatto loro! E’ per questo che stiamo lanciando quello che abbiamo chiamato il Digiuno di Ninive. Non è un impegno politico. Non è una campagna di soluzioni umane. E’ un volgersi a Dio. Un grido al Cielo. Il riconoscimento che quello che abbiamo davanti non può essere risolto solo con la forza umana. Questo impegno inizierà venerdì 27 marzo, e continuerà il quarto venerdì di ogni mese, per i prossimi otto mesi … per un totale di nove giorni di digiuno. Ognuno di questi giorni sarà offerto: In riparazione dei peccati
gravi, specialmente quelli commessi contro gli innocenti.
Per chiedere la misericordia di Dio sulla nostra nazione e sul nostro mondo. Come preghiera per la guarigione di coloro che hanno subito abuso e sfruttamento. Come supplica per la conversione dei cuori, specialmente di coloro che occupano posizioni di influenza. Questo è un invito a tutti: ai grandi e ai piccoli; ai noti e agli sconosciuti; proprio come a Ninive. Come si dovrebbe compiere questo digiuno? Ognuno secondo le proprie possibilità. Alcuni possono fare un digiuno più rigoroso: pane e acqua. Altri possono seguire la pratica tradizionale: un pasto completo … e due più leggeri. E coloro che non possono astenersi dal cibo, possono offrire altri sacrifici. Ma tutto deve essere accompagnato dalla preghiera. Raccomandiamo: la Santa Messa, il Rosario, la coroncina della Misericordia, l’adorazione eucaristica, l’ufficio divino, le letture spirituali. Perché il digiuno senza preghiera diventa solo sofferenza. Coloro che si sentono chiamati ad una più ampia partecipazione, per saperne di più possono visitare il sito NinevehNovena.org . Lì troverete: preghiere … una guida … come partecipare a questo appello al pentimento e alla misericordia per il nostro mondo. La Scrittura ci dà speranza:. «Se riconosciamo i nostri peccati, egli che
è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci
purificherà da ogni colpa» (I Giovanni 1, 9).
«Pentitevi dunque e cambiate vita,
perché siano cancellati i vostri peccati» (Atti 3,
19).
«Poiché il Signore vostro Dio
è clemente e misericordioso e non distoglierà lo sguardo
da voi, se voi farete ritorno a lui» (II Cronache 30, 9).
Questo non è un messaggio di disperazione, è un messaggio di urgenza e di speranza. Perché lo stesso Dio che risparmiò Ninive … regna ancora; vede ancora; risponde ancora. Ma la domanda non è cosa farà Dio… la domanda è: cosa faremo noi? C’è ancora tempo. Ma dobbiamo agire. Perché Nostro Signore ci ha già detto cosa è necessario: “Questo genere di demoni si scacciano solo con la preghiera e il digiuno”. Unitevi a noi a partire dal 27 marzo. Gridiamo insieme … non con rabbia … ma con pentimento. Non con paura … ma con fede. E imploriamo a Dio quello che solo Lui ci può dare: Misericordia. E che Dio onnipotente vi benedica, Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. + Vescovo Joseph E. Strickland Vescovo Emerito. |