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| La Chiesa sta tradendo Cristo? L’avvertimento di Lefebvre rivisto nel 2026 ![]() Cristo viene ancora tradito, non dai pagani, ma da coloro che sono all’interno della Sua stessa Chiesa? Ripresa da Padre Louis Perroy e da Mons. Marcel Lefebvre, questa incisiva riflessione per la Settimana Santa, sostiene che le ferite più profonde inferte oggi a Cristo provengono dall’interno della stessa gerarchia. Sessant’anni dopo il Vaticano II, la crisi non è più teorica, ma si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Nel suo libro L’Ascesa al Calvario [The Ascent of Calvary] Padre Louis Perroy scrisse di come le offese subite da Nostro Signore durante la Sua Passione, in un certo senso si rinnovino quando coloro che sono l’autorità sostengono leggi contrarie all’insegnamento cattolico: «Il sangue
affluì al volto di Gesù. Questo colpo segnò
l’inizio della Sua Passione. Accettandolo in silenzio, Egli si
sottopose in silenzio alla lunga serie di umiliazioni che seguirono. Da
quella notte fatale, Cristo viene colpito ogni volta che le
autorità sostengono leggi contrarie all’insegnamento della Sua
Chiesa.
Il grido è: “Perché questi dogmi così stretti” “Perché sottomettersi ad una Chiesa intollerante?” I diritti di Cesare sono supremi! E quando il Suo Spirito viene deriso ed escluso dalle nostre vite quotidiane e dalla società in generale, quando ci ribelliamo a certi comandamenti e commettiamo atti vergognosi, noi oltraggiamo Cristo davanti ai Suoi angeli e ai Suoi santi. Ancora una volta è l’orgoglio segreto che esige la libertà personale e il libero indulgere nel piacere: “Mi hai dato la libertà di azione solo per porvi dei limiti?” … E’ il vecchio grido di Lucifero: “Non servirò!”» (p. 29).
Quando Padre Perroy pubblicò questo libro nel 1922, probabilmente intendeva che queste parole si applicassero alle autorità secolari piuttosto che alle autorità all’interno della Chiesa cattolica. Tuttavia, se gli fosse stato chiesto della possibilità che i capi della Chiesa cattolica sostenessero leggi anticattoliche, sicuramente avrebbe affermato che ciò costituirebbe un insulto incomparabilmente peggiore a Nostro Signore. In effetti, le parole di Padre Perroy sul tradimento di Cristo da parte di Giuda, potrebbero applicarsi anche alla possibilità che autorità dentro la Chiesa sostengano insegnamenti anticattolici: «Fin dal tradimento di
Giuda, essere traditi da una persona cara è sempre stata la
sofferenza più acuta conosciuta dal cuore umano; e Dio non
risparmia nemmeno questa a coloro che aspirano a somigliare a Suo
Figlio» (p. 123).
E se dovessimo stilare una classifica delle offese a Dio, sembrerebbe evidente che le bestemmie dei pagani non siano nulla in confronto ai casi in cui i presunti capi della Chiesa cattolica indeboliscono o, peggio ancora, contraddicono l’insegnamento cattolico. Che la gerarchia della Chiesa promuova errori anticattolici è probabilmente il peggior tradimento possibile nei confronti di Nostro Signore. Tenendo presente queste considerazioni di Padre Perroy, possiamo adesso guardare a quello che scrisse Mons. Marcel Lefebvre nella prefazione al suo libro del 1976: Accuso il Concilio!, nel quale parlava della crisi nella Chiesa cattolica in termini di un nuovo tradimento contro Nostro Signore Gesù Cristo e la Sua Chiesa: «Niente sembra
più opportuno in questi giorni, quando le vicende di Ecône
mettono in luce il grave problema delle intenzioni del Concilio
Vaticano II e della sua influenza sull’autodistruzione della Chiesa,
che pubblicare i documenti redatti nel corso del Concilio stesso … La
conclusione è inevitabile, specialmente alla luce del diffuso
sconvolgimento che la Chiesa ha vissuto fin dal Concilio Vaticano II.
Questo evento distruttivo per la Chiesa cattolica e per tutta la civiltà cristiana non è stato guidato dallo Spirito Santo. Denunciare pubblicamente le macchinazioni degli uomini di Chiesa che hanno cercato di fare di questo Concilio la pace di Yalta della Chiesa con i suoi peggiori nemici, che in realtà è un nuovo tradimento di Nostro Signore Gesù Cristo e della Sua Chiesa, significa rendere un immenso servizio a Nostro Signore e alla salvezza delle anime» (p. xi). Mons. Lefebvre cercò di “denunciare pubblicamente le macchinazioni degli uomini di Chiesa” che avrebbero tradito Nostro Signore Gesù Cristo e la Sua Chiesa. Riprendendo le parole di Padre Perroy riportate prima, Mons. Lefebvre non poteva rimanere in silenzio mentre Nostro Signore veniva aggredito e deriso da falsi pastori. Come poteva un vero cattolico permettere che le grida di “obbedienza!” soffocassero l’istinto di difendere i diritti di Cristo Re? Cosa individuò dunque Mons. Lefebvre come modi in cui Nostro Signore veniva tradito dai falsi pastori? Uno dei documenti contenuti in Accuso il Concilio! ci offre una preziosa visione dei tradimenti che Mons. Lefebvre vide appena pochi anni dopo il Concilio. Nella sua lettera del 1966 al Cardinale Alfredo Ottaviani, tra le altre cose, espose diversi dubbi che il Concilio e le sue riforme avevano suscitato: - “Dubbi sulla
necessità della Chiesa e dei sacramenti che portano alla
scomparsa delle vocazioni sacerdotali”.
- “Dubbi sulla necessità e sulla natura della ‘conversione’ di ogni anima, riguardano la scomparsa delle vocazioni religiose, la distruzione della spiritualità tradizionale nei noviziati e l’inutilità delle missioni”. - “Dubbi sulla legittimità dell’autorità e sulla necessità dell’obbedienza, causati dall’esaltazione della dignità umana, dell’autonomia di coscienza e della libertà, stanno turbando tutte le società, a cominciare dalla Chiesa: le società religiose, le diocesi, la società secolare, la famiglia”. - “Dubbi sulla necessità della grazia per la salvezza portano a una scarsa considerazione del battesimo, tanto che in futuro si tende a rimandarlo, e causano la trascuratezza del sacramento della Penitenza. Questo è un atteggiamento tipico del clero, non dei fedeli. Lo stesso accade riguardo alla Presenza Reale: è il clero che si comporta come se non credesse più, nascondendo il Santissimo Sacramento, sopprimendo ogni segno di rispetto verso le Sacre Specie e ogni cerimonia in Suo onore. - “Dubbi sulla necessità della Chiesa cattolica come unica vera religione, unica fonte di salvezza, derivanti dalle dichiarazioni sull’ecumenismo e sulla libertà religiosa, stanno minando l’autorità del Magistero della Chiesa. Di fatto, Roma non è più l’unica e necessaria ‘Magistra Veritatis’ [Maestra di Verità]”. Mons. Lefebvre inviò queste osservazioni al Cardinale Ottaviani circa sessant’anni fa, eppure esse rimangono tra le più accurate descrizioni delle dolorose ferite inferte al Corpo Mistico di Cristo che osserviamo nel 2026. Inoltre, ogni altro male che vediamo venire da Roma – dal Sinodo sulla sinodalità alla Pachamama – è stato facilitato in un modo o nell’altro dal fatto che questi dubbi sono persistiti per decenni. E’ come se le autorità più influenti di Roma avessero assistito alla Passione di Nostro Signore ininterrottamente per sessant’anni: non alleviando le sofferenze di Gesù, ma trovando nuovi modi per renderle più dolorose e degradanti. Se vogliamo vedere più da vicino il tradimento di Gesù perpetrato da coloro che si trovano a Roma, possiamo riflettere sulle parole di Padre Perroy: molte delle idee da lui espresse si riferiscono alla sete di libertà personale e al rifiuto della legge di Dio. Come descritto da Mons. Lefebvre in Accuso il Concilio! Questo tema è stato di fondamentale importanza al Vaticano II: «Nessun argomento
è stato oggetto di intense discussioni come quello della
“libertà religiosa”, probabilmente perché nessuno
interessava tanto i nemici della Chiesa. Esso era l’obiettivo
principale del liberalismo.
Liberali, massoni e protestanti erano pienamente consapevoli che in questo modo potevano colpire al cuore stesso la Chiesa cattolica. Costringendola ad accettare la legge comune delle società secolari, l’avrebbero ridotta ad una mera setta come le altre e l’avrebbero fatta scomparire, perché la verità non può rinunciare ai suoi diritti sull’errore senza rinnegare se stessa e quindi scomparire» (p. 17). Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante ai nostri giorni, poiché ci spiega perché l’errore sembra godere diritti illimitati, mentre la verità non ne ha più. Questo è il caso, non solo nella società secolare, ma anche nella Chiesa, dove ai pubblici eretici vengono concessi più diritti rispetto ai cattolici tradizionali: coloro che vogliono flagellare Cristo vengono esaltati, mentre coloro che cercano di difenderlo vengono derisi. Alcuni potrebbero sostenere che al Concilio non ci fu un vero scontro di idee su questo punto della libertà religiosa, ma come ha scritto Mons. Lefebvre non fu affatto così: «Si deve notare che
questo tema è stato oggetto di un acceso dibattito nell’ultima
sessione della Commissione Centrale preliminare del Concilio. Infatti,
in quella sede furono elaborati due schemi: uno dalla Segreteria per
l’Unità diretta dal Cardinale Bea, l’altro dalla Commissione
Teologica presieduta dal Cardinale Ottaviani. Significativo è
già il titolo degli schemi: il primo era De Libertate Religiosa, espressione
della tesi liberale; il secondo era De
Tolerantia Religiosa, che riecheggia l’insegnamento tradizionale
della Chiesa». (p. 17)
E’ dunque innegabile che vi fu un acceso scontro di idee, con l’insegnamento cattolico tradizionale che cedette il passo alla tesi liberale. Questa sola realtà è sufficiente a smentire l’assurdo convincimento che il Concilio non abbia cambiato nulla. Come osservò Mons. Lefebvre: anche Yves Congar lo ammise: «Così, Padre Congar, della Segreteria
dell’episcopato francese, nel Bollettino Études et Documents del 15
giugno 1965, scrisse: “Ciò che è nuovo in questo
insegnamento rispetto alla dottrina di Leone XIII e persino di Pio XII,
sebbene il movimento cominciasse già a farsi sentire, è
la determinazione del fondamento peculiare di questa libertà,
che non si ricerca nella verità oggettiva del bene morale o
religioso, ma nella qualità ontologica della persona umana”.
Così la libertà religiosa non si concentra più sul
rapporto con Dio, ma sul rapporto con l’uomo! Questo è in
effetti il punto di vista liberale». (p. 18)
Il trionfo del punto di vista liberale fu effettivamente il trionfo delle idee anticattoliche, che Padre Perroy ha descritto sopra, tanto che adesso assistiamo ad una serie perpetua di offese contro Nostro Signore, condotte (falsamente) in nome della Chiesa. Per quanto insignificante possa sembrare ad alcuni lo spostamento dell’attenzione da Dio all’uomo (come fondamento della libertà religiosa), è stato una delle battaglie più importanti del Concilio e ha portato a un profondo cambiamento nel modo in cui molti cattolici vedono la Fede. Insieme al falso ecumenismo, questo sviluppo è stato la causa principale di tutti i dubbi che Mons. Lefebvre elencò nella sua lettera del 1966 al Cardinale Ottaviani. E queste due idee – libertà religiosa e falso ecumenismo – sono state usate per tradire continuamente Nostro Signore e la Sua Chiesa negli ultimi sessant’anni. Ogni Settimana Santa, la Chiesa ci ricorda quanto Nostro Signore abbia sofferto durante la Sua Passione per salvarci dai nostri peccati. E utile così ricordare quanto Gesù sia offeso oggi da coloro che continuano a perpetuare i dubbi che Mons. Lefebvre avanzava nel 1966. Negli ultimi sessant’anni, Roma non ha fatto nulla per risolvere tali dubbi a favore del cattolicesimo, anzi, per molti versi, li ha perfino aggravati. Mentre Roma non si è adoperata per porre fine a queste offese contro Dio, ha fatto invece una crociata per perseguitare coloro che aderiscono a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato (e in cui deve sempre credere). Tutto questo porta ad una decisione molto chiara: piuttosto che scegliere l’obbedienza cieca a coloro che ci chiedono di avallare la loro persecuzione contro Nostro Signore, è meglio seguire Mons. Lefebvre e rifiutarci di abbandonare la Madonna Addolorata ai piedi della Croce di suo Figlio. Madonna Addolorata, prega per noi! |