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| Con Gesù al mio fianco, non temo nulla! ![]() Santa Messa in convento Adrian è un giovane russo che è cresciuto, come migliaia dei suoi compatrioti, in una famiglia atea. Ma un giorno, all’età di 22 anni, egli scoprì l’amore di Dio. Da allora, l’unico scopo della sua vita fu amare e servire Colui che, senza alcun merito da parte sua, lo aveva preso per mano per condurlo sul cammino della santità. Ecco la storia «Io ho avuto dei genitori formidabili che mi hanno allevato bene e mi hanno dato tutto quello di cui avevo bisogno per diventare un adulto compiuto. Tutto, tranne la fede! Sono nato in un tempo in cui era proibito credere in Dio. Per timore delle persecuzioni religiose, i miei nonni non avevano trasmesso la fede ai loro figli. Questi vissero in un periodo in cui i cristiani erano ostracizzati, disprezzati, ridicolizzati … Senza chiese, senza sacerdoti, un’intera generazione perse la fede, soffocata dalle menzogne propinate quotidianamente dai sostenitori del comunismo. Adrian, già da piccolo, si poneva domande importanti: «Quando avevo sette anni, mi ricordo che spesso, alla fine della giornata, andavo nel nostro giardino e contemplavo le stelle nel cielo, e le montagne che circondavano la nostra città. Mi chiedevo allora, da dove venisse questa onnipotenza che regnava sul mondo». Più tardi, da adolescente, continuava a porsi delle domande fondamentali: «Chi sono? Perché vivo? Cosa c’è dopo la morte?». Quello che gli avevano raccontato a scuola non riusciva a soddisfarlo. Peraltro, la sua visione della fede era falsa. Gli si diceva che i cristiani erano delle persone tristi che si chiudevano in chiesa a pregare e che obbedivano a regole molto severe. A diciotto anni, Adrian non aveva ancora incontrato dei sacerdoti, né dei religiosi, né qualcuno che fosse animato dalla fede. E sebbene non avesse mai aperto un Vangelo, era convinto che quel libro impedisse ai cristiani di ridere e di divertirsi. Per lui, i monasteri erano una specie di rifugio per i disperati. A vent’anni divenne tecnico del suono a Mosca. Lo si chiamava per registrare delle feste e dei concerti, guadagnava bene e tutto sembrava riuscirgli: «Avevo uno stipendio sostanzioso per quel tempo: mille dollari al mese, e frequentavo persone celebri. Durante una festa di fine anno, un ricco cliente soddisfatto del mio lavoro mi offrì in regalo una grossa mazzetta di dollari, invitandomi a divertirmi durante il veglione… Mi ritrovai con tutto quel denaro in mano e mi chiedevo cosa ne avrei fatto. Andare al ristorante?, non ne avevo voglia. Comprare dei vestiti? Una automobile? Ma avevo già tutto questo. Viaggiare all’estero? Ero già stato in Inghilterra, in Germania, per lavoro, e non avevo trovato qualcuno con cui parlare. In breve, la mia vita mi sembrava all’improvviso senza senso! Era il colmo: ero in buona salute, avevo un lavoro, del denaro, e non ero felice! Per evitare di rimuginare questi pensieri, cercai di distrarmi: andavo a vedere degli spettacoli, viaggiavo … Niente, a parte il mio lavoro che mi appassionava, non riuscivo ad alleviare la mia noia. Alla fine, regalai il mio denaro ai miei fratelli e alle mie sorelle … Infine, non trovando ancora nulla che mi appassionasse, decisi di riprendere gli studi, la sera. Quali? Non ne avevo idea; volevo solo smettere di passare le mie serate da solo con la mia depressione. Un giorno, mentre cercavo delle informazioni su un corso di yoga, trovai un volantino che parlava di un corso di lingua polacca. Senza alcun motivo, la cosa mi attirò. Due giorni dopo, mi iscrissi, provocando la sorpresa dei miei colleghi di lavoro. Mi chiedevano perché invece non avessi scelto l’inglese. Come me, essi non sapevano che Dio metteva in opera il suo piano!». I corsi lo interessarono! Bisogna dire che l’insegnate, una signora polacca il cui marito lavorava da anni a Mosca, era una insegnate straordinaria, che entusiasmava i suoi allievi e faceva lo scoprire mille sfaccettature della cultura russa e polacca. Un giorno, ella invitò i suoi allievi a visitare un luogo in cui avrebbero potuto scoprire la lingua polacca «dal vivo». Con loro grande sorpresa, gli allievi si ritrovarono nella cappella di un convento di religiose francescane polacche a Mosca, per assistere ad una Messa in polacco. Messa, cappella, religiose … tutto questo era completamente nuovo per Adrian: «Si aprì la porta, e in quel momento ebbi il primo shock. Non era una religiosa triste e sopraffatta dal peso della vita, ma una giovane suora sorridente che ci accolse e ci condusse nella cappella. «Là ebbi il mio secondo shock: mi aspettavo un locale triste e buio, e mi ritrovai in un luogo scintillante di candele accese e di pitture dorate. Alcuni parrocchiani erano inginocchiati. Maldestramente, mi inginocchiai per fare come loro. «Durante la Messa, osservai la mia insegnante e altri allievi. Quando li vidi tornare dalla Comunione e pregare con tanto fervore, improvvisamente mi convinsi che parlavano veramente con qualcuno. Con quel Dio che io cercavo da sempre. Ebbi solo un desiderio: sapere tutto sul cristianesimo!». Adrian, allora, andò a parlare col cappellano del convento e gli pose mille domande. Si sentì attratto ad assistere alla Messa. Iniziò a frequentare regolarmente la cappella: tutto quello che scoprì su Gesù Cristo lo meravigliò: «Mi avevano sempre parlato di chiese, al plurale. Avevo soprattutto inteso parlare degli ortodossi, che sono i più numerosi nel mio paese. Nel Vangelo ho scoperto che Gesù aveva fondato solo una Chiesa e che aveva messo San Pietro a capo di questa sola Chiesa. Se il Papa è il successore di Pietro, il resto è venuto di conseguenza: solo la religione cattolica è quella vera!». Adrian si preparò per il Battesimo. Dopo due anni di catecumenato ricevette il Battesimo la notte di Pasqua 1996. Due mesi dopo ricevette la Cresima. «In quel periodo, io pregavo spesso il Buon Dio perché mi indicasse cosa si aspettasse da me. Mi sentivo sempre più “estraneo” nel mio ambiente, nell’ambito del mio lavoro, che prima mi appassionava e che adesso mi sembrava così superficiale! Il Buon Dio ascoltò le mie preghiere! Nel 1998, fui messo in contatto con dei religiosi francescani che volevano noleggiare del materiale audio per una importante celebrazione religiosa. Mi invitarono a visitare la loro comunità nella periferia di Mosca. Rimasi affascinato dalla loro vita e del loro apostolato! Due anni dopo il mio Battesimo, abbandonai la città e i suoi dollari per unirmi a loro. Non me ne sono mai pentito… Oh! La vita al monastero è tutt’altro che facile. La giornata è regolata come nell’esercito. La cosa più difficile, però, non è né il ritmo, né l'austerità, ma piuttosto le “tentazioni”. Più l’uomo si avvicina a Dio, più Satana si batte per riprenderselo, mi fu insegnato durante il mio noviziato. E’ proprio vero. Egli ci tenta a litigare con i nostri fratelli, ci invia pensieri oscuri … Per fortuna, in questa lotta non siamo soli. Tutti i giorni traggo la forza per diventare santo assistendo al Santo Sacrificio della Messa e ricevendo il mio divino Maestro nella Comunione. Con Lui al mio fianco, non temo nulla! C.V. Articolo pubblicato nel Courrier des Croisés n° 248, di marzo 2019. Per ricevere questa rivista mensile scrivere a bruxelles.ce@fsspx.be |