Iran, sionismo cristiano

e l’errore dell’Antica Alleanza:

una riflessione cattolica



di Robert Morrison



Pubblicato sul sito americano The Remnant





Il Cardinale Bea, Giovanni Paolo II
e Mosè


Giovanni Paolo II ha contraddetto l’insegnamento cattolico sull’Antica Alleanza? E quali sono le conseguenze concrete oggi?

Mentre le tensioni con l’Iran aumentano e il sionismo cristiano guadagna influenza, la presente analisi esamina il Concilio Vaticano II, il cardinale Bea e una disputa teologica con implicazioni globali per la Chiesa, la conversione e la stessa verità.

Il Consiglio dei Centri per le Relazioni Ebraico-Cristiane rende il seguente omaggio al modo in cui il Cardinale Augustin Bea ha contribuito a superare diverse sfide per promuovere la Dichiarazione del Concilio Vaticano II sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane: Nostra Aetate.

Il processo che portò alla nascita di Nostra Aetate rappresentò una sfida ardua per il cardinale Augustin Bea, Presidente del Segretariato per l’Unità dei Cristiani, al quale Papa Giovanni XXIII aveva affidato questo compito. . . .

L’iniziativa incontrò opposizione sia all’interno che all’esterno del Concilio. Alcuni vescovi si mostrarono riluttanti all’idea di modificare insegnamenti consolidati, mentre altri temevano per la sicurezza delle minoranze cristiane nei paesi a maggioranza musulmana. . . .
Nonostante queste difficoltà, dopo aver elaborato una serie di bozze, la Dichiarazione fu ufficialmente promulgata in seguito a una votazione finale a stragrande maggioranza favorevole (2221 voti a favore, 88 contrari) il 28 ottobre 1965.

Per la prima volta nei suoi quasi duemila anni di storia, un Concilio formale della Chiesa cattolica aveva emanato una Dichiarazione autorevole sulle relazioni cattolico-ebraiche.

Per quanto i cattolici tradizionali abbiano validi motivi per essere contrari al lavoro del Cardinale Bea (inclusa Nostra Aetate), è innegabile che egli possedesse le qualifiche uniche per interpretare il documento, in quanto ne fu l’artefice e guidò tutti i negoziati ad esso relativi.

Inoltre, come si evince dall’omaggio citato in precedenza, è tuttora considerato dagli Ebrei uno dei grandi difensori cristiani della causa ebraica per il suo lavoro al Concilio.

Per questo motivo, è significativo che le posizioni di Giovanni Paolo II (riportate di seguito) relative all’Antica Alleanza fossero fermamente opposte a quelle sostenute dal Cardinale Bea nel suo libro su Nostra Aetate.

Poiché i sionisti cristiani insistono sul fatto che la Bibbia ci imponga di sostenere la guerra contro l’Iran, questa contrapposizione tra Giovanni Paolo II e il Cardinale Bea ha assunto un impatto ancora maggiore.

Possiamo iniziare con le parole di Giovanni Paolo II sull’Antica Alleanza, che molti cattolici credono naturalmente che rappresentino la posizione cattolica:

17 novembre 1980: «La prima dimensione di questo dialogo, cioè l’incontro tra il popolo di Dio dell’Antica Alleanza, mai rinnegata da Dio (cfr. Rom 11,29), e quello della Nuova Alleanza, è al tempo stesso un dialogo all’interno della nostra Chiesa, per così dire tra la prima e la seconda parte della sua Bibbia».

11 settembre 1987: «È opportuno, all’inizio del nostro incontro, sottolineare la nostra fede nell’Unico Dio, che scelse Abramo, Isacco e Giacobbe e stipulò con loro un Patto di amore eterno, che non fu mai revocato (Cfr. Gen. 27, 12; Rom. 11, 29).

28 aprile 1999: «Alcune grandi feste come la Pasqua e la Pentecoste richiamano l’anno liturgico ebraico e sono occasioni eccellenti per ricordare nella preghiera il popolo che Dio ha eletto e ama (cfr. Rom 11,2). Oggi il dialogo significa che i cristiani dovrebbero essere più consapevoli di questi elementi che ci avvicinano. Così come prendiamo atto del “patto mai revocato da Dio” (cfr. Insegnamenti, 1980, [III/2], pp. 1272-1276), allo stesso modo dovremmo considerare il valore intrinseco dell’Antico Testamento (cfr. Dei Verbum, n. 3), anche se questo acquista il suo pieno significato solo alla luce del Nuovo Testamento e contiene promesse che si compiono in Gesù».

Chiaramente la questione dell’abolizione dell’Antica Alleanza riveste una immensa importanza nella teologia cattolica, e Giovanni Paolo II ha affermato in modo inequivocabile che Dio non l’ha abolita.
Dichiarando che l’Antica Alleanza non è stata abolita, Giovanni Paolo II ha ribadito che, secondo la posizione cattolica, gli Ebrei possono essere salvati praticando sia la religione ebraica sia quella cattolica: Dio si compiace di entrambe.
Di conseguenza, se Giovanni Paolo II avesse ragione, non ci sarebbe alcun reale bisogno di tentare di convertire gli Ebrei al cattolicesimo.

In questo contesto, possiamo valutare le parole del cardinale Augustin Bea tratte dal suo libro “La Chiesa e il popolo ebraico: un commento alla Dichiarazione del Concilio Vaticano II sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane”.

Una delle prime idee fondamentali del suo libro è che la carità esige che i cattolici parlino con sincerità delle religioni non cattoliche, incluso l’ebraismo:
“Il rispetto per la verità esige che nel corso di questo commento vengano dette certe cose che non fanno molto onore agli Ebrei, e sebbene sia nostro dovere esprimerle in modo equo, moderato e caritatevole, esse devono comunque essere dette.” (p. 17)

Sebbene i cattolici tradizionali abbiano buone ragioni per criticare le libertà che Bea si prende con la verità, soprattutto in relazione al falso ecumenismo, in questo caso ha ovviamente ragione. La carità e il rispetto per la verità esigono che i cattolici presentino correttamente la religione cattolica, anche se ciò significa deludere i non cattolici.

Passando al contenuto rilevante del suo libro su Nostra Aetate, Bea ha affrontato la questione dell’Antica Alleanza con il massimo rispetto possibile per il popolo ebraico, fino al punto di respingere qualsiasi ipotesi che Dio li avesse “rigettati”.

Tuttavia, è chiaro da quanto ha affermato (qui sotto) che questo non significa che l’Antica Alleanza rimanga in vigore, bensì che gli Ebrei possono ora essere salvati nello stesso modo in cui lo sono stati San Paolo e molti altri, seguendo la religione cattolica.
Tre passaggi espongono il suo punto di vista.

- «A causa del rifiuto di molti Ebrei di accettare il Vangelo... Dio affidò il Suo raccolto ai gentili offrendo loro il Vangelo. Come è ampiamente narrato negli Atti degli Apostoli, molti gentili lo ricevettero e lo accolsero.
Applicando la metafora dell’ulivo a questa situazione, san Paolo scrive: «...alcuni dei rami del buon olivo furono spezzati», vale a dire che molti membri del popolo eletto, che in origine erano destinati ad essere i primi cittadini del regno di Dio, rimasero esclusi dal nuovo popolo di Dio a causa del loro rifiuto di credere.» (pp. 61-62).

- «Abbiamo già visto sopra alcune prove che dimostrano chiaramente che, anche dopo la condanna di Gesù, Dio non ha in alcun modo rigettato il popolo che aveva scelto. Al contrario, ha continuato a offrire loro il Vangelo della salvezza. Gli Apostoli trascorrono i primi decenni del loro ministero predicando agli Ebrei della Palestina e, quando iniziarono ad andare oltre i suoi confini, si rivolsero in primo luogo agli Ebrei della diaspora». (p. 91)

- «Evidentemente il popolo ebraico non è più il popolo di Dio nel senso di una istituzione per la salvezza dell’umanità. La ragione di ciò, tuttavia, non è che sia stato rigettato, ma semplicemente che la sua funzione di preparazione del regno di Dio è terminata con l’avvento di Cristo e la fondazione della Chiesa. Da allora in poi, la natura del popolo di Dio e il modo di esservi incorporati sono cambiati completamente: il “popolo di Dio” del Nuovo Testamento non è più confinato a una singola nazione e si propaga non più per discendenza secondo la carne, ma per fede». (p. 96)

Il messaggio del Cardinale Bea era chiaro: l’Antica Alleanza non è più in vigore, ma gli Ebrei possono essere salvati se seguono la religione della Nuova Alleanza.
Se fosse stato possibile per  Nostra Aetate essere più favorevole alla religione ebraica, lo sarebbe stata.

Ma dalle parole del Cardinale Bea possiamo concludere che non c’era modo che la religione cattolica potesse accogliere la posizione secondo cui l’Antica Alleanza rimane in vigore. Pertanto, la posizione di Giovanni Paolo II era chiaramente contraria al cattolicesimo e alla Nostra Aetate del Concilio Vaticano II.

Purtroppo, le conseguenze di tutto ciò vanno ben oltre le questioni relative all'ortodossia di Giovanni Paolo II. Sebbene non sia possibile quantificare il danno con precisione, vi sono almeno quattro conseguenze negative significative derivanti dalla distorsione della posizione cattolica operata da Giovanni Paolo II:

Innanzitutto, e soprattutto, è un’offesa gravissima a Dio che i presunti capi della Chiesa Cattolica affermino che non sia necessario diventare cattolici. Il falso ecumenismo perpetua quest’offesa in generale, ma la posizione di Giovanni Paolo II è infinitamente peggiore perché l’adesione all’Antica Alleanza oggi implica un rifiuto specifico di Gesù Cristo.
Così, il Vicario di Cristo ha detto al mondo che gli Ebrei servivano Dio in modo gradito rifiutando Cristo.
Questo (insieme a molte altre “riforme” del tempo del Concilio Vaticano II) certamente attira l’ira di Dio, che constatiamo quando Egli ci permette di sperimentare i mali causati dai falsi pastori.

In secondo luogo, è evidente che questa posizione, in generale, contrasta gli sforzi per convertire gli Ebrei alla fede cattolica. Questo abbandono, del tutto privo di carità, degli sforzi per convertire gli Ebrei non solo porta alla perdita di anime, ma anche a una diminuzione dell’influenza complessiva della religione cattolica: meno Ebrei convertiti significano meno cattolici, il che di solito comporta un indebolimento dell’influenza cattolica nel mondo.
Ciò è particolarmente significativo oggi, quando la luce dell’autentico insegnamento cattolico è così necessaria eppure così scarsa.

In terzo luogo, questo tentativo maldestro di modificare la dottrina cattolica ha fornito munizioni ai nemici del cattolicesimo. Sebbene non vi sia nulla di antisemita nella vera posizione cattolica, il vero scopo delle parole di Giovanni Paolo II citate sopra è quello di “rettificare” la dottrina cattolica “spietata”, al punto che le parole del cardinale Bea sarebbero ora considerate antisemite, persino da alcuni vescovi cattolici.

Infine, i presunti cambiamenti nell’insegnamento cattolico, come quelli perpetrati da Giovanni Paolo II, mettono in discussione l’autorità morale e dottrinale della Chiesa. Se la Chiesa può cambiare completamente il suo insegnamento in questo modo, ci si potrebbe chiedere, come possiamo fidarci di essa in qualsiasi altro ambito?
Questa realtà catastrofica dissuade le anime dall’entrare nella Chiesa e spinge coloro che già ne fanno parte ad abbandonarla.

La guerra con l’Iran ha manifestato e amplificato in modo drammatico i danni derivanti dalla distorsione delle credenze cattoliche.
Mentre i sionisti cristiani esercitano la loro influenza spingendo gli Stati Uniti a paralizzarsi e a diffondere il caos in tutto il mondo per servire Israele, abbiamo disperatamente bisogno della grazia di Dio e della Sua verità.

Eppure, sempre più spesso, affermare le vere posizioni cattoliche viene accolto con accuse ingiuste e insensate di antisemitismo.
Senza l’intervento di Dio, ci troviamo di fronte non solo alla prospettiva di una calamità mondiale, ma anche ad un drammatico aumento delle persecuzioni fisiche semplicemente per aver aderito a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato.

Anche senza la guerra in Iran, sarebbe importante per i capi cattolici correggere gli errori diffusi da Giovanni Paolo II riguardo all’Antica Alleanza.
Ora, però, sembra esserci un bisogno impellente per i cattolici di trovare il coraggio di parlare onestamente del fatto che i sionisti cristiani ci hanno trascinato in una guerra religiosa basata su credenze eretiche che si oppongono direttamente all’inequivocabile insegnamento di Cristo.

Per fare ciò, i cattolici più seri devono prendere coscienza della spiacevole realtà che Giovanni Paolo II, pur avendo indubbiamente delle doti, si sbagliava clamorosamente sull’Antica Alleanza.
Se, tuttavia, i cattolici rimangono in silenzio di fronte alla promozione dell’Antica Alleanza da parte dei sionisti cristiani, allora non adempiamo ai nostri doveri sotto la Nuova Alleanza.

Cuore Immacolato di Maria, prega per noi!
 






aprile 2026
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