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| Papa Leone XIV continua a comporre la nuova Curia ![]() Fedeli in piazza San Pietro Con una serie di nomine annunciate il 30 marzo 2026, alcuni giorni prima di Pasqua, Papa Leone XIV ha delineato i contorni di un pontificato che, senza rinnegare l’eredità del suo immediato predecessore, sceglie la via di una «romanità» trascurata da diversi anni. Il rimpasto più spettacolare ha per oggetto Mons. Edgard Peña Parra. Finora Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato – vero «Ministro degli Interni» della Santa Sede -, il prelato venezuelano è stato trasferito alla Nunziatura d’Italia. Lo spostamento può sorprendere – la carica di Sostituto portava spesso a incarichi curiali più elevati – ma oltretevere si minimizza sottolineando l’importanza strategica che il Papa attribuisce ormai alle relazioni con lo Stato italiano. A succedere in questo posto chiave dell’amministrazione vaticana, Leone XIV ha scelto l’italiano Paolo Rudelli, di 55 anni. Diplomatico di lungo corso, egli è stato a Strasburgo, nello Zimbabwe e nella Colombia, ed il principale assistente del cardinale Pietro Parolin. Gli è stato affidato l’incarico di gestire gli affari quotidiani del Papa, la stesura dei documenti ufficiali alla scuola dell’Anello del Pescatore. Colmare le lacune e riaffermare la collegialità Il Papa ha anche posto fine ad una lunga vacanza della guida della Casa pontificia. Il posto è stato assegnato al canadese Peter Rajic, ex Nunzio in Italia, che riprende l’incarico lasciato vacante fin dall’allontanamento di Mons. Georg Gänswein, e sarà affiancato da Padre Edward Daniang Dalenge, nominato vice-reggente, rafforzando in tal modo la presenza dell’Ordine degli Agostiniani – da cui proviene il Papa – ai più alti livelli della Curia. Quest’ultima nomina insieme a quella dell’australiano Anthony Randazzo a Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi, illustrano perfettamente il «profilo ideale» voluto dall’attuale successore di Pietro. Membro dell’ex Congregazione per la Dottrina della Fede, sotto il pontificato di Benedetto XVI, Mons. Randazzo mette insieme una solida cultura romana e una buona esperienza pastorale, garantendo così un approccio pragmatico. E’ opportuno ricordare che la Prefettura della Casa pontificia ha il compito di organizzare il servizio di anticamera e di preparare le udienze solenni che il Papa concede ai Capi di Stato, ai Capi di Governo, ai Ministri e ad altre importanti personalità, nonché agli Ambasciatori che arrivano in Vaticano per presentare le loro Lettere Credenziali. Si occupa anche delle udienze private, speciali e generali, nonché delle visite delle persone che vengono presentate al Sommo Pontefice. Organizza anche le cerimonie pontificie, escluse quelle liturgiche, gli Esercizi Spirituali del Santo Padre, del Collegio dei Cardinali e della Curia romana. La scommessa della pacificazione Questi movimenti confermano una precisa direzione: il ritorno al principio che i Capi del Dicasteri e delle Accademie Pontificie (come Mons. Renzo Pegoraro all’Accademia per la Vita) devono essere degli arcivescovi. Mentre già circolano le voci di un possibile cambiamento al vertice del Dicastero per la Comunicazione, dove un prelato dovrebbe sostituire il laico Paolo Ruffini, Papa Leone XIV sembra deciso a dare alla Chiesa una struttura istituzionale, più romana. Si spera che il ritorno alle tradizioni non si fermi qui, ma riguardi tutta la vita della Chiesa. |