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| Pellegrinaggio Nostra Signora della Cristianità da Roma a Subiaco: parlano gli organizzatori aprile 2026 ![]() MiL ne ha già dato ampio riscontro qui e qui. Oggi siamo lieti di dare la parola ad uno degli organizzatori: Giacomo Mollo, che ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande. Vi proponiamo qui di seguito questa breve e interessante intervista, che ci offre anche qualche stimolante spunto di riflessione sul nostro impegno a favore della liturgia tradizionale. Come è nata l’idea del primo pellegrinaggio del NSC in Italia? L’idea del pellegrinaggio
è nata dopo che, insieme ad altri giovani, abbiamo partecipato
all’omonimo pellegrinaggio di NSC-España,
da Oviedo a Covadonga.
Dopo quel lungo cammino di tre giorni, vissuto insieme a tanti altri giovani cattolici tradizionali, sulle orme degli eroi della Reconquista e benedetti dalla Santa Messa antica, abbiamo deciso che quel bellissimo modo di evangelizzazione — il cammino di fede, che per millenni ha convertito i cattolici di tutta Europa — dovesse nascere anche in Italia, e in particolare a Roma. Gli organizzatori sono due ragazzi, io (Giacomo Mollo) e un caro amico (Nicolò Toppi), entrambi laici che frequentano la Messa tradizionale, sostenuti però da un folto gruppo di giovani volontari e sacerdoti. Perché da Roma a Subiaco? L’idea era quella di un
pellegrinaggio europeo per i cattolici di tutto il continente. Quale
luogo migliore di Subiaco, dove il Patrono d’Europa, San Benedetto — colui che ha fondato
il monachesimo occidentale — ha trascorso il suo periodo di vita
eremitica?
E naturalmente non vi era luogo migliore da cui partire che Roma, capitale della Cristianità e della Chiesa Cattolica universale, in particolare Santa Maria Maggiore, la Basilica che custodisce la culla del Redentore. Percorreremo poi la Via Appia Antica, calpestata da san Paolo apostolo; attraverseremo Castel Gandolfo, residenza storica dei Papi; arriveremo a Genazzano il secondo giorno, salutando la Madonna del Buon Consiglio, alla quale sono devoti molti cattolici, tra cui gli Agostiniani ed in particolar modo il Santo Padre Leone XIV. Infine, giungeremo al Sacro Speco di San Benedetto, a Subiaco. Perché ad aprile? L’idea era sempre quella di
partire in una data importante per i cattolici italiani, con un forte
legame con i luoghi che attraverseremo.
Per questo abbiamo scelto di partire da Roma il 25 aprile, festa di San Marco Evangelista, il più anziano e l’unico dei quattro evangelisti ad aver scritto il Vangelo a Roma, sulle testimonianze del Padre della Chiesa e primo Papa, San Pietro, del quale era allievo. Il 26 aprile, secondo giorno di pellegrinaggio, saremo invece a Genazzano, in occasione della festa della Madonna del Buon Consiglio, luogo in cui è custodita la sacra immagine. Abbiamo inoltre scelto un periodo in cui non fossero già presenti altri pellegrinaggi tradizionali avviati. Abbiamo quindi dovuto escludere maggio e giugno per via di Chartres, luglio per Covadonga, agosto per Luján ecc. Da qui anche la scelta del mese di aprile. In che modo vi siete ispirati ad altri pellegrinaggi come Chartres, Covadonga o Luján? Abbiamo cercato di prendere
spunto dagli altri pellegrinaggi sia per quanto riguarda
l’organizzazione e la gestione del cammino sia per il significato e la
religiosità cattolica del pellegrinaggio. Abbiamo quindi
mantenuto una struttura simile, articolata in capitoli, tappe e campi, con soste durante il
percorso e pasti organizzati.
E per quanto riguarda la religiosità abbiamo deciso di partire dal più importante santuario mariano al mondo per rimarcare l’importanza della protezione e della devozione alla Madre della Chiesa e della Cristianità. Naturalmente, trattandosi del primo anno, siamo consapevoli che ci sia ancora molto da migliorare e da ottimizzare in vista delle edizioni future. Perché è importante promuovere la liturgia tradizionale a Roma e in Italia? Mai come adesso è
importante far conoscere quella che per molti è la Messa
“antica”, per noi giovani però che veniamo dal Novus Ordo e abbiamo riscoperto il Vetus Ordo, la Messa “nuova” non
è quella che seguivamo per abitudine da ragazzi, ma è
questa che abbiamo scelto di seguire da cristiani adulti e confermati
nella fede cattolica.
Con le aperture del Santo Padre alla Messa tradizionale in Francia, a Roma durante il Summorum Pontificum speriamo che questo possa essere soltanto un altro passo per ridare linfa e forza ai fedeli tridentini. Quanti capitoli e partecipanti prevedete? Essendo il primo anno, non
ci aspettiamo una partecipazione eccessiva. Veniamo inoltre da un anno
giubilare che ha impegnato i cattolici di tutto il mondo. Per noi
l’importante è iniziare, dando finalmente avvio al
pellegrinaggio italiano.
Parteciperanno gli altri gruppi di organizzatori delle NSC (Chartres, Covadonga, Lujan)? Abbiamo invitato tutti gli
Istituti tradizionali (ICRSS, FSSP, IBP…) e tutti i gruppi cattolici
tradizionali europei e extra europei, e siamo stati contattati per
sponsorizzare e partecipare al pellegrinaggio da tutte le realtà
di NSC, in particolare vogliamo ringraziare l’organizzazione di Notre Dame De Chrétienté
(Francia), NSC-Spagna, NSC-Argentina e NSC-Portogallo per la
disponibilità a sostenerci e a condividere il pellegrinaggio
italiano con i loro pellegrini, e per aver anche scelto di partecipare
attivamente alla costituzione dei rispettivi capitoli nazionali.
Il pellegrinaggio resta comunque aperto a tutti e la partecipazione è accessibile anche — e soprattutto — a chi non conosce la Messa antica e la liturgia tradizionale, poiché uno dei nostri principali obiettivi è proprio far conoscere il rito antico a chi vi si avvicina per la prima volta. Quali frutti spirituali sperate di ottenere? L’obiettivo principale
è la santificazione dell’anima e l’acquisizione di una maggiore
coscienza di fede da parte dei fedeli che parteciperanno al
pellegrinaggio. Speriamo inoltre che questa esperienza possa
incentivare i giovani europei alla riscoperta della fede cattolica,
attraverso un cammino militante che li avvicini a Dio e alla Santa
Messa, permettendo loro di apprezzare anche la bellezza della liturgia
tradizionale.
Perché vale la pena partecipare? Come ho potuto sperimentare
anch’io, il pellegrinaggio è un’esperienza che può
cambiare la vita e che offre il tempo e lo spazio per riflettere su
come vivere al meglio la propria fede, ancor più quando il
cammino è accompagnato dalla Santa Messa — quella antica — che
per bellezza e solennità non è seconda a nessuno.
Il pellegrinaggio di NSC-ITALIA ripercorre alcuni dei luoghi più antichi e sacri per i cattolici, contribuendo a creare una coscienza comune delle radici cristiane del nostro continente. INFORMAZIONI E ISCRIZIONE 349.514,5550 - 329.219.2558 NSC.ITALIA2026@GMAIL.COM |