Bergoglio:

Probabilmente il peggior Papa dell’ultimo millennio




di El Wanderer



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Probabilmente, Francesco passerà alla storia come il peggior Papa dell’ultimo millennio. Difficile trovarne un altro che abbia inflitto alla Chiesa danni simili a quelli causati da Francesco per dodici anni, anche se la Provvidenza divina potrebbe riuscire in qualche modo a trarre qualcosa di buono da tutto ciò.

Un elenco incompleto, ma dettagliato, dei danni dottrinali causati dal Papa argentino si trova nel sito Denzinger-Bergoglio
https://catholicisme.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/10/denzingerbergoglio.pdf  
da cui si possono scaricare gratuitamente i documenti.

Noi ci limiteremo ad elencarne solo alcuni:


1. L’enorme confusione in cui ha gettato la Chiesa.

Come successore di Pietro, Francesco aveva come munus principale e irrinunciabile quello di “confermare i fratelli nella fede” (Lc. 22, 32). Egli ha fatto esattamente il contrario: ha dissolto la fede in una fitta nebbia in cui tutto equivale a niente, e in cui una cosa vale l’altra.

L’Inferno non esiste; tutte le religioni sono legittimi cammini per arrivare a Dio; la diversità delle religioni è una ricchezza voluta da Dio; “il proselitismo è una sciocchezza”, quindi la vita dei missionari è semplicemente una vita dedicata a fini filantropici e non alla conversione degli infedeli alla vera fede;
e potremmo continuare ad elencare diversi altri punti della nuova fede proclamata da Bergoglio.  
E questo, come tutti possono comprendere, è gravissimo, perché è una distorsione del Vangelo e un avvelenamento delle certezze della fede che la Chiesa ha sempre custodito e che i Pontefici hanno cercato in un modo o nell’atro di difendere.


2. La scomparsa del peccato.

Cosa che Bergoglio ha confermato, condividendo la dottrina morale che circolava, in modo più o meno discreto, nelle Università pontificie: il peccato non esiste. O meglio, peccare seriamente è molto, molto difficile, poiché richiede un esplicito atto di rifiuto di Dio.
Di conseguenza non esiste neanche la perfezione morale. Cioè la santità, la vita di grazia, l’assenza dei peccati abituali (che non sono peccati) sono solo un ideale a cui aspirare. Dobbiamo accontentarci di “essere in cammino” verso quello stato di vita ideale che probabilmente non raggiungeremo mai.
Dobbiamo essere casti? Sì, certo, ma questo è l’ideale e quindi non ci si deve preoccupare o mortificare se celibi, sposati o consacrati incorrono abitualmente o permanentemente nel contrario di questa virtù. L’importate è voler raggiungere l’ideale. Cioè: in pratica il peccato è scomparso. E questa dottrina non si applica solo ai peccati contro il sesto Comandamento, sebbene si tratti degli esempi più chiari, ma si applica a tutto il Decalogo.


3. La dissoluzione dei Sacramenti.

Con una fede e una morale deboli, come quelle proposte da Francesco nel suo pontificato, i Sacramenti necessariamente si diluiscono.
Che importanza può avere il Battesimo se tutte le religioni, compreso l’Islam e il paganesimo, sono cammini per arrivare a Dio?
Non è più il Sacramento che ci rende figli di Dio e membri della Chiesa, fuori dalla quale non c’è salvezza, ma un mero segno di accettazione di una determinata comunità.

Se i peccati sono solo ostacoli quasi inevitabili nel cammino verso l’ideale della perfezione cristiana, il sacramento della Confessione sarà solo un tranquillante per la coscienza con effetto puramente psicologico, poiché oggettivamente non c’è nulla da perdonare, così come nessuno chiede perdono per la caduta dei denti da latte, una tappa obbligatoria nel cammino verso l’età adulta.

Il sacramento del Matrimonio, che implica in sé l’indissolubilità, è anch’esso un ideale.
Di conseguenza, coloro che violano tale indissolubilità, dopo un “processo di discernimento”, possono vivere una nuova unione godendo degli stessi diritti di coloro che vivono in fedeltà, anche se il nuovo matrimonio non è chiamato così. Pertanto, il matrimonio come sacramento ha cessato di esistere: si può convivere lecitamente come cristiani senza di esso.

L’Eucarestia si è trasformata in un segno di comunione. Per ciò stesso, possono accedere ad essa, non solo i conviventi fuori dal matrimonio, ma anche i protestanti e, perché no, qualunque uomo di buona volontà.
Chi siamo noi per negare l’Eucarestia, che non è il premio per i perfetti, ma solo il viatico per chi è in cammino?


4. Il cannibalismo istituzionale.

Questa realtà è persistita lungo tutto il pontificato di Francesco. I cattivi erano sempre i cattolici; i buoni erano sempre i nemici della Chiesa.
Le suore erano zitelle, i cristiani fervorosi erano malinconici con la faccia di cetrioli sottaceto, i parroci erano pigri e sadici che si divertivano a far soffrire i fedeli, oltre ad essere burocrati del sacro e mediocri;
i laici che recitano il Rosario erano semplicemente semi-pelagiani;
i seminaristi che indossano la talare erano malati di mente e
i cattolici che preferiscono la Messa tradizionale erano settari, rigidi e clericali, con l’aggiunta che dietro la rigidezza ci fosse sempre qualcosa di nascosto, in molti casi una doppia vita. E oltre a questo erano idolatri e ribelli.

Francesco avvertì le famiglie numerose che per essere buoni cattolici non bisogna essere come i conigli; e affermò che è meglio essere atei che cattolici ipocriti. 


5. Allineamento delle priorità della Chiesa con gli interessi del mondo.

Bergoglio ebbe l’audacia, non solo di appoggiare politicamente i governi mondiali più progressisti e nemici della Chiesa – la storia ci offre dei buoni esempi – ma anche di allineare la stessa dottrina della Chiesa – espressa nel suo Magistero come successore di Pietro – agli interessi del mondo.
La maggior parte dei documenti pontifici e delle linee guida pastorali e dottrinali erano centrati quasi esclusivamente su due punti: accoglienza degli immigrati e “cura per la Madre terra”.
Anche l’osservatore più distratto si rendeva conto che l’incoraggiamento dell’immigrazione indiscriminata promossa attivamente dai governi europei mirava a cambiare radicalmente la matrice culturale dell’Occidente; e che attribuire a cause antropiche il cambiamento del clima non aveva alcun fondamento scientifico accettato; e la «conversione ecologica» delle fonti di energia attuata dai governi europei si è rivelata catastrofica per le loro economie.
E il problema non è solo che Francesco abbia incluso nella dottrina cattolica questi elementi opportunistici e circostanziali, ma che ora il mondo li sta abbandonando perché si è reso conto che queste assurdità lo portano alla rovina.

Cosa farà la Chiesa quando tra pochi anni questi elementi non saranno più validi? Dove si nasconderanno i vescovi e i parroci che hanno sostenuto la Laudato si’ o Fratelli tutti?
Una monumentale gaffe (o bluff), unica in tutta la storia della Chiesa.  


6 – Distruzione dell’episcopato mondiale.

Alcuni mesi fa, il cardinale José Cobo, arcivescovo di Madrid, e membro del Dicastero per i Vescovi, nel corso di una riunione con i rappresentanti dei giornalisti, ha affermato candidamente che il Papa aveva chiesto che non venissero eletti vescovi intellettuali o teologi o che in qualche modo si distinguessero per le loro capacità; dovevano essere eletti vescovi semplici e fondamentalmente pastori.
La questione potrebbe non sembrare grave finché si abbia una concezione più o meno univoca del concetto di “pastore”.
Giuseppe Sarto, che era fondamentalmente un pastore non incline alla prodezza intellettuale, fu eletto vescovo e in seguito divenne un grande Papa, col nome di Pio X.

Per Francesco, il pastore era il mediocre, il parroco che prospera sulla apparenza di semplicità e sulla vicinanza al popolo e che spesso è uno spietato arrampicatore sociale. O peggio ancora, come nel caso dell’Argentina dove i vescovi venivano scelti per la loro militanza peronista (si pensi alla composizione dell’episcopato della grande Buenos Aires) o per la loro appartenenza ad una certa lobby vergognosa e pervertita.

Il fatto rassicurante in tale catastrofica situazione è che chiunque vada a Roma e si rechi nella Basilica di Santa Maria Maggiore, vedrà una tomba che rimane sigillata.

Dio abbia pietà dell’anima di Papa Francesco!
      





aprile  2026
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