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| Una foto del 1983 mostra Padre Robert Prevost, futuro Papa Leone XIV, ad una manifestazione organizzata dal Partito Comunista a Roma ![]() Padre Robert Prevost (a destra) partecipa
nel 1983
ad una protesta pacifista organizzata dal Partito Comunista a Roma L’attivista italiano di sinistra Luca Casarini ha pubblicato una foto del 1983 dell’allora Padre Robert Prevost [oggi Papa Leone XIV] a una manifestazione organizzata dal Partito Comunista a Roma, suggerendo che il nuovo Papa non abbia “cambiato direzione” ideologicamente. Una fotografia recentemente ritrovata, scattata a Roma nel 1983, mostra il giovane Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV, mentre partecipa a una manifestazione di di sinistra contro il dispiegamento di missili della NATO. Il 14 aprile 2026, Luca Casarini, attivista italiano di sinistra noto per il suo ruolo nel movimento “no-global” e, più recentemente, per il suo impegno nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo, ha pubblicato sul suo profilo Facebook un’immagine che ritrae il giovane Padre Robert Prevost durante una marcia per la pace. La notizia è stata ripresa da diverse testate giornalistiche. “Hai fatto molta strada, fratello Robert. Ma non hai cambiato direzione”, ha commentato Casarini nel suo post. Il 22 ottobre 1983, durante una marcia per la pace svoltasi a Roma contro l’installazione dei missili Cruise della NATO a Comiso, in Sicilia, e in tutta Europa, il giovane Robert Prevost – ordinato da poco e impegnato negli studi di diritto canonico – fu fotografato tra un gruppo di membri dell’Ordine agostiniano che portavano un cartello con la scritta “Agostiniani per la pace”. La protesta, a cui parteciparono di quasi un milione di persone, si svolse nel clima di forti tensioni da Guerra Fredda e di ampia mobilitazione per il disarmo nucleare, ed fu organizzata da una vasta coalizione di gruppi pacifisti e organizzazioni politiche, tra cui il Partito Comunista Italiano (PCI), la Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) e i Comitati per la pace attivi nelle basi NATO. L’immagine in bianco e nero, che di recente è stata diffusa ampiamente sui social media, mostra Padre Robert Prevost in prima fila tra i manifestanti. Secondo alcune fonti, la fotografia è stata scattata da Gianni Novelli, un sacerdote stigmatista noto per il suo coinvolgimento nelle Comunità Cristiane di Base e per la sua leadership all'interno del Cipax, il Centro Interconfessionale per la Pace. Novelli svolse un ruolo di primo piano nelle reti ecclesiali legate all’attivismo nonviolento e pacifista, diventando una figura di spicco della cosiddetta iniziativa del “dissenso cattolico” dopo il Concilio Vaticano II. Dopo aver lasciato il suo Ordine religioso, si dedicò al pacifismo in senso ecumenico. Le Comunità Cristiane di Base (in spagnolo: Comunidades de base), nate negli anni ‘60 e ‘70 in Italia e in America Latina, hanno svolto un ruolo importante nel promuovere l’impegno dal basso su temi sociali e politici di sinistra. Queste comunità sono state in seguito guardate con particolare interesse da Papa Francesco. L’immagine ritrovata fu pubblicata per la prima volta dieci anni dopo, nel 1993, sulla rivista italiana Mosaico di pace, all’interno di un servizio dedicato all’impegno cristiano per la nonviolenza. All’epoca, la fotografia fu presentata come parte di una più ampia riflessione sul coinvolgimento dei gruppi cattolici nei movimenti per la pace durante il periodo della Guerra Fredda. Decenni dopo essere stata scattata, la fotografia ha richiamato l’attenzione del pubblico. Secondo le stesse fonti, nel novembre 2025, l’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, Presidente nazionale di Pax Christi, ha donato una copia dell’immagine a Papa Leone XIV durante un incontro ufficiale. La manifestazione a cui partecipò Padre Robert Prevost si inseriva in un più ampio movimento di opposizione al dispiegamento degli Euromissili in Europa tra la fine degli anni ‘70 e gli anni ‘80. L’installazione dei missili Cruise nella base aerea di Comiso era diventata un punto focale di protesta internazionale, coinvolgendo attivisti, figure religiose e gruppi politici in azioni coordinate. La manifestazione di Roma rappresentò una delle più grandi mobilitazioni di questo tipo in Italia e nel mondo in quel periodo. Tuttavia, la mobilitazione globale contro i missili si inseriva in un più ampio contesto internazionale di opposizione alla Guerra Fredda, spesso incoraggiata dall’URSS, che includeva propaganda pacifista volta a minare la strategia nucleare statunitense diretta contro la Russia. È perfettamente possibile che Padre Prevost abbia partecipato più per la pace e il disarmo nucleare che per gli organizzatori, ovvero i comunisti. Tuttavia, la sua partecipazione appare comunque ingenua, soprattutto perché gli organizzatori facevano parte del Partito Comunista Italiano (notoriamente una cellula dell’URSS, finanziata direttamente con fondi del Cremlino). In particolare, il Partito Comunista Italiano operò – come ormai ampiamente riconosciuto dagli storici – come avamposto della propaganda sovietica. Il pacifismo promosso dai Russi servì anche a destabilizzare il paese internamente e a rallentare gli sforzi di deterrenza del blocco NATO. La foto si trova anche tra le immagini conservate nell’archivio storico del Partito Comunista Italiano. Oltre agli Agostiniani, alla manifestazione parteciparono anche membri di diversi altri ordini religiosi, come i Francescani e i Gesuiti. La manifestazione, che all’epoca si teneva anche in altre importanti città europee come Londra, Parigi, Amsterdam e Bonn, riuniva persone di tutte le religioni e orientamenti politici, sebbene fosse chiaramente orientata in senso anti-NATO. Il Magistero della Chiesa Cattolica insegna che il socialismo in tutte le sue forme, compreso il comunismo, è infallibilmente condannato. Come affermò Papa Pio XI nella sua Enciclica Divini Redemptoris del 1937: «Il comunismo è intrinsecamente
sbagliato e nessuno che voglia salvare la civiltà cristiana
può collaborare con esso in alcuna impresa. Coloro che si
lasciano ingannare e prestano il loro aiuto al trionfo del comunismo
nella propria patria saranno i primi a cadere vittime del loro errore».
Luca Casarini è stato invitato personalmente da Papa Francesco a partecipare al Sinodo sulla sinodalità svoltosi in Vaticano dal 4 al 29 ottobre 2023, in qualità di ospite laico con diritto di parola ma non di voto. La sua presenza è stata al contempo altamente simbolica e controversa. |