Esiste un solo Corpo Mistico di Cristo:

la Chiesa cattolica




di Padre Mario Alexis Portella



Pubblicato su Crisis Magazine

Ripreso sul sito di Sabino Paciolla

Padre Mario Alexis Portella, J.D., J.C.D., è sacerdote della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, in Italia, nonché ricercatore ospite presso il Danube Institute di Budapest, in Ungheria, e professore ospite presso l’Università Cattolica ITI di Trumau, in Austria.
Ha conseguito il dottorato in diritto canonico e diritto civile presso la Pontificia Università Lateranense di Roma.





Papa Leone XIV accoglie
la “arcivescova” anglicana Sarah Mullally




La scorsa settimana, nel corso del suo incontro con l’arcivescovo anglicano di Canterbury, Sarah Mullally, Papa Leone XIV ha affermato:

Sebbene siano stati compiuti notevoli progressi su alcune questioni storicamente controverse, negli ultimi decenni sono emersi nuovi problemi che rendono più difficile discernere il cammino verso la piena comunione. So che anche la Comunione anglicana si trova attualmente ad affrontare molte di queste stesse questioni.
Tuttavia, non dobbiamo permettere che queste continue sfide ci impediscano di cogliere ogni possibile occasione per proclamare Cristo al mondo insieme.

Da quando la Chiesa ha iniziato a impegnarsi nel dialogo ecumenico con i “fratelli separati” durante il Concilio Vaticano II (1962-1965), noi come Chiesa ci siamo rifiutati di affrontare le dispute dottrinali che effettivamente ci dividono. Si pone invece maggiore enfasi su questioni che esulano dalla competenza della Chiesa, come il riscaldamento globale – ora ribattezzato cambiamento climatico – o altre questioni ecologiche. Di conseguenza, è come se la “piena comunione” potesse essere raggiunta in un futuro lontano attraverso un compromesso tra visioni conflittuali e persino opposte: la Chiesa cattolica, che insegna di possedere la pienezza della rivelazione divina; gli anglicani (e altri protestanti) che lo negano.

Per due millenni, la Chiesa cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, ha insegnato di essere l’unica vera religione fondata da Gesù Cristo dopo che Egli adempì l’Antica Alleanza; e solo la Chiesa possiede la pienezza della verità rivelata nella Sacra Scrittura. Come osservato da Papa Pio XII nella sua enciclica del 1943 Mystici Corporis, questo «fu insegnato per primo dal Redentore stesso» (1).

Tuttavia, questo insegnamento di lunga data è stato modificato durante il Concilio Vaticano II con la Costituzione dogmatica Lumen Gentium, che ha equiparato il corpo mistico di Cristo, che «sussiste» all’interno della Chiesa cattolica, alla presenza parziale di «elementi» in altre chiese cristiane e comunità ecclesiali (8).
Questo cambiamento ha gettato le basi per il movimento ecumenico contemporaneo, che, contrariamente al suo nome, non è genuinamente ecumenico.

Assomiglia invece a ciò che Papa Pio XI denunciò nella sua Enciclica Mortalium Animos (1928): una federazione di cristiani in cui ogni individuo mantiene le proprie convinzioni e il proprio giudizio personale riguardo alle questioni di fede, anche quando tali convinzioni divergono da quelle degli altri.

Questa nuova ovvietà fu lanciata dal sacerdote cattolico di origine italiana naturalizzato tedesco, padre Romano Guardini (1885-1968).
Nel suo La Chiesa del Signore: sulla natura e la missione della Chiesa, egli presentò la Chiesa come un “corpo mistico” … [n]ella misura in cui consideriamo la Chiesa come un’organizzazione… come un’associazione… [non avendo] ancora raggiunto una corretta comprensione di essa. Invece, essa è una realtà vivente e il nostro rapporto con essa dovrebbe essere: la vita. (160)

Da ciò derivò, come spiegò il sacerdote gesuita P. Henri de Lubac, il concetto che la Chiesa di Cristo «sussiste tra i membri di una società umana, poiché tra loro non c’è solo armonia esteriore, ma vera unità».

Pio XII, a seguito dell’allora errata interpretazione del significato di Corpo Mistico, fu costretto a chiarire questo punto alcuni anni dopo nella sua enciclica Humani Generis:

Alcuni dicono di non essere vincolati dalla dottrina, spiegata nella nostra Lettera Enciclica di alcuni anni fa e basata sulle fonti della rivelazione, che insegna che il Corpo Mistico di Cristo e la Chiesa Cattolica Romana sono la stessa cosa. Alcuni riducono a una formula priva di significato la necessità di appartenere alla vera Chiesa per ottenere la salvezza eterna. Altri infine sminuiscono il carattere ragionevole della credibilità della fede cristiana. (27)

Naturalmente, «sussiste» può essere equiparato a «esiste come sostanza», cioè che esiste una sola sostanza della Chiesa cattolica. La nuova ecclesiologia, tuttavia, ha esposto una “comunione parziale” tra la Chiesa cattolica e altre Chiese in scisma, come i copti e gli ortodossi; comunità ecclesiastiche, come gli anglicani, i luterani e altri protestanti tradizionali; e sette, come i Testimoni di Geova o i fondamentalisti cristiani.

Infatti, nello stesso paragrafo della Lumen Gentium, si legge: «… sebbene molti elementi di santificazione e di verità si trovino al di fuori della sua [della Chiesa] struttura visibile», portando così chiunque a credere che la salvezza possa essere oggettivamente trovata anche nel giudaismo (talmudico), nell’induismo, nel buddismo e in molte altre religioni orientali che sono di natura panteistica.

Il 29 giugno 2007, il cardinale William Levada, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede — ora denominata Dicastero per la Dottrina della Fede — ha cercato di chiarire la terminologia relativa al significato di “sussiste”. Egli ha affermato che Cristo ha «fondato qui sulla terra» una sola Chiesa e l’ha istituita come «comunità visibile e spirituale» che, fin dal suo inizio e nel corso dei secoli, è sempre esistita ed esisterà per sempre, e nella quale sola si trovano tutti gli elementi che Cristo stesso ha istituito.

Questa unica Chiesa di Cristo, che noi professiamo nel Credo come una, santa, cattolica e apostolica… Questa Chiesa, costituita e organizzata in questo mondo come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui.

Da ciò si può concludere che, almeno nella terminologia, vi è una chiara distinzione tra la “Chiesa cattolica” e la “Chiesa di Cristo”; quest’ultima contiene un’entità molto più ampia e non è costituita esclusivamente come società visibile nella Chiesa cattolica.
Il termine «sussiste in» fa intendere che la Chiesa di Cristo, pur non raggiungendo la sua perfezione e pienezza in altre comunità ecclesiali o religiose non cristiane, è tuttavia presente in esse, come affermato esplicitamente dal cardinale Joseph Ratzinger nella Dominus Jesus (2000).

Con l’espressione «subsistit in», il Concilio Vaticano II ha cercato di armonizzare due affermazioni dottrinali: da un lato, che la Chiesa di Cristo, nonostante le divisioni esistenti tra i cristiani, continua ad esistere pienamente solo nella Chiesa cattolica, e dall’altro, che «al di fuori della sua struttura si possono trovare molti elementi di santificazione e di verità», cioè in quelle Chiese e comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica. (16)

Ratzinger prosegue spiegando che, sebbene la formula subsistit in non possa essere equiparata al fatto che l’unica Chiesa di Cristo possa sussistere anche nelle Chiese e nelle comunità ecclesiali non cattoliche, vi sono comunque elementa Ecclesiae, cioè elementi di quella stessa Chiesa.

Sarebbe stato molto più semplice per tutti noi se sia Levada che Ratzinger avessero citato l’Orientalem Ecclesiarum del 1964 (sulle Chiese cattoliche orientali), che recita:

La Santa Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, è costituita dai fedeli che sono organicamente uniti nello Spirito Santo dalla stessa fede, dagli stessi sacramenti e dallo stesso governo e che, unendosi in vari gruppi tenuti insieme da una gerarchia, formano Chiese o Riti [Cattolici Orientali] distinti. (2)

Sarebbe stato utile per Sarah Mullally se Papa Leone avesse detto la stessa cosa: che la Chiesa d’Inghilterra è semplicemente una comunità ecclesiastica che deve essere in piena armonia con il Pontefice Romano. Oppure se avesse menzionato che il cardinale John Henry Newman, dopo la sua conversione al cattolicesimo, non si impegnò mai in alcun “dialogo”, poiché sapeva che la piena comunione poteva essere trovata solo all’interno del Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa Cattolica.





maggio 2026
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