Si può ignorare lo stato di necessità nella Chiesa?



di don Alain Lorans, FSSPX








Dopo l’annuncio delle consacrazioni episcopali che verranno  effettuate dalla Fraternità San Pio X a Ecône il 1 luglio 2026, Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, nel Kazakistan, si è espresso più volte a favore della Fraternità.

Ultimamente, a fine marzo, ha deplorato gli attacchi di cui è oggetto l’opera di Mons. Marcel Lefebvre da parte delle Comunità ex Ecclesia Dei. Ed ha dichiarato che tale atteggiamento malevolo gli ricorda «la situazione che San Basilio Magno descrisse – nel IV secolo durante la crisi ariana – come una battaglia navale notturna, in cui invece di attaccare le navi nemiche, i buoni finiscono con l’attaccarsi a vicenda».

Ed ha aggiunto: «Io ritengo che la nostra situazione sia la stessa. Perché la Fraternità San Pietro o altre dovrebbero attaccare pubblicamente la Fraternità San Pio X, minacciarla e definirla scismatica?» 

Secondo lui, le Comunità ex Ecclesia Dei dovrebbero piuttosto chiedere al Papa di concedere il mandato apostolico per queste consacrazioni episcopali, «ma invece di far questo, esse attaccano. E rischiano di entrare nella storia come San Basilio descrisse quelli che, in piena crisi, attaccarono i propri fratelli».

Il prelato condivide la valutazione della Fraternità San Pio X sullo stato di necessità nella Chiesa; ed afferma senza mezzi termini: «Noi assistiamo ad una situazione quasi apocalittica: diffusione di eresie, legittimazione di comportamenti contrari alla legge naturale, sincretismo religioso, indifferentismo, attacchi alla disciplina sacramentale e al celibato sacerdotale, sacrilegi e perdita della fede. E questo, talvolta, con l’implicazione dei membri del clero ad alto livello gerarchico».

In questa situazione drammatica egli vede, giustamente, un pericolo per la legge suprema che regge la Chiesa: la salvezza delle anime, salus animarum suprema lex. E considera che le consacrazioni episcopali previste hanno per scopo il bene della Chiesa e delle anime.

Le Comunità ex Ecclesia Dei minimizzano questo stato di necessità o tacciono, preferendo denigrare la Fraternità San Pio X e condannare le consacrazioni.

Ma queste Comunità sono lungi dall’essere all’unisono, poiché lo stato di necessità si è aggravato dopo le consacrazioni del 1988.
Alcuni dei loro membri e dei loro fedeli – vittime dei decreti episcopali successivi a Traditionis custodes – non sono convinti da questo quietismo o da questo mutismo. Essi subiscono personalmente lo stato precario in cui li mantiene l’arbitrio di molto vescovi. 

Così, la battaglia navale combattuta nella notte e nella nebbia, descritta da San Basilio, non tocca solo la Fraternità San Pio X, essa colpisce anche i membri e i fedeli delle comunità ex Ecclesia Dei, che si rifiutano di essere sottomessi a questi prelati che li trattano con un feroce paternalismo.
Quando spunterà il giorno e la nebbia si diraterà, si vedranno i guasti del fratricidio … là dove meno ce li si aspettava.


 
maggio 2026
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