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| Mons. Schneider difende la Fraternità San Pio X su EWTN, la prima emittente televisiva cattolica del mondo ![]() Mons. Schneider e Raymond Arroyo Nel corso di questa intervista, Mons. Schneider ha preso nettamente la difesa della Fraternità San Pio X di fronte alle minacce di scomunica nuovamente brandite da Roma il 13 maggio in merito alle prossime consacrazioni episcopali del 1 luglio. Il vescovo ha anche espresso una dura critica al rapporto del Gruppo di studio n° 9 del Sinodo sulla sinodalità, che ha accusato apertamente di promuovere l’ideologia omosessuale nel cuore stesso delle strutture ufficiali del Vaticano. A più riprese, Mons. Schneider ha contrapposto la severità mostrata contro la Tradizione e la grande tolleranza oggi manifestata nei confronti delle correnti progressiste e le derive dottrinali. «Questo testo non è stato scritto da un cattolico» L'intervista inizia con una domanda sulla relazione finale del Gruppo di Studio n. 9 del Sinodo, recentemente pubblicata dal Vaticano. Mons. Schneider risponde: «Quando si legge tutto il testo, si vede chiaramente che non è stato scritto da un cattolico, neanche da un cristiano. E’ un testo di propaganda che con grande cura ed astuzia usa alcuni documenti tradizionali o certe espressioni bibliche, ma fondamentalmente mira a promuovere l’accettazione dell’ideologia omosessuale». Mons. Schneider afferma che questa ideologia costituisce «una negazione dell’ordine della creazione, e persino una rivolta contro il bellissimo ordine dei due sessi, stabilito da Dio. Non esistono tre sessi. Questo è il comandamento di Dio e la saggezza di Dio». Il documento della Santa Sede «fornisce una piattaforma e addirittura invita le persone che vivono in unioni omosessuali a fare la loro propaganda». L’intervista continua sul contenuto dottrinale del rapporto. Mons. Schneider spiega di aver letto attentamente tutto il testo. La sua prima osservazione riguarda la totale assenza della conversione cristiana: «Non vi è una parola sul pentimento. Come potrebbe trattarsi di un testo cattolico e cristiano quando la prima parola di Dio incarnato rivolta a tutta l’umanità è «Pentitevi»? Questo è il messaggio di salvezza e di speranza». «Non vi è alcuna parola sul pentimento. Non vi è alcuna parola sulla castità. E’ assente. Nel testo non vi è nemmeno una parola sulla conversione. Il solo significato dato alla conversione riguarda le relazioni umane: una «conversione relazionale». Ma la conversione a Dio è assente, mentre essa è la via fondamentale del Vangelo della salvezza». Mons. Schneider considera dunque questo testo come «un documento fortemente ideologico, che promuove una nuova religione dell’uomo, chiaramente antropocentrica. E in questo documento, essi osano perfino dichiarare che le fonti della Rivelazione includono l’esperienza umana. Il che è un’eresia». «Il Vaticano dà al mondo il segnale che accetta le unioni omosessuali» Il giornalista fa notare che padre James Martin e alcuni ambienti progressisti hanno presentato il documento come storico. Mons. Schneide riconosce che il testo non è tecnicamente un documento magisteriale. Ma subito aggiunge : «nondimeno e stato pubblicato da un organo della Santa Sede : il Segretariato del Sinodo». Ora, egli aggiunge, «la maggioranza del cattolici semplici non conosce le distinzioni tra un testo magisteriale, un testo del Vaticano o di un gruppo di sdudio». Di conseguenza : «il messaggio dato al mondo intero e ai cattolici è che ormai la Santa Sede, il Vaticano, accetta fondamentalmente, di fatto, le relazioni tra persone dello stesso sesso, l’attività omosessuale e l’agenda LGBTQ, che è una ideologia mondiale non cristiana». Uno dei passi più eclatanti dell’intervista riguarda una frase del rapporto che afferma che nelle relazioni omosessuali il peccato non risiederebbe nella stessa relazione, ma in una mancanza di fede. Cosa che Mons. Schneider rigetta totalmente : «E’ falso. E’ unm’eresia, perché una relazione omosessuale è contraria al comandamento di Dio. E’ di per sé un peccato». «Affermare che il peccato non consista nella relazione è contrario alla verità rivelata da Dio, contraria all’esperienza, contraria al buon senso. E dire poi che il peccato consista in una mancanza di fede, si avvicina a quanto diceva Martin Lutero: sola fide, abbiate solo la fede e la fiducia e non preoccupatevi dei vostri peccati e delle vostre azioni. Cosa che non è affatto cattolica». Il giornalista ricorda poi il tentativo del Segretariato del Sinodo di prendere le distanze dal rapporto, spiegando che i gruppi lavorano in modo indipendente. Mons. Schneider respinge totalmente questa spiegazione: «non è del tutto convincente. Questo rapporto è ufficialmente posto sotto un dicastero o un organo del Vaticano, che si chiama Segretariato del Sinodo; ed è stato pubblicato ufficialmente. Certo, si dice che si tratta di un gruppo di studio, ma è solo un trucco per chiuderci gli occhi, mentre allo stesso tempo trsmettono e forniscono una piattaforma di propaganda a questa ideologia omosessuale, con fine di infettare sempre di più la Chiesa cattolica con l’accettazione di questo stile di vita. Le consacrazioni episcopali del 1 luglio : «Io non credo che si tratti di uno scisma» L’intervista affronta in seguito la questione delle prossime consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X. Il giornalista ricorda che il cardinale Victor Manuel Fernandez ha dichiarato ufficialmente che le consacrazioni previste il 1 luglio saranno un atto scismatico che comporta la scomunica. Mons. Schneider risponde subito: «Io credo che essi porteranno a termine il progetto delle consacrazioni. Ma io non sono d’accordo con l’affermazione che sarà scismatico». Quindi, il vescovo ricorda la recente dichiarazione dottrinale pubblicata da Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X: «Quando la si legge, è interamente cattolica. E’ scritta con una tale devozione verso il Santo Padre. Dice : “Santo Padre, noi vogliamo solo essere i vostri buoni figli della Chiesa cattolica romana”». «Essi riconoscono tutta l’autorità del Papa, la sua giurisdizione, il suo insegnamento, e gli chiedono : «Per favore, confermateci in questa fede cattolica che professiamo». E quello che essi professano è la costante dottrina della Chiesa. Tutti i punti che essi elencano in questa dichiarazione non sono altro che quello che la Chiesa ha sempre professato, sempre». In seguito, Mons. Schneider sviluppa un argomento storico e canonico : «Nella visione tradizionale, nella lunga visione della Chiesa, la didobbedienza al Papa, anche nel caso di una consacrazione episcopale illecita, non è mai stata considerata dalla tradizione della Chiesa come di per sé scismatica. Nel vecchio diritto canonico, una consacrazione episcopale illecita contro la volontà del Papa era punita solo con la sospensione e non con la scomunica. Quindi non era considerata scismatica in sé». Il vescovo ritorna sulla intenzione dichiarata della Fraternità: «La Fraternità ha scritto più volte a Papa Leone e ha spiegato pubblicamente, come a febbraio a Roma al cardinale Fernandez, che essa non vuole costituire una gerarchia parallela. Essa non conferirà a questi vescovi alcuna giurisdizione, ma solo la possibilità di amministare i sacramenti dell’Ordine e della Cresima, nient’altro. L’intenzione è dunque chiara: non vi è intenzione scismatica. Essi desiderano anche essere in collaborazione con il Papa e gli chiedono di permettere queste consacrazioni. Essi vogliono semplicemente avere la garanzia di trasmettere la fede di sempre senza alcuna ambiquità e senza alcun compromesso». «Delle ambiguità nel Concilio e nel Magistero postconciliare» In seguito, il giornalista ricorda la possibilità per la Fraternità San Pio X di seguire il modello della Fraternità San Pietro. Mons. Schneider risponde: «Il problema è più complesso. Vi sono delle ambiguità in alcuni testi del Concilio. Vi sono delle ambiguità nel Magistero postconciliare. La Fraternità San Pietro non ha la possibilità – la Santa Sede glielo vieta – di esprimere una critica, anche costruttiva. Essa deve accettare tutti questi insegnamenti del Concilio e del Magistero postconciliare. Si tratta di un problema». Mons. Schneider ritiene invece che la Fraternità San Pio X renda un vero servizio alla Chiesa: «Vi sono delle ambiguità. Dobbiamo affrontarle. Dobbiamo essere onesti. E per questo dobbiamo riconoscere alla Fraternità San Pio X di affrontarle pubblicamente. Nella Chiesa dobbiamo avere la possibilità di discutere». Mons. Schneider mette a confronto l’atteggiamento di Roma verso la Fraternità San Pio X con la grande tolleranza usata verso altre situazioni: «Al tempo stesso, quando Papa Leone e il Vaticano promuovono l’inclusività del Cammino sinodale, dei metodi sinodali, mentre sono generosi col Cammino sinodale tedesco, con il Partito Comunista cinese permettendogli di ordinare dei vescovi sul posto, il contrasto è enorme. E questi fedeli della Fraternità San Pio X, che amano il Papa, che pregano per il Papa, che vogliono semplicemente avere la garanzia di trasmettere la fede di sempre senza alcuna ambiguità – io insisto; senza alcuna ambiguità – si vedono rifiutare questo e adesso sono puniti». Mons. Schneider cita allora San Basilio durante la crisi ariana: «Il solo crimine che viene punito nel nostro tempo è la fedeltà alla fede e alle tradizioni dei nostri padri, mentre ogni blafemia gode di libertà di parola nella Chiesa». Mons. Schneider conclude avvertendo che una eventuale scomunica della Fraternità San Pio X sarebbe una macchia nella storia della Chiesa: «Io penso che se il Papa lo farà, se non concede loro questo permesso e li scomunica, questo rimarrà nella storia della Chiesa come un immenso errore di rigidità, di rigidità pastorale, e di severità unilaterale verso la Tradizione nella Chiesa». Infine, il vescovo rivolge un solenne appello a Papa Leone XIV: «Santo Padre, per favore, evitate una tale ferita nella Chiesa. Voi potete evitarla». |