Pellegrinaggio di fedeli tradizionali francesi in Messico,

sulle orme dei Cristeros




Pubblicato da Paix liturgique

il 22 maggio 2026

 




I pellegrini in Messico



Una iniziativa insolita che è passata quasi inosservata in mezzo al proliferare dei pellegrinaggi locali della Tradizione, organizzati da parrocchie e comunità religiose, in mezzo alle processioni e agli omaggi a questo o a quel Santo e perfino al rinnovamento della pratica delle Rogazioni.

Si è trattato della iniziativa di una ventina di francesi principalmente della Bretagna e della regione di Parigi, che hanno deciso di recarsi in Messico sulle orme dei Cristeros (1926-1929) 

Il pellegrinaggio, che viste le distanze è stato effettuato principalmente in autobus, si è svolto dal 6 aprile, Lunedì di Pasqua, al 18 aprile.
E’ partito da Città del Messico ed è passato dal Santuario di Guadalupe, Leon, Encarnacion de Diaz, Lagos de Moreno, Jalostotitlan, Santa Ana, San Miguel el Alto, San Julian Jalisco, Guadalajara, Atotonilco e Sahuayo.

I pellegrini sono stati accompagnati da Don Olivier della Fraternità San Pietro, che ha assicurato ogni giorno la celebrazione della Messa tradizionale.




I pellegrini in chiesa insieme ai rappresentanti dei Cristeros


Chouans, Vandeani e Cristeros: la stessa battaglia per la Fede [con il termine chouans si indicano i contadini realisti di Bretagna, Maine e Normandia che presero le armi contro la Repubblica Francese tra il 1793 e il 1800.]

Come ci ha spiegato lo storico del genocidio bretone-vandeano: Reynard Sécher, che era uno dei partecipanti: «lo scopo era di seguire le orme dei Cristeros, la cui rivolta si svolse giusto un secolo fa, ma anche di studiare le similitudini tra i trattamenti storici riservati a Chouans, Vandeani e Cristeros. Vi sono molti punti in comune: la memoria dei Cristeros è stata soppressa in tutto il Messico e non viene insegnata nei libri di testo scolastici, tranne che nella regione in cui ebbe luogo la rivolta: chiamata Cristiada, e fino agli anni ‘80, chiunque cercasse di parlarne veniva ucciso. La regione in cui si verificò la Cristiada è anche una sorta di mini-Vandea – più religiosa, più devota del resto del paese, e il ricordo dei Cristeros e delle atrocità del regime lì è rimasto molto vivo”.

Lo storico sta preparando un film su questa memoria trascurata sia in Francia sia in Messico.





Reynard Sécher



Gemellaggio tra il Memoriale del genocidio in Vandea e a Sahuayo

Secondo Reynard Sécher, i pellegrini sono stati accolti a braccia aperte dalle autorità civili e religiose: «molto riconoscenti per il nostro interesse per la loro storia poco nota fuori dal Messico e dagli ambienti cattolici».

Il pellegrinaggio è stato anche l’occasione per assistere al gemellaggio tra Sahuayo e il Memoriale del genocidio in Vandea. Il Memoriale in Vandea è opera di Reynard Sécher in Chappelle Basse-Mer, nella Cappella Saint-Pierre ai Liens, dove le colonne infernali dei repubblicani radunarono e massacrarono la popolazione, e che lo storico ha fatto restaurare nel 1994 tramite cantieri di lavoro costituiti da giovani.

Sahuayo, in Messico, è anche il luogo in cui fu martirizzato José Luis Sanchez del Rio il 10 febbraio 1928, che fu canonizzato nel 1916.
Due dei suoi fratelli facevano parte dei Cristeros e lui, considerato troppo giovane, era l’alfiere del Generale Gorostieta, al quale diede il suo cavallo il 25 gennaio 1928 perché potesse fuggire e continuare la lotta.

Lui fu preso prigioniero il 6 febbraio dai soldati governativi che rifiutarono il riscatto offerto da suo padre e decisero di torturarlo e di ucciderlo.

Il 10 febbraio, i suoi carcerieri lo prelevarono dalla prigione e lo costrinsero a dirigersi verso il cimitero dopo avergli tagliato le piante dei piedi e costretto a camminare nel sale. Fu costretto a camminare a piedi nudi per lungo tempo nel cimitero.
Il suo carnefice gli promise che se avesse gridato «morte a Cristo Re» gli avrebbe salvato la vita. José Luis invece rispose col grido di battaglia dei Cristeros: «Lunga vita a Cristo Re». Poi dovette scavare la sua fossa.

Esasperato per la sua resistenza e vedendo che non riusciva a fargli rinnegare la sua fede, il suo carnefice gli scaricò la sua pistola sulla schiena. Il suo corpo fu gettato nella fossa e coperto con alcune palate di terra.

Nella tasca di uno dei vestiti del ragazzo venne trovato un biglietto indirizzato a sua madre: «Mammina, mi hanno preso e vogliono uccidermi. Io sono contento. La sola cosa che mi preoccupa è che tu pianga. Non piangere, noi ci ritroveremo. José, morto per Cristo Re».

Fu beatificato nel 2005 e canonizzato nel 2016.




I pellegrini con Don Olivier portano sul petto il simbolo dei Vandeani





maggio 2026
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