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| Novità del Seminario San Luigi Maria Grignion de Montfort maggio 2026 ![]() Mons. Faure a Foz de Iguaçu, alla frontiera tra il Brasile e il Paraguay Società degli Apostoli di
Gesù e Maria
![]() Editoriale
[Tratto dal sermone di sabato di Sitientes, per gli Ordini minori] ![]() Mons. de Aquino, Mons. Faure e Mons. Zendejas Nel Vangelo di oggi, San Giovanni scrive: Gesù parla alla folla di Giudei e dice: «Io sono la luce del mondo. Chi mi segue avrà la luce della vita. Se conoscete me, conoscerete il Padre mio». Ed è perché non conoscono il Padre che si rifiutano di riconoscre il Figlio. La luce della vita, la luce del mondo, è Nostro Signore, è la fede. Ciò di cui avrete bisogno, miei cari amici, mentre salite i gradini che conducono al sacerdozio, soprattutto in questo tempo di apostasia universale, sono le virtù della fede e della fortezza. San Pietro, il primo Papa […] ci dice: « Siate forti nella fede». Perché la fortezza si manifesta nella fede, nella testonianza di fede. Ma perché la fede è la fonte della fortezza? Perché la fede ci mostra le cose in maniera soprannaturale. E’ la luce dello Spirito Santo che ci fa vedere le cose celesti, le grandi realtà, le sole realtà che contano. La fede ci permette di vedere le vere realtà attraverso le cose temporali che ci circondano. Noi siamo ciechi a causa del peccato originale. San Paolo ci dice: «Fides est argumentum rerum non apparentium. La fede è in qualche modo la visione delle cose che non appaiono agli occhi del nostro corpo. Per questo, coloro che hanno perso la fede pensano che non vi sia nulla al di là delle cose che si vedono. Quello che vediamo è solo poca cosa, come il fumo che si dissolve, cose che presto scompariranno, proprio come i nostri poveri corpi. Ora, la realtà è in Dio; è Lui che è tutto, anche nelle cose che vediamo. Se avessimo la visione degli angeli e degli eletti, allora sì, vedremmo tutta l’influenza del Creatore nelle creature. La fede ci fa apparire le realtà spirituali nel loro rapporto con la realtà temporali. Inoltre, la fede ci fa apparire le realtà soprannaturali che Dio stesso ci ha rivelato col Suo Verbo. Dio, dunque, ha voluto farci penetrare nella Santissima Trinità, nel Suo mistero, che avrebbe potuto rimanerci nascosto per l’eternità. D’ora in poi, Dio ci tratta come Suoi figli e quindi ci rivela i segreti della Sua paternità, la Sua paternità celeste che susciterà la nostra gioia, la nostra ammirazione, la nostra felicità per l’eternità. Ma attenzione, la nobiltà impone: prestiamo attenzione a ciò che Dio si aspetta da ognuno di noi in ogni momento. E dunque non dobbiamo temere le cose terrene, le vicissitudini di questo tempo tragico di apostasia generale, né i nemici di Dio e della fede. Questi nemici sono soprattutto i demoni che guidano questi uomini malvagi. Noi dobbiamo avere un solo timore al mondo: offendere Nostro Signore con le nostre infedeltà. ![]() Il seminario brasiliano ha riaperto sotto la direzione di Don Brocard e il patrocinio di Mons. Thomas di Aquino Voi dovete essere quegli esempi di fede di cui ci parla San Paolo, persone consacrate, ricolme di Spirito Santo, dello Spirito di Dio. Voi sarete una fonte di fede per gli altri, nella santità della vostra vita, nella vostra preghiera. Voi insegnate ai fedeli ad amare Dio, a conoscere meglio Nostro Signore Gesù Cristo e ad essere pieni di riconoscenza per tutto quello che Egli ha pensato e fatto per noi, fino ad offrire la Sua vita come testimonianza della verità, della fede, e per insegnarci la necessità del sacrificio. Come esorcisti, voi avrete, per la grazia del sacramento, il potere di scacciare i demoni. I vescovi di oggi, i vescovi conciliari, in maggioramza, credono che i demoni esistano? Essi non vogliono più parlare né del demonio, né dell’Inferno e talvolta neanche della morale. E’ per questo che hanno soppresso sia quest’Ordine di esercista sia gli esorcismi del Battesimo. Si ha paura di pensare all’esistenza del demonio. E tuttavia, oggi più che mai, il demonio è il principe di questo mondo moderno e si impossessa delle anime dei giovani e dei meno giovani, fin dentro la Chiesa. Fin dal peccato originale, il demonio è stato il principe di questo mondo e, in qualche modo, ne controlla tutti gli elementi; ed è per questo che bisogna benedirli. Ed è per questo che i fedeli e i sacerdoti devono stare lontani da tutto ciò che può metterli sotto l’influenza diretta del mondo e del demonio: Internet, i cellulari, gli schermi. Il sacerdote deve essere interamente devoto a Dio. Quanto all’accolito, egli non è altro che la luce di Dio. La luce deve diffondersi intorno a lui. Il demonio odia la luce, perché è per colpa sua che le tenebre di questo mondo non hanno accolto la luce che è venuta in questo mondo: Nostro Signore Gesù Cristo. Il mondo è stato fatto per mezzo di Lui e, sotto il potere del diavolo, il mondo non l’ha accolto. Sparita la conoscenza del vero Dio, gli uomini si volgono al culto della natura, della Pachamama. […] Oggi, per molti uomini di Chiesa si tratterebbe di salvare il pianeta, più che di salvare le anime o di salvare la loro anima. Si è visto Papa Leone XIV benedire un blocco di ghiaccio contro il riscaldamento climatico. Quando Nostro Signore venne sulla terra, a Roma regnava il culto degli idoli, l’idolatria. Solo una piccola minoranza era pronta a ricevere il Messia: la Vergine Maria, San Giuseppe, il vecchio Simeone, San Giovanni Battista, i Re Magi che venivano dall’Oriente, i pastori che ascoltarono il coro degli angeli. Allo stesso modo, oggi gli uomini hanno dimenticato Dio, hanno corrotto le loro vite con l’immoralità, perfino nella Chiesa. Essi non amano più la verità. Il mondo è invecchiato, la carità e l’amore per Dio si sono raffreddati. La luce della fede e l’amore per la verità si sono eclissate. Non ci sono più dei santi né dei dottori che, come Mons. Lefebvre, ricordino la fede dei tempi passati. Molti, anche tra i cardinali, i vescovi e i sacerdoti, camminano sulla strada della perdizione, nella quale trascinano un gran numero di anime. ![]() La nuova cappella di Ciudad del Este (Paraguay) Ed essi arrivano fino ad attaccare le prerogative della Santissima Vergine Maria, Mediatrice e Corredentrice, come, per esempio, la si vede raffigurata sulla medaglia miracolosa di via du Bac. Questo attacco alla Santissima Vergine Maria dimostra fino a che punto i nemici modernisti di Nostro Signore e della Chiesa siano riusciti ad infiltrarsi fino ai vertici della gerarchia perché Roma perda la fede, come la Madonna ha annunciato a La Salette e a Quito in Ecuador nel XVII secolo, dove già si parlava del ruolo della massoneria nell’apostasia generale programmata. Ma, ancora una volta, il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Nel momento in cui tutto sembrerà perduto, nel momento in cui l’Anticristo e gli anticristi sembreranno avere trionfato, allora arriverà la resurrezione e la luce della verità, la fede trionferà sulle tenebre e precipiterà il diavolo all’Inferno. Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà. Mons. Freppel (V): Santa Geneviève
(1852-1855)
Don Freppel lasciò la sua Alsazia natale per andare nella capitale. L’arcivescovo di Parigi volle istituire nella chiesa di Santa Geneviève, un capitolo in cui i sacerdoti illustri avrebbero potuto perfezionarsi nella scienza ecclesiastica e nel contempo istruire i giovani delle scuole. Fu organizzato un concorso per selezionare sei cappellani che si sarebbero dedicati per tre anni alla predicazione. Tre prove avrebbero decretato i vincitori: un sermone scritto, in cui Don Freppel si distinse con onore, un sermone improvvisato, in cui la sua voce roca si rivelò la sua rovina, e infine un duello verbale, in cui la sua bravura gli avvalse il terzo posto nel concorso. In attesa della ristrutturazione della nuova chiesa, il nostro eroe lavorò instancabilmente per due mesi. Dopo il tempo dedicato alla preghiera, dedicava in media da dieci a dodici ore al giorno allo studio, andando nelle biblioteche alla ricerca di libri sull’oratoria, per quanto riguarda sia il contenuto sia la forma. Ecco un estratto delle sue meditazioni su diverse opere, il quale illustra bene il suo metodo: «Nutrite a lungo la vostra mente con lo studio dei grandi modelli, pensate, meditate a lungo; accumulate in silenzio un tesoro di fatti, conoscenze e riflessioni; poi, se il vostro genio vi spinge a scrivere, abbandonatevi completamente e senza riserve alle sue ispirazioni. E’ così che si diventa eloquenti. Uno scrittore deve dominare i propri pensieri ed essere dominato dai propri sentimenti». Così, Don Frappel si gettò nella mischia dell’apologetica e fu tra i primi in Francia ad esporre da un punto di vista cattolico gli argomenti scottanti, e lo fece con ardore, perseveranza e grande sincerità. Nominato economo della piccola comunità di canonici, egli provvide a tutto, con grande gioia dei suoi confratelli: tavola sempre ben fornita, menù a scelta, il cuoco era lieto di corrispondere a qualsiasi richiesta … a tavola non mancava nulla … solo le spese superavano di molto le entrate; con magnaminità, l’economo copriva la differenza con il proprio denaro. Don Frappel iniziò il suo compito di predicatore nel gennaio 1853. Il suo primo sermone fu Le glorie religiose della Francia. In essa insisteva sul fatto che il ruolo del difensore della santa milizia, che secondo l’antica legge era assegnato alla tribù di Giuda, fosse stato trasferito alla nostra nazione, «la figlia primogenita della Chiesa, la soldatessa della Provvidenza, sempre pronta a professare la sua fede, a sguainare la spada e a versare il suo sangue per Cristo e il Vangelo». Ma egli incoraggiò soprattutto la Francia a espiare i suoi peccati passati e a distogliere i suoi giovani dalle false dottrine, guidandoli verso il servizio divino e la cattedra della verità. Questo sermone aprì la serie di quelli che sarebbero stati pubblicati ogni mese nella Tribune sacrée. A partire da Domenica 9 gennaio 1853, il giovane predicatore tenne ogni Domenica agli uomini e ai giovani delle scuole, delle conferenze sulle verità della religione cristiana. Egli amava i giovani e loro ricambiavano il suo affetto, ma il compito era arduo poiché il pubblico era composto dalla vivace e volubile popolazione del quartiere latino, molti venivano per ascoltare discorsi eleganti, più interessati alla brillantezza che alla sostanza. Egli si propose di presentare ai suoi uditori «Il Regno di Dio nell’Antico e nel Nuovo Testamento». Offrì alla loro meditazione le grandi verità della fede: la creazione dell’uomo, la sua caduta, la promessa di un Salvatore, e come l’Antica Legge sia la porta di accesso del maestoso edificio che è il cristianesimo. Nella seconda parte dedicata a Nostro Signore, egli provò che Lui è il liberatore dell’umanità e che ogni suo atto dimostrò la Sua divinità, che è nato da Dio, che ha agito in Dio e che è morto in Dio: «Dunque, dobbiamo dubitare di tutto, disperare di tutto; negare tutto, oppure sotto il cielo vi è una verità certa, radiosa e innegabile che è che Gesù Cristo è Dio». La terza parte è dedicata alla Chiesa, la permanente incarnazione del Figlio di Dio. Nella quarta parte, intitolota Morale cristiana, egli sviluppò le virtù e i vizi, nonché l’aiuto della grazia che si manifesta soprattutto tramite i sacramenti. Il predicatore terminò i suoi due anni di conferenze con il sacramento dell’Eucarestia, ricordando ai suoi uditori il giorno benedetto della loro prima Comunione. «Oh! In quel momento, sotto gli occhi dei vostri padri e delle vostre madri che vi contemplavano con gioia, a fianco dei vostri amici, dei vostri compagni di studi che provavano la stessa felicità, eravate felici, perché eravate puri, eravate santi; lacrime di emozione colavano sulle vostre guance e i vostri cuori inondati di gioia elevavano a Dio questo grido d’amore: “Ho trovato colui che amo, lo possiedo e non lo lascerò più”. Ebbene, Signori, è ad un momento come questo, ad un momento di goiaia squisita, di felicità celeste che voglio invitarvi… No, non risponderete con un rifiuto alla chiamata di Dio, non insulterete l’amore col disprezzo. E non si dirà che tra quelli che frequentano queste conferenze di Sainte-Geneviève, ne esista uno solo che non abbia la fede necessaria per comprendere queste sante verità e che non trovi nel suo cuore la forza e l’amore sufficienti nel trovare piacere in ciò che è un dovere e un onore, in ciò che è una virtù!». Benché egli insegnasse ai suoi uditori i dogmi più ardui, questi continuavano ad essere assidui ai suoi corsi e il loro numero era sempre in aumento. Essi pendevano dalle labbra dell’oratore, assorbendo le sue parole che andavano diritte ai loro cuori. Il beneficio per le anime in queste conferenze era considerevole. «Noi lasciamo le nostre sigarette e i nostri bicchieri per andare ad ascoltare Don Freppel» - scrisse uno degli ascoltatori – e dopo averlo ascoltato, ci ritroviamo in uno stato diverso». La sua fama di uomo di scienza e di talento garantì alla sua eloquenza un grande successo. Era conosciuto come «il soldato della ragione entro i giusti limiti» ed era considerato uno spirito aperto sugli avvenimenti del suo tempo. Egli sapeva prendere il suo pubblico nei suoi punti deboli, per esempio la fascinazione della tecnologia, magnificando il genio dell’uomo nello sviluppo industriale, per poi abbassarlo davanti alla potenza infinita di Dio. Egli divenne celebre tra gli allievi del politecnico per aver risolto un problema di matematica che aveva messo in difficoltà i più brillanti. Poteva quindi permettersi di citare gli uomini e i termini più noti del settore: Euclide, Newton… Egli trattava tutte le scienze allo stesso modo: storia, geografia, e soprattutto gli autori dell’Antichità, per condurli tutti a testimoniare Cristo. «Si poteva mostrare più conoscenza e fertilità intellettuale? – esclama il suo biografo. L’innegabile maestria di questo sacerdote di talento si rifletteva poi sulla dottrina che insegnava; confutava in modo perentorio il pregiudizio in voga negli ambienti universitari, secondo cui la fede soffoca la conoscenza». All’universalità del suo sapere egli univa una grande semplicità, una naturalezza ed una franchezza che aprivano tutti i cuori. Egli eccelleva nel captare la benevoleza del suo uditorio, per esempio: «Temerei quasi di annoiarvi a forza di meraviglie, se non sapessi che non ci si stanca mai ad ascoltare ciò che si è degni di comprendere e capaci di amare». Egli si impegnava anche a risollevare coloro che erano stati attratti dalla vita mondana del quartiere latino, sforzandosi di fortificare la loro volontà e di infondere loro fiducia. A tutti trasmetteva l’entusiasmo, il culto di ciò che è bello e nobile, l’amore per Cristo e per la Sua legge, che sola assicura la nostra felicità anche qui sulla terra. Egli sapeva pronunciare davanti a questi giovani le parole per galvanizzarli, nominava spesso la Francia: «la più bella porzione del regno di Dio sulla terra»; e i Francesi: il più valente popolo che Dio abbia voluto dare alla Sua Chiesa». Egli era in corrispondenza anche con alcuni protestanti che gli sottoponevano le loro obiezioni. Fu così che un po’ la volta il nostro predicatore prese il volo: fin dalle sue prime conferenze ancora molto imperfette, il suo pubblico assistette con piacere alla progressiva evoluzione del suo pensiero e del suo stile. Agenda
Siamo lieti di invitarvi ai nostri prossimi incontri: • Lunedì 25 maggio: Pellegrinaggio del lunedì di Pentecoste, dal seminario a Notre-Dame du Chêne (i particolari sul nostro sito internet; si può venire con i passeggini). • Sabato 20 giugno : Ordinazioni alle 10,00 al Convento di la Haye-aux-Bonshommes, (49240 Avrillé) Cronaca
Sabato 6 dicembre Mons. Faure ha conferito la tonsura e gli Ordini di ostiario e di lettore a due frati del Convento di la Haye-aux-Bonshommes. Lunedì 8 dicembre Don Chazal, durante il suo giro annuale in Europa, ci è venuto in aiuto nell’apostolato per tre Domeniche consecutive. In questo 8 dicembre, sono stati i fedeli di Praga ad avere la gioia di riceverlo per festeggiare l’Immacolata Concezione. Mercoledì 10 dicembre Mons. Faure è partito per l’America del Sud. Col programma: riunione con due vescovi delle Resistenza: Mons. Thomas d’Aquin e Mons. Zendejas, nel monastero di Santa Cruz (Brasile), oltre alla visita e alla inaugurazione della cappella acquisita da poco dai fedeli di Ciudad del Este (Paraguay). ![]() L'interno della nuova cappella di Ciudad del Este (Paraguay) Giovedì 25 dicembre Dopo l’adorazione del Bambino Gesù nella mangiatoia e la Messa di Mezzanotte, abbiamo condiviso con i fedeli un piccolo spuntino di Natale preparato dalle nostre Suore Oblate. Nostri luoghi di Messa regolari
In Francia: Bourges (18): (due Domeniche
al mese). Contatti: Seminario.
Yvelines (78): Vernouillet (ordinariamente la prima Domenica del mese). Contatti: Seminario. Deux-Sèvres (79): cappella di Chantemerle, Moncoutant sur Sèvre (due Domeniche al mese). Contatti: Don Dominique Rousseau (newsletter@havresaintjoseph-tradition.fr) Alsazia (67): Thal Drulingen: Messa la maggior parte delle Domeniche e in settimana (Tel: Don Rémi Picot 06 69 02 70 39) All’estero : San Gallo (Svizzera): Messa
tutte le Domeniche e nella maggior parte dei giorni della settimana.
Praga (minimo un Domenica al mese e nei giorni vicini). Noi serviamo anche diverse volte l’anno: l’Ungheria, la Romania e la Bulgaria. Il programma dell’apostolato è regolarmente aggiornato sul nostro canale Telegram. ![]() Martedì 27 gennaio Inizio dei lavori della nostra futura lavanderia: uno dei nostri sacerdoti ha abbattuto in pochi minuti un muro con una mazza. Martedì 10 febbraio Don Trincado è rientrato in Cile, il suo paese, dopo otto anni trascorsi nel seminario. 15 febbraio Don Paul Renoult è partito per un viaggio missionario di un mese in Brasile e Paraguay. 16 febbraio La Sarthe, che scorre vicino al nostro giardino, ha straripato per una settimana, ed è arrivata fino a casa nostra. La Provvidenza è intervenuta e sono state allagate solo le cantine. ![]() Straripamento de La Sarthe Lunedì 1 marzo Don Dominique Rousseau ha sostituito i sacerdoti del seminario per alcuni giorni. Rientrato recentemente dall’Africa, egli ci ha presentato in una conferenza questo apostolato entusiasmante in Africa. Domenica 29 marzo La Domenica delle Palme ci ha fatto entrare nella Settimana Santa, durante la quale la liturgia ci fa rivivere il mistero della Redenzione. Erano fra noi Don Picot e Don Brühwiler ed anche il nostro professore di canto gregoriano. Don Rousseau ha assicurato le celebrazioni a Praga, mentre Don Renoult ha sostituito Don Picot in Alsazia. Il Giovedì Santo, Mons. Faure ha consacrato gli olii santi durante la Messa crismale celebrata ad Avrillé. ![]() Santa Messa a Praga Lavori
Comme abbiamo detto nella cronaca, sono iniziati i lavori della lavanderia: dopo aver liberato questo ampio locale dell’ala Nord, abbiamo demolito una delle pareti divisorie. Poi gli artigiani si sono alternati ai lavori (che probabilmente dureranno fino all’inizio dell’estate): elettricista, idraulico, installatore di cartongesso, falegname (per gli armadi)… ![]() I lavori in corso Una volta terminati questi lavori, questo nuovo spazio permetterà di liberare altri due stanze della casa, di cui una sarà trasformata in ufficio perché i sacerdoti possano lavorare adeguatamente. Inoltre, i lavori della biblioteca sono pregrediti notevolmente: a marzo sono stati installati due nuovi scaffali su misura. Adesso bisogna riempirli con i libri che abbiamo dovuto imballare il mese scorso per liberare lo spazio. Potete aiutarci:
Per la gestione quotidiana del seminario (riscaldamento, vitto, manutenzione, ecc.) Associazione degli Amici di Mons. Freppel • Con assegno all’ordine dell’AAMF indirizzato al seminario (indirizzo in basso) • Con bonifico sul conto AAMF. • IBAN : FR76 1790 6000 3296 3760 87 68 694 • BIC : AGRIFRPP879 Per il ministero dei sacerdoti, spese delle comunità, rimborso dei prestiti per l’acquisto del seminario, ecc.: Seminario Saint Louis Marie Grignion de Montfort Per quest’anno, vi preghiamo ringraziandovi di inviare le vostre offerte alla Associazione AAMF. Il seminario è riconosciuto come associazione culturale, può ricevere donazioni, lasciti testamentari e polizze assicurative sulla vita esenti da imposte di successione. Per queste offerte prendere contatto con la Segreteria. Per entrambe le associazioni, ricevute fiscali su richiesta. Indirizzi internet Contatti:
Indirizzo: 8, rue du docteur Picard 49640 Morannes-sur-Sarthe, France Posta elettronica del seminario: sajm.secretariat@gmail.com Tél. : 09 83 59 75 78 – (salvo urgenza, chiamare dalle 8:30 alle 20:00) Orari delle Messe: Durante l’anno scolastico: in settimana: ore 7:15 / Domenica ore 10,00 Vacanze: informarsi. |