Pentecoste: Mons. Strickland denuncia

il silenzio che soffoca la verità nella Chiesa

 


di Fraternità San Pio X






Mons. Joseph Strickland



In occasione della Pentecoste, Mons. Joseph Strickland ha denunciato il silenzio che oggi sta minando la Chiesa di fronte alla confusione dottrinale e di fronte agli attacchi contro la Tradizione cattolica: silenzio di pastori che non osano più parlare chiaramente.

Il vescovo emerito di Tyler cita in particolare le crescenti pressioni esercitate contro la Fraternità San Pio X e la Messa tradizionale, invitando i cattolici a ritrovare il coraggio di testimoniare pubblicamente la verità.

Vi è una vecchia canzone di Simon e Garfunkel intitolata The sound of Silence [Il Suono del Silenzio]. Molti di voi la conoscono. Un verso di essa dice: «Gente che parla senza parlare, gente che sentono senza ascoltare».

Queste parole risuonano nella mia mente mentre si avvicina la Pentecoste.

Noi viviamo in un’epoca piena di rumore. Di parole senza fine. Di commenti senza fine. Di dichiarazioni senza fine. Di riunioni senza fine. Di documenti senza fine. Di discussioni senza fine.
E tuttavia, sotto tutto questo clamore, un silenzio terribile cresce nel mondo, ed anche in alcune parti della Chiesa.

Non è il santo silenzio della preghiera, Non è il silenzio di un’anima inginocchiata davanti al Santissimo Sacramento. Non è il silenzio dei monaci o dei religiosi di clausura che ascoltano il sussurro di Dio.
Ma il silenzio che cala quando gli uomini smettono di ascoltare lo Spirito Santo.

Questa Domenica noi celebriamo la Pentecoste, quando lo Spirito Santo scese sugli Apostoli sotto forma di lingue di fuoco.
Gli uomini impauriti, nascosti dietro porte chiuse, divennero allora intrepidi testimoni di Gesù Cristo. Non uscirono dal Cenacolo nell’incertezza. Non ne uscirono parlando in modo ambiguo. Non ne uscirono cercando di adattarsi allo spirito del secolo.
Ne uscirono proclamando con audacia la verità, anche se questo dovesse costare loro la vita.

E’ questo che compie la Pentecoste.

Lo Spirito Santo non è lo spirito di confusione, è lo Spirito di Verità.

Nostro Signore, nel Vangelo secondo San Giovanni, dice: «Ma quando verrà lo Spirito di verità, vi insegnerà tutta la verità…» (Gv. 16, 13).

Lo Spirito Santo non contraddice Gesù Cristo. Lo Spirito Santo non ribalta la Rivelazione divina. Lo Spirito Santo non cancella la Sacra Scrittura. Lo Spirito Santo non benedice ciò che Dio ha chiamato peccato. Lo Spirito Santo non insegna una cosa per duemila anni tramite la Chiesa per poi ispirare improvvisamente il contrario nell’epoca moderna.

E tuttavia, oggi noi stiamo vivendo nella Chiesa un momento in cui la confusione si diffonde a partire perfino dai luoghi deputati a conservare il deposito della fede.

Ormai, noi vediamo apparire in Vaticano discussioni e gruppi di studio he parlano dell’omosessualità in una maniera che provoca una grande confusione tra i fedeli.
Mons. Athanasius Schneider ha recentemente qualificato come eretici alcuni di questi discorsi.
Questo termine dovrebbe scuoterci profondamente. L’eresia non è un semplice disaccordo, l’eresia è la corruzione della verità rivelata.

E il fedeli hanno il diritto di chiedersi: come possono essere discusse tali cose all’interno della Chiesa fondata da Gesù Cristo? Come può la confusione riguardo al peccato grave diventare la norma? Come può l’ambiguità rimpiazzare la chiarezza? Come possono i pastori parlare costantemente di inclusione, rimanendo stranamente silenziosi sul pentimento, la conversione, la santità, il giudizio e la salvezza?

Fratelli e sorelle, queste cose non accadrebbero se gli uomini ascoltassero veramente lo Spirito Santo.

La tragedia della nostra epoca non è che lo Spirito Santo abbia smesso di parlare. La tragedia è che molti non lo vogliono più ascoltare.

San Paolo ci avverte chiaramente: «Non spegnete lo Spirito» (I Tassalonicesi 5, 19).

Ma da decenni, noi abbiamo spento lo Spirito in innumerevoli modi. Spegniamo lo Spirito quando la verità è addolcita per non offendere il mondo. Spegniamo lo Spirito quando i pastori temono di più i titoli dei giornali che Dio. Spegniamo lo Spirito quando il peccato viene ribattezzato “accompagnamento”.  Spegniamo lo Spirito quando l’identità cattolica è sacrificata all’approvazione del mondo. Spegniamo lo Spirito quando il silenzio cala dove dovrebbe risuonare un avvertimento.

E questo silenzio ha delle conseguenze.

Perché quando gli uomini resistono continuamente alla voce di Dio, le loro coscienze si intorpidiscono. Le anime diventano sorde. Il mondo celebra questa sordità col nome di tolleranza o di progresso, ma spiritualmente è una catastrofe.

Il silenzio che ci troviamo ad affrontare oggi non è un silenzio pacifico. E il silenzio di una coscienza compromessa. E’ il silenzio dei pastori che hanno paura di parlare chiaramente. E il silenzio che cala quando lo spirito del mondo diventa più forte dello Spirito di Dio.

In nessun posto questo conflitto è più visibile che negli attacchi contro la stessa Tradizione cattolica.  

Ormai stiamo assistendo a crescenti pressioni e minacce contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X e contro la Messa tradizionale. Riflettete bene su ciò che questo significhi.
Cattolici fedeli alla liturgia antica, alla riverenza, alla dottrina e alla continuità con il passato sono trattati come pericolosi o offensivi, mentre le voci che contestano apertamente l’insegnamento morale consolidato vengono accolte col dialogo e promosse a posti di responsabilità.

Che tipo di inversione è questa?

I fedeli osservano tutto questo con confusione e tristezza. Coloro che sono fedeli alla Tradizione sono sorvegliati. Quelli che creano la confusione dottrinale sono celebrati come “pastorali”. Coloro che difendono ciò che i cattolici hanno sempre creduto vengono definiti “rigidi”. Quelli che adattano la fede alla cultura moderna sono lodati come profetici.

Tutto questo assomiglia alla Pentecoste? Assomiglia agli Apostoli ricolmi del fuoco dello Spirito Santo? O piuttosto assomiglia ad una Chiesa che ha  sempre più paura di proclamare le verità difficili?

Nella prima Pentecoste, San Pietro si presentò davanti alla folla e chiamò i peccatori al pentimento. Non si scusò per la verità. Non addolcì la Rivelazione divina. Non cercò di armonizzare il cristianesimo con la cultura pagana. Ripieno di Spirito Santo, egli predicò Cristo crocifisso e resuscitato.

E quale fu il risultato?

Tremila anime si convertirono.

Il mondo moderno ci dice che la chiarezza allontani le persone. La Pentecoste prova il contrario. La verità proclamata nello Spirito Santo trafigge i cuori.

Oggi la Chiesa non ha bisogno di meno verità. Ha bisogno di più santi pronti a proclamare la verità con coraggio e chiarezza.

Oggi esiste un’altra forma di silenzio che cresce. E’ il silenzio dei cattolici che sanno che qualcosa va molto male, ma che hanno paura di dirlo.
Molti sacerdoti fedeli restano in silenzio per paura delle sanzioni. Molti vescovi restano in silenzio per paura dell’isolamento. Molti laici restano in silenzio per paura del ridicolo. I genitori restano in silenzio mentre i loro figli vengono catechizzati dal mondo. Uomini buoni tacciono mentre i lupi girano liberamente in mezzo al gregge.

Ma il silenzio di fronte alla confusione non è carità, ci sono momenti nella storia in cui il silenzio diventa complicità. E noi stiamo vivendo uno di questi momenti.

Santa Caterina da Siena non rimase in silenzio mentre la corruzione si diffondeva nella Chiesa. Sant’Atanasio non rimase in silenzio quando gran parte della gerarchia abbracciò l’errore.

San Pio X mise in guardia contro il modernismo perché lo riconobbe come un veleno che attaccava la fede dall’interno.
E noi stiamo vivendo proprio in quest’epoca, un’epoca in cui si richiede chiarezza ai cattolici fedeli. Non odio. Non amarezza. Non disperazione. Ma chiarezza.

Lo Spirito Santo non è ambiguo riguardo alla verità. Lo Spirito Santo non è modernista. Lo Spirito Santo non è confuso riguardo al matrimonio, alla sessualità, al sacerdozio o all’unicità di Gesù Cristo.

Lo Spirito Santo non ispira la confusione interreligiosa che tratta tutte le religioni come ugualmente gradite a Dio. Gesù Cristo non è una via tra tante. Egli è il Figlio eterno di Dio, l’unico Salvatore del modo.
E’ questo che ha sempre insegnato chiaramente la Chiesa.

Eppure, sentiamo dire sempre più spesso che la certezza dottrinale sarebbe pericolosa. Ci viene detto che insistere sulla chiarezza sarebbe fonte di divisione. Ci viene detto che preservare la Tradizione sarebbe rigidità. Ci viene detto che mettere in discussione la confusione sarebbe disobbedienza. Ma la vera obbedienza non può mai esigere il silenzio di fronte all’errore.

I santi l’avevano capito

Le vera obbedienza è l’obbedienza a Gesù Cristo e alla fede perenne trasmessa dagli Apostoli. E questa fede non è stata inventata ieri da comitati, sinodi o gruppi di studio: essa è stata sugellata dal sangue dei Martiri.

Ecco perché la Pentecoste è così importante oggi.
Perché la Pentecoste ci ricorda che aspetto ha veramente la Chiesa quando ascolta lo Spirito Santo.
Essa è impavida. Essa è chiara. Essa è santa. Essa proclama la verità anche quando il mondo si erge contro di essa.

Gli Apostoli, dopo la Pentecoste non cercarono l’approvazione dell’Impero romano. Cercarono la fedeltà a Gesù Cristo. E a causa di questa fedeltà furono odiati dal mondo. Quasi tutti morirono Martiri.

Oggi, molti dentro la Chiesa sembrano disperati nel voler evitare l’odio del mondo. Eppure, Nostro Signore non ci ha mai promesso l’approvazione del mondo. Al contrario, vi ha avvisati: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima ha odiato me» (Gv. 15, 18).

Forse una parte del silenzio che oggi sentiamo deriva dalla paura. Paura di essere qualificati come intolleranti. Paura di perdere il proprio status. Paura delle critiche. Paura delle sanzioni. Paura dell’isolamento.

Ma la Pentecoste fu proprio la morte della paura!

Lo Spirito Santo non è disceso sugli Apostoli per renderli più accettabili agli occhi del mondo. E’ disceso per fare di essi dei testimoni.
E la Chiesa ha un disperato bisogno di nuovi testimoni. Non di celebrità. Non di gestori d’azienda. Non di esperti in pubbliche relazioni. Ha bisogno di testimoni.

Sacerdoti pronti a predicare le verità difficili. Vescovi pronti a difendere la fede a qualunque costo. Genitori pronti a proteggere i loro figli dal veleno spirituale. Religiosi pronti a vivere una santità visibile. Giovani pronti a rifiutare il vuoto della cultura moderna. Cattolici fedeli pronti a rimanere con Cristo anche quando questo diventa doloroso.

Il rumore del silenzio diventa sempre più forte nel nostro mondo.

Ma la Pentecoste è la risposta del Cielo a questo silenzio!

La Pentecoste è il fuoco della verità divina che penetra le tenebre. La Pentecoste è lo Spirito Santo che risveglia le anime dormienti. La Pentecoste è il coraggio che trionfa sulla paura. La Pentecoste è la chiarezza che trionfa sulla confusione. La Pentecoste è la verità che trionfa sul compromesso.





maggio 2026
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