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| Intervista a Don Charles Theodore Murr sulla Fraternità San Pio X Tratta da intuajustitia
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Il celebre sacerdote e scrittore, collaboratore del Card. Gagnon, don Charles Theodore Murr, autore noto per le sue pubblicazioni su intrighi, storie e retroscena della Santa Sede, come “Massoneria vaticana”, edito da Fede & Cultura, anche lui prende posizione: «sulle prossime consacrazioni episcopali da parte della Fraternità San Pio X e le ritiene del tutto giustificate». Don Murr ha rilasciato un’intervista a La Fe de la Iglesia, tradotta da Claudio Forti e ripresa da Aldo Maria Valli in «Duc in altum». A voi tutti buona lettura e condivisione. A. di J. Grazie all’amico lettore Claudio Forti, propongo la traduzione di parte di un’intervista a don Charles Murr – autore di libri come “Massoneria vaticana. Logge, denaro e poteri occulti nell’inchiesta Gagnon” e “L’anima segreta del Vaticano. Il profondo legame tra Pio XII e suor Pascalina” – sulla questione della Fraternità Sacerdotale San Pio X e delle prossime consacrazioni episcopali. Don Murr – Con la
sinodalità, nel cattolicesimo si sta formando una nuova
religione. Ancora non appare come tale, ma c’è solo da
aspettare. Si rivelerà un po’ alla volta, come si rivelò
al tempo di Ario, che metteva in discussione la divinità di
Cristo. Ario dichiarava che la Chiesa stava sbagliando e che era lui
che rappresentava la Chiesa. Nella sua eresia aveva addirittura
l’appoggio dell’Imperatore e della maggioranza del mondo ecclesiale.
Possiamo forse dire che per questo motivo Ario era un cattolico? No! In
quel tempo Atanasio era quasi l’unico vescovo al mondo a sostenere,
contro Ario, la divinità e umanità di Gesù Cristo.
Il mondo stava con Ario, era ariano. Aveva ragione? No!
Presentatore – Sono
d’accordo: siamo vivendo una grave crisi. Mi azzardo a dire che
è fra le peggiori, e che la causa di cui la Fraternità
San Pio X si è fatta interprete è condivisa anche da
gruppi più piccoli, che combattono con lo stesso spirito la
medesima battaglia. Impossibile comprendere la Fraternità San
Pio X se non si mette in evidenza il progetto della sinodalità.
Ricordo che il cardinale Sarah lo ha definito diabolico e il cardinale
Müller ha sostenuto che dobbiamo resistere.La verità poi trionfò grazie a un solo vescovo, anche se tutti gli altri erano d’accordo con l’errore. Oggi siamo in una situazione simile, anche se non ancora drastica come allora. Il tempo ci dirà. Pur non appartenendo alla Fraternità di San Pio X, vi dico apertamente e liberamente che sono d’accordo con loro. E lo dico per un fatto molto, molto importante. Uno dei loro vescovi eletti ha detto che “la Chiesa di oggi è in crisi sul piano liturgico, dottrinale e morale”. E io dico che coloro che non pensano che la Chiesa sia in crisi non hanno occhi per vedere e orecchi per sentire. Perché è ovvio. Persino un cieco lo può vedere. Siamo in una grave crisi, e quando si è in uno stato di emergenza come l’attuale la Fraternità di San Pio X deve continuare a fare ciò che sta facendo. La legge suprema della Chiesa cattolica, e pure del diritto canonico, è il bene delle anime, la loro salvezza. E ciò che la Fraternità sta facendo per la salvezza delle anime in questa situazione di emergenza lo fa bene. Siamo o non siamo in uno stato di crisi? Certo! Quindi la consacrazione dei vescovi da parte della Fraternità è del tutto corretta. Don Murr – Tra coloro che
non sono d’accordo con il processo della sinodalità molti hanno
un certo timore di parlare liberamente. Io, forse per la mia
età, non ho nessuna paura, perché vedo semplicemente la
realtà. So però che ci sono sacerdoti, anche con un grado
ben superiore al mio (vescovi o cardinali o papi) che non hanno la
libertà di esprimersi e per questo sono in conflitto con la loro
coscienza.
Presentatore – Però ci sono anche coloro che negano la crisi della Chiesa. Magari si dicono difensori della tradizione, ma nello stesso tempo sostengono che gli appartenenti alla Fraternità di San Pio X sono eretici e che la Chiesa fa bene a dichiararli tali. Poi, come al tempo di Atanasio, ci sono sacerdoti solidali con la Fraternità. Ma tra questi molti vivono nel timore di esporre il proprio pensiero, non tanto perché siano codardi, ma perché temono di perdere la parrocchia e la cura dei fedeli. Don Murr – Io conosco molti
sacerdoti che hanno perso la loro parrocchia perché non erano
d’accordo con l’errore e lo hanno detto con chiarezza. Siamo in un
tempo incredibile.
Presentatore – Alcuni dicono che i sacerdoti della Fraternità e i consacrati che li appoggiano stanno cedendo a una mentalità messianica; hanno la sindrome del messianismo perché si credono i salvatori, mentre Dio per il suo piano di salvezza usa il papa e la gerarchia ufficiale. Quindi essi non possono pensare di essere i salvatori. Ma abbiamo appena parlato della figura di Atanasio, che non approvava i propri superiori che avevano accolto l’eresia ariana. Don Murr – A riguardo di
quanto hai detto, vorrei fare solo un esempio fra i molti possibili.
Noi crediamo a quanto disse Gesù Cristo: “Io sono la via. Nessuno può
giungere al Padre se non attraverso di me”. C’è qualche
ambiguità in queste parole? Come si potrebbe essere più
chiari? Nessuno può giungere al Padre se non attraverso Cristo.
Ora, recentemente abbiamo avuto un Papa che ha detto che “tutte le
religioni sono volute da Dio”. A questo punto, con chi stai? Con lui o
con Gesù Cristo? La Sacra Scrittura lo parla molto chiaramente.
I lefebvriani sono attaccati perché sono cattolici, punto! Molto semplice! Oltretutto io conosco molti sacerdoti della Fraternità San Pio X, e posso dirti che sono gli uomini più moderati che tu possa immaginare. Conversando con loro ho notato che sono pieni di buon umore, per niente risentiti. Non sono rigidi, arrabbiati, attaccati morbosamente alla tradizione. No, sono cattolici! Il problema è che il mondo di oggi è non sa più che cosa sia il cattolicesimo. Per questo non lo riconosce. Qui dove vivo, in una località della Spagna, sto predicando un corso di esercizi spirituali a sacerdoti dimessi dai loro vescovi. Hanno perso le loro parrocchie e uno è stato allontanato dalla docenza universitaria solo perché nelle omelie aveva difeso la posizione cattolica tradizionale. Uno ha detto che in coscienza non poteva benedire coppie omosessuali e il giorno successivo dal suo arcivescovo e cardinale ha ricevuto la sospensione, con il divieto di predicare. Qual è stato il suo errore? Non sto esagerando. Il suo errore è stato di aver difeso fermamente la dottrina tradizionale della Chiesa. Di questi casi ne conosco tanti. Ed ecco che vediamo bene la crisi in cui siamo. Presentatore – Qualcuno usa una parola che io in realtà non ritengo sempre peggiorativa, lefebvriani, quasi si trattasse di una setta, di un culto strano… Don Murr – Come se fossero
luterani o calvinisti.
Presentatore – Si, proprio così. Anch’io vengo accusato di essere diventato lefebvriano solo per aver espresso dubbi o perplessità su errori e ambiguità di cui abbiamo già parlato. Per questo mi chiedo: che cosa stiamo facendo per curare la grande ferita che c’è nella Chiesa e tornare alla tradizione? Che cosa stiamo facendo in questo che ci è stato dato? Chiediamo a Dio che ci conceda la grazia di poter contribuire nella misura in cui possiamo, in conformità alla nostra vocazione, alla guarigione della nostra Chiesa cattolica, riportandola alla santa tradizione. Che il Signore ci aiuti! Affidiamoci all’intercessione della Nostra Madre Maria, distruttrice di tutte le eresie! Vorrei ricordare che due cardinali, fra cui Gerard Ludwig Müller, furono incaricati da Papa Francesco di visitare la Fraternità di San Pio X, e quando tornarono diedero un report molto positivo, assicurando di non aver riscontrato alcun aspetto eretico. Don Murr – Non so se ti ho
mai parlato dell’esperienza che ebbe a suo tempo il cardinale Gagnon,
mio grande amico, nel suo incontro con la Fraternità. Egli nel
1988 fu inviato a Écône, in Svizzera, da Papa Giovanni
Paolo II per parlare con Monsignor Lefebvre e chiedergli di non
consacrare i quattro vescovi. Nel mese successivo a quell’incontro, il
cardinal Gagnon rimase con me una settimana e mi raccontò della
sua esperienza. Mi disse che Monsignor Lefebvre rispose al Papa
dicendo: “Non posso”. E sai che cosa aggiunse il cardinal Gagnon? “Tu
pensi che io lo abbia sgridato?”. No, gli ha detto: “Fai bene. Fai bene
a non fidarti”. E quando chiesi a Gagnon quale impressione avesse avuto
dalla visita apostolica al seminario di Écône mi disse:
“Esemplare. Potrebbe essere un modello”.
Presentatore – Da quel che vedo, i sacerdoti della San Pio X sono al cento per cento cattolici, mentre abbiamo molti eretici nella gerarchia. Viva Cristo Re! Viva Santa Maria sempre Vergine! Viva la santa Chiesa cattolica! Intervista su You Tube
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