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| Leone XIV nomina la Presidente di EWTN News a capo della comunicazione vaticana ![]() Papa Leone XIV e Maria Montserrat Alvarado Il 2 giugno 2026, Papa Leone XIV ha nominato Maria Montserrat «Montse» Alvarado, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Ella entrerà in funzione il prossimo 1 novembre. Questa decisione inattesa la dice lunga sulla visione del Papa americano in tema di comunicazione istituzionale. La novità ha fatto l’effetto di una piccola bomba sulle rive del Tevere, in genere piuttosto calme alla fine della primavera. Per i conoscitori degli arcani vaticani, la scelta di piazzare la Presidente di un organo di stampa cattolico conservatore americano rompe con l’uso e annuncia una nuova era per la comunicazione della Santa Sede. Una carriera costruita nei media cattolici di oltreoceano Dal 2023, Montserrat Alvarado è stata Presidente e Direttrice Generale di EWTN News, supervisionando tutte le attività giornalistiche mondiali e multilingue dell’emittente, che comprendono televisione, radio, stampa, piattaforme digitali e reti sociali. In precedenza, ella aveva trascorso quattordici anni in posti di direzione presso il Becket Fund for Religious Liberty, dove era impegnata sulle questioni della libertà religiosa e della dignità umana. Nata, in Messico, si è diplomata alla Florida International University e alla George Washington University. Il suo profilo è più quello di una dirigente esperta, che di una giornalista. Ed è proprio questo che il Papa ha voluto, come dice il vaticanista Andrea Gagliarducci: Leone XIV ha fatto arrivare in Vaticano una dirigente di grande esperienza, tendendo la mano al mondo conservatore americano – con le sue reti di finanziatori – e acquisendo una esperienza fondamentale per tentare di far funzionare la macchina mediatica vaticana. Questa nomina ha una certa portata simbolica: in effetti, questa rete mediatica conservatrice si è mostrata critica nei confronti di diversi orientamenti del pontificato di Papa Francesco e non ha esitato ad esprimere le sue riserve su alcune decisioni prese durante il pontificato di Papa Leone XIV. Paradossalmente, la scelta di una dirigente dell’EWTN – gruppo mediatico che Papa Francesco, in uno dei suoi abituali sfoghi, definì come «opera del diavolo» - è stata interpretata come un gesto di conciliazione nei confronti di un’ampia parte del cattolicesimo americano. Una nomina inedita Montserrat Alvarado succede a Paolo Ruffini, nominato nel 2018 da Papa Francesco, come primo Prefetto laico di un Dicastero della Curia romana. La di lei nomina costituisce una novità, quella della prima donna laica senza voti religiosi posta a dirigere un Dicastero della Santa Sede. Questo organismo non è stato sempre affidato a dei laici. Per più di mezzo secolo, il Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, e in seguito il Segretariato per la comunicazione, furono diretti da vescovi o da cardinali. Anche il primo Prefetto del Segretariato per la comunicazione, Mons. Dario Eduardo Viganò, nominato nel 2015, era un arcivescovo. La nomina della signora Alvarado è dunque una nuova tappa nel recente sviluppo avviato dalla Costituzione apostolica Praedicate Evangelium (2022) che prevede esplicitamente che dei fedeli laici possono essere chiamati ad esercitare funzioni di governo in seno alla Curia romana. Durante le Congregazioni generali che hanno preceduto il Conclave del 2025, il cardinale Beniamino Stella espresse il suo disaccordo su questa separazione tra il potere di governo e il sacramento dell’Ordine. Ex Prefetto della Congregazione per il Clero e figura rispettata nella Curia, egli denunciò una rottura con la tradizione multisecolare che legava l’esercizio della giurisdizione ecclesiastica alla ricezione del sacramento dell’Ordine. La questione non è semplicemente disciplinare, essa attiene alla natura stessa del potere nella Chiesa. Storicamente, i Prefetti dei Dicasteri, i loro Segretarii e spesso anche i loro stotto-segretarii, erano vescovi, perché gli atti che erano chiamati a compiere derivavano dall’esercizio della giurisdizione ecclesiastica. Riforma in prospettiva Al di là di questa nomina, è tutta la struttura del Dicastero che potrebbe essere rivista. In una possibile riorganizzazione, la tipografia, la Libreria Editrice Vaticana e il servizio fotografico, verrebbero integrate nel bilancio del Governatorato sotto la voce «servizii commerciali», mentre il Dicastero per la comunicazione si concentrerebbe sulla gestione dei media, che potrebbe essere condotta in modo più «manageriale», con una autonomia che consentirebbe anche donazioni specifiche. Tutto sta nel sapere se questa «tranquilla rivoluzione» evocata da certi commentatori permetterà ai media del Vaticano di rimanere fedeli al «programma di ricristianizzazione della cocietà», che era stato loro assegnato da Papa Pio XI, in occasione dell’inaugurazione dei primi uffici di Radio Vaticana. Era il 1931 e da allora molta acqua è passata sotto i pilastri di Ponte Sant’Angelo. |