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| Da Chartres a Parigi migliaia di pellegrini della Fraternità San Pio X per le vocazioni e la Tradizione ![]() Dal 23 al 25 maggio 2026, quasi 6000 pellegrini della Tradizione, guidati dalla Fraternità San Pio X, hanno lasciato Chartres sotto un sole cocente per raggiungere Parigi il lunedì di Pentecoste, dove è stata celebrata la Messa di chiusura sulla piazza Vauban. ![]() Questo pellegrinaggio si è svolto sotto il filo conduttore di una preghiera per le vocazioni sacerdotali: “Manda operai per la tua messe”. La guida spirituale del pellegrinaggio – un piccolo libretto contenente anche le mappe dei luoghi di bivacco e l’ordine dei gruppi, precisava questa necessità: «L’ultimo
pellegrinaggio a Lourdes è stato segnato da un momento toccante:
la celebrazione dei 50 anni del Distretto di Francia. Don Gonzague
Peignot ha riflettuto sui magnifici frutti che la Fraternità ha
prodotto nel corso dei decenni.
Ma rimane una domanda essenziale: che senso avrebbe quest’opera senza le vocazioni? Senza sacerdoti non vi è più Messa, né sacramenti, né religione. Il santo Curato d’Ars lo diceva con forza: “Quando si vuole distruggere la religione, si comincia col sacerdote”. E Mons. Lefebvre ci ricordava nel 1983: “Più anime si perdono, più servono le vocazioni”. Un pellegrinaggio per le vocazioni in mezzo alla crisi nella Chiesa Questo appello ha trovato riscontro nell’editoriale di Don Michel Poinsinet de Sivry, che sarà uno dei quattro futuri vescovi della Fraternità, come annunciato il 26 maggio in un editoriale de La Porte Latine del 29 ottobre 2025: «Quali mezzi dunque
incoraggia la Santa Chiesa per preparare le anime alla chiamata divina?
La preghiera. “La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi.
Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella
sua messe (Luca X, 1-9).
Nostro
Signore è molto chiaro: il mezzo principale col quale Dio dona
le vocazioni è la preghiera. Dio ci concede questa grazia solo
se noi gliela chiediamo. Inoltre, nella Sua Provvidenza, Dio non
può rifiutare questa grazia che Egli ci vuol donare tramite
questo mezzo. La preghiera è dunque il solo aiuto efficace che
noi abbiamo per ottenere le vocazioni. La preghiera piace a Dio
perché è un atto di fede nel sacerdozio e nella vita
religiosa. Essa è un atto di umiltà perché
è il riconoscimento che noi non possiamo fare nulla senza la
grazia trasmessa tramite il sacerdote e l’anima religiosa. Essa
è un atto di speranza poiché risponde alla richiesta di
Cristo e ha la certezza del suo adenpimento. Che ciascuno di voi
preghi, dunque, perché noi si possa ricevere una messe
abbondante di operai divini!
In questo dovere della preghiera, le famiglie sono in prima linea. Qual è infatti il ruolo delle famiglie? Disporre l’anima del bambino a rispondere favorevolmente alla chiamata di Cristo. Niente di più, niente di meno. ![]() Da Chartres a Parigi lungo i campi di grano Dopo una Messa sul sagrato della Cattedrale di Chartres, il pellegrinaggio è partito alla volta Champhol, Gallardon e Sonchamp – dopo 40 chilometri di cammino, la prima notte, il bivacco è stato a Les Greffiers, molto vicino ad una chiesa in cui si celebra regolarmente la Messa tridentina. A causa dei lavori nella chiesa di San Martino di Bretencourt, le Messe della Fraternità vengono celebrate a Sonchamp, vicino all’ingresso Sud di Rambouillet, dallo scorso gennaio a settembre. La Domenica, la seconda tappa del pellegrinaggio va da Sonchamp a Tour Moreau, passando per Saint Rémy l’Honoré, con un percorso di 39 chilometri - il bivacco è situato di fronte alla fattoria posta tra Fontenay le Fleury e Villepreux, pochi chilometri a Sud del Priorato recentemente acquistato dalla Fraternità per ospitare la scuola di Bailly, tuttora in fase di ristrutturazione. La Messa pontificale di Pentecoste è stata celebrata da Mons. Fellay, sul campo in pendenza. Il lunedì mattina, alle 6,40 (le 6,00 per i bambini) la colonna è partita da Trou Moreau, zigzagando tra i sentieri della piana di Versailles, passando tra i verdi campi di grano, tra i bracci dell’ex rete ferroviaria Ovest, dal Sud della valle servito dalla linea Nord da Montparnasse a Dreux, dove è annesso il bivacco, servita a Nord dalla linea L da Saint Lazare a Celle Saint Cloud, passando per Bailly – dove la colonna ha attraversato in ordine il passaggio a livello dell’ex grande Ceinture diventata T13. La colonna si è fermata poi nel Bois de Boulogne per pranzare, quindi ha attraversato l’Ovest di Parigi fino alla piazza Vauban. In testa al corteo dei pellegrini, hanno marciano le bandiere bretoni con centinaia di pellegrini. I Belgi, Fiamminghi e Valloni, erano quasi 200, il loro Superiore è Don Michel Poinsinet de Sivry, che verrà consacrato vescovo il prossimo 1 luglio. La chiesa più importante visitata è la chiesa Saint Joseph de Bruxelles, acquistata un po’ di tempo fa dalla Fraternità da dei cristiani d’Oriente. Oggi, tre seminaristi fiamminghi e due Valloni stanno seguendo la loro formazione nei seminari della Fraternità. Sebbene molti iscritti al pellegrinaggio riflettono la geografia dei luoghi serviti dalla Fraternità – più dinamici in Bretagna e nell’Ovest della Francia -, ad Ovest della linea che va da Lille a Pau, con numerose famiglie e vocazioni, vi sono un centinaio di Svizzeri, con una ventina di seminaristi tra cui diversi che saranno ordinati sacerdoti quest’anno (cinque ordinazioni, tra cui un francese, verranno effettuate a Ecône) poi ci sono Tedeschi, Italiani, Polacchi e Croati. ![]() Le
bandiere dei pellegrini Polacchi e Croati
Polacchi e Croati tra Chartres e Parigi I Croati sono principalmente originari di Zagabria, dove si trova l’unica chiesa diocesana di tutto il paese in cui si celebra la Messa tradizionale: San Biagio, ad Ovest del centro della città. Diversi vengono dalla vicina Slovenia, dove si celebra la Messa tradizionale la terza Domenica del mese, in un Santuario a 30 chilometri da Lubiana. La Fraternità assicura i servizi religiosi a Zagabria, Fiume, Dubrovnik e Spalato, coprendo i quattro angoli del paese. A Zagabria vi sono più di 100 fedeli, mentre gli altri luoghi di Messa raggiungono la massima capienza durante l’alta stagione. I Polacchi vengono principalmente da Katowice e Poznan. «L’anno scorso eravamo in due, l’anno prossimo speriamo di essere in cento» spiega una coppia di Catowice, in Slesia, il cui centro di Messa ha guadagnato diverse centinaia di fedeli in pochi anni, rispecchiando la forte crescita del Distretto polacco della Fraternità, dall’inizio della pandemia del Covid. Nel 2021, il Distretto polacco, quando due sacerdoti si erano uniti alla Fraternità, riferì che «Dal 2020, l’affluenza nelle cappelle della Fraternità in Polonia è raddoppiata, e si stanno aprendo nuove cappelle. La messe è abbondante e gli operai poco numerosi e si ha bisogno di questo aiuto sacerdotale». Le vocazioni sono in aumento – nel seminario di Zaitzkofen i Polacchi sono oggi più numerosi dei Tedeschi; in sei anni, dal 2021 al 2026, la Fraternità ha triplicato il numero delle cappelle, e continua a crescere. Nel frattempo, mentre un quarto dei sacerdoti diocesani ordinati in Europa sono Polacchi, il numero dei seminaristi si è dimezzato dal 2018, e la Chiesa diocesana si trova stretta tra l’incudine e il martello a causa degli abusi a lungo tempo coperti e a causa della secolarizzazione. Tuttavia, l’afflusso dei Polacchi nelle cappelle della Tradizione e la loro presenza tra Chartres e Parigi, dimostra che le vocazioni non mancheranno, se il Signore vorrà. Inoltre, la Polonia è anche il paese del pellegrinaggio tradizionale più lungo d’Europa e forse del mondo: 9 giorni da Varsavia a Jasna Gora in agosto. Come per i pellegrinaggi locali della Tradizione, quelli della Fraternità fioriscono fuori dalla Francia: a Verona, a giugno e ai primi di settembre; da Bevagna ad Assisi passando per Montefalco, Foligno (bivacco), Spello, Treviso, in Italia; e anche da Monaco ad Altötting, in Germania, l’ultimo fine settimana di luglio, nonostante i suoi 100 chilometri e il terreno accidentato, dove l’anno scorso erano presenti 450 pellegrini che marciavano a piedi. ![]() |