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| Rassegna stampa: “Magnifica
humanitas”,
giugno 2026
la prima enciclica di Leone XIV ![]() Presentazione dell’enciclica Magnifica humanitas Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica: Magnifica humanitas, il 15 maggio 2026, in occasione del 135° anniversario della pubblicazione dell’enciclica di Leone XIII: Rerum novarum (15 maggio 1896). E il Papa ha tenuto a presentarla egli stesso, il 25 maggio. L’intelligenza artificiale, una questione prioritaria nell’attuale crisi della fede? Il 22 maggio, Aldo Maria Valli si chiedeva se era veramente prioritario il tema di questa enciclica sull’Intelligenza Artificiale (IA): «Si nota il legame molto chiaro tra il documento che ha fondato la dottrina sociale della Chiesa [Leone XIII] e quello che dovrebbe fondare la dottrina della Chiesa in campo tecnologico [Leone XIV]. Sì, ma vi è un piccolo dettaglio da non sottovalutare: la Rerum novarum non fu la prima delle ottantasei encicliche di Leone XIII, ma la quattordicesima». «E di cosa si è occupato Papa Pecci prima di arrivare alla quattordicesima? Beh, di cose di poco conto: come della “Chiesa di Dio e della salvezza delle anime”; dei pericoli legati alla diffusione della “setta di coloro che, sotto nomi diversi e quasi barbari, si fanno chiamare socialisti, comunisti e nichilisti”; della “conoscenza più precisa e più ampia delle cose in cui si crede”; della “comprensione più limpida dei misteri della fede”; del “matrimonio cattolico”; della “evangelizzazione dei popoli slavi”; dell’“aiuto alle missioni sacre”; dei “nemici della Chiesa in Italia”, ecc. «Insomma, Leone XIII ha certo rimodellato la dottrina sociale, ma prima di tutto si è dedicato a consolidare i fondamenti metafisici, teologici e morali della fede. Ed era un’epoca in cui questi fondamenti erano di gran lunga più solidi di quanto lo siano oggi. Leone XIV, invece, dà l’impressione di aver cominciato a costruire dal tetto. «Cosa che certo gli varrà gli applausi del mondo, ma chiediamoci: avevamo veramente bisogno, noi cattolici, di una analisi, per quanto precisa, dell’Intelligenza Artificiale? Sempre più disorientati, sempre meno saldi nella fede, non avremmo avuto bisogno di altro in questo periodo così tormentato e dopo un pontificato, quello di Papa Bergoglio, che è stato devastante sul piano dottrinale, morale e teologico?». Ciò che sorprende il giornalista italiano, sono le personalità – religiose e laiche – di cui Leone XIV ha pensato di doversi circondare per la presentazione dell’enciclica, il 25 maggio: «Basta scorrere l’elenco egli intervenuti per avere una crisi d’orticaria. Nell’ordine: l’incredibile signor prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede: Tucho Besame mucho [Tucho è il soprannome del cardinale Fernandez; besame mucho – baciami molto – è una duplice allusione alla canzone composta nel 1932 della musicista messicana Consuelo Velázquez, e al libro del prelato, sul bacio, veramente non certo mistico…]; «il cardinale gesuita Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e vicino a Papa Bergoglio; Anna Rowlands, professoressa di “Teologia politica ed Etica teologica delle migrazioni umane”, che ha contribuito come consigliere di fiducia alla redazione di Fratelli tutti di Francesco; Christopher Olah, cofondatore della società di Intelligenza Artificiale Anthropic, e ateo convinto. «Infine, Leocadie Lushombo, professoressa di “Teologia politica e pensiero sociale cattolico” alla Jesuit School of Theology, dell’Università di Santa Clara in California, una ricercatrice nota soprattutto per aver collaborato con Papa Bergoglio sui temi della giustizia sociale». «Al termine della presentazione alla stampa, «il Segretario di Stato Parolin ha chiuso gli interventi e, per finire, Leone XIV ha dato la sua benedizione». Aldo Maria Valli conclude con ironia pungente: «Sapete cosa diceva Philip Dick, autore tra l’altro, di Do Androids Dream of Electric Sheep ? [Gli androidi sognano pecore elettriche?], il romanzo che ha ispirato Blade Runner, sulle frontiere tra l’umanità e l’Intelligenza Artificiale? Diceva: “lo strumento fondamentale per manipolare la realtà è la manipolazione delle parole”. Meditate, amici miei, e che l’algoritmo sia con voi!» La vecchia guardia di Francesco sempre presente Nel Monday Vatican del 25 maggio. Andrea Gagliarducci rileva che i prelati scelti da Leone XIV per presentare Magnifica humanitas, sono stati stretti collaboratori Francesco: «E’ qui che si constata che la transizione dal vecchio mondo [pontificato] verso il nuovo non è ancora cominciato. L’enciclica è presentata da due dei cardinali che meglio incarnano il pensiero di Francesco, benché ciascuno a suo modo». «Czerny ha portato in Vaticano una particolare sensibilità verso i migranti, unita ad un amore per i movimenti popolari e ad una vicinanza con le voci politicamente più progressiste. Gesuita, per sua natura curioso del mondo secolare, egli era il braccio destro di Papa Francesco nella gestione di un Dicastero che è tradizionalmente e soprattutto ideologicamente dinamico, sulla linea del vecchio Pontificio Consiglio “Giustizia e pace”. «Fernandez era l’uomo di fiducia di Francesco, il primo ad essere stato promosso dal Papa e l’ultimo dei suoi grandi amici ad entrare in Curia; egli aveva anche ricevuto una lettera autografa di Papa Francesco che sottolineava quello che si aspettava da lui come “custode della fede”. «In breve, Leone XIV si è appoggiato alla vecchia guardia, cosa che potrebbe significare sia l’assenza persistente di un vero rinnovamento generazionale in Vaticano, sia che Leone non abbia ancora rivolto lo sguardo al futuro e quindi deve appoggiarsi sul passato. «Il rischio è che una enciclica che dovrebbe segnare una svolta generazionale, in realtà rimane ancorata ad un pontificato particolare e non entri a far parte della storia della Chiesa. [Per il momento] Leone XIV è un Papa di una nuova generazione, ma che rimane ancora all’ombra della precedente». Una ingenua volontà di «disarmare l’IA» ? Ne La Bussola Quotidiana del 26 maggio, Andrea Zambrano si preoccupa per la presenza di Christopher Olah alla conferenza stampa del 25 maggio; e si chiede quale impressione farà l’immagine del Papa a fianco di questo miliardario ateo: «E’ come se Leone XIII avesse presentato la sua celebre enciclica Rerum novarum a fianco dei magnati dell’economia dell’epoca: Giovanni Pirelli o Krupp, il re dei cannoni. O come se Paolo VI avesse illustrato il suo documento più contestato e più profetico: Humanae vitae, con a fianco i ricercatori della società farmaceutica che produceva l’Enovid, la prima pillola contraccettiva. «Si potrebbe arricchire il discorso con pensieri e parole eticamente sostenibili. Ma vi è una questione di opportunità da tenere presente, poiché stiamo parlando della presentazione ufficiale di una enciclica, e non di un congresso o di un seminario sull’argomento in cui, con prudenza, si potrebbero invitare persone esterne o stakeholders [parti interessate], per usare un termine attualmente di moda. «E tuttavia, in questo caso, la parte interessata, il portatore di interessi, ha potuto esprimersi, ricevuto con tutti gli onori, e certi vescovi avranno potuto avere l’impressione che Claude [IA sviluppata da Anthropic, di cui C. Olah è il cofondatore] non sarebbe altro che una Intelligenza Artificiale cattolica, o un po’ più cattolica delle altre. Ma sarebbe un’illusione. «[Anche se] Olah ha dichiarato alla “corte ” papale: «Noi continuiamo a trovare le cose misteriose, persino inquietanti. Noi stiamo individuando strutture che riflettono i risultati delle neuroscienze umane. Stiamo trovando prove di introspezione. Io non so cosa significhi, ma penso che questo richieda un discernimento costante». Se lui non lo sa, immaginate noi! «Olah ha concluso con l’augurio più ovvio: “La voce della Chiesa è necessaria prima di tutto per il nostro dovere versi i poveri del mondo”. Venendo da qualcuno la cui impresa ha un bilancio stimato tra 30 e 45 miliardi di dollari, con utili dell’ordine di 11 miliardi di dollari (ma questa cifra è tratta dalla società concorrente Gemini), questo solleva un surplus di interrogativi». Su Life Site News del 25 maggio, è stato ricordato che Christopher Olah, cofondatore canadese di Anthropic, ha attivamente militato contro il cristianesimo, e più particolarmente contro il cattolicesimo. Nell’agosto 2010, sul suo conto Twitter personale, ha condiviso un collegamento verso un sito web che invitava i cittadini britannici a manifestare contro la visita di Papa Benedetto XVI. Alcuni mesi più tardi, nel febbraio 2011, ha ripreso un articolo dell’Irish Times intitolato: «Perseguire il Papa per crimini contro l’umanità». Fondamentalmente, Andrea Zambrano si interroga sullo scopo fissato dal Papa: «Quanto all’appello di Leone a disarmare l’Intelligenza Artificiale, nel senso di non metterla al servizio di obiettivi bellici, vale la pena ricordare con una certa apprensione che è proprio Anthropic, al pari di tutti i suoi concorrenti, che si è introdotta nel campo della sicurezza nazionale. «“Nell’estate 2025” – scrive La Repubblica – “l’impresa ha lanciato Claude Gov, una famiglia di modelli destinati ad ambienti classificati. In seguito ha annunciato un accordo del valore di 200 milioni di dollari col Dipartimento della Difesa per l’utilizzo della sua tecnologia”. «Certo, Dario Amodei, cofondatore con Olah, ha dichiarato che Anthropic sostiene l’utilizzo dell’IA per difendere gli Stati Uniti e le democrazie, opponendosi al suo impiego nelle armi autonome e nella sorveglianza di massa sul suolo americano. Ma è del tutto innegabile che il settore militare è uno dei campi più ambiti per lo sviluppo dell’IA. In breve, disarmare, sì, ma con discernimento». Una moltitudine di problemi sociali Ne La Nuova Bussola Quotidiana del 1 giugno, Stefano Fontana sottolinea la lunghezza eccessiva di Magnifica humanitas, paragonandola alla concisione romana dell’enciclica di Leone XIII: «Rerum novarum rappresenta meno di un terzo della lunghezza della nuova enciclica [134 pagine nella versione pdf de La Croix] e questo senza contare le 224 note a pie’ di pagina …» Fontana sottolinea che questa prolissità è presente più particolarmente in un capitolo, il quarto, il che comporta un certo discredito sull’autorità magisteriale del documento: «Vi si trovano dei riferimenti ad una moltitudine di problemi sociali: la crisi del multilateralismo, i nuovi imperialismi, la guerra e la guerra asimmetrica, la corsa agli armamenti. Gli squilibrii economici, la logica della forza, la ricerca scientifica, il dialogo e la cultura della negoziazione, la violenza e il terrorismo, la cyberguerra, le organizzazioni internazionali, i migranti, i rifugiati e le minoranze, la salvaguardia della creazione, il dialogo interreligioso, le scuole e l’educazione … e così via». «Si tratta di analisi specifiche e a breve termine, troppo dipendenti da studii di casi empirici. In queste analisi dettagliate è difficile conformarsi al linguaggio magisteriale e teologico senza cadere nel vago, nel riduzionismo, e perfino nella banalità». Sul suo sito Pillars of Faith, Mons. Joseph Strickland, vescovo emerito di Tyler nel Texas (Stati Uniti) presenta una analisi equilibrata e lucida di Magnifica humanitas. Pur riconoscendo diversi aspetti positivi del testo, come la critica al transumanesimo e alla tecnocrazia, egli fa notare che l’enciclica pone l’uomo al centro, a scapito del primato di Dio, della realtà del peccato, della Redenzione e della salvezza delle anime. Ecco i passi più significativi: «[In Magnifica humanitas] alcuni hanno trovato dei passi illuminanti e convincenti. Altri, leggendola, hanno provato un profondo disagio, temendo che nonostante numerose affermazioni vere, il documento rifletta un ampio cambiamento teologico che rischia di porre l’uomo al centro, in un modo che oscura il primato di Dio». Senza dubbio «la Chiesa ha sempre insegnato che ogni epoca deve essere giudicata alla luce di Cristo, non alla luce di un Cristo interpretato dalle ideologie moderne, ma del Cristo trasmesso dalla Sacra Scrittura, dalla Santa Tradizione e dal Magistero perenne della Chiesa. La tecnologia, l’Intelligenza Artificiale e le evoluzioni sociali richiedono certamente una seria riflessione morale. «Ma nessuna epoca, nessuna crisi, né alcuna rivoluzione tecnologica possono modificare le verità fondamentali della fede cattolica: l’uomo è decaduto a causa del peccato, redento unicamente da Gesù Cristo, chiamato al pentimento e alla santificazione, e destinato, non solo ad una realizzazione terrena, ma all’unione eterna con Dio. E’ con questa preoccupazione per la salvezza delle anime che propongo la seguente riflessione». Un accentuazione antropocentrica, nonostante alcune affermazioni molto giuste Il prelato americano spiega: «La recente enciclica dedicata all’Intelligenza Artificiale, al transumanesimo, alla dignità umana, all’economia, alla guerra e all’avvenire dell’umanità, si presenta come una importante riflessione sulla implicazioni morali e sociali dell’era tecnologica. «Essa contiene numerose affermazioni autenticamente cattoliche ed anche ammirevoli: essa rifiuta il transumanesimo, mette in guardia contro la tecnocrazia, condanna lo sfruttamento e la tratta degli esseri umani, difende la dignità della persona umana, afferma l’Incarnazione, parla della grazia, fa riferimento all’Eucarestia e insiste sul fatto che l’uomo non deve essere ridotto ad una macchina o a dei dati. Tuttavia, nonostante questi elementi positivi, molti fedeli cattolici provano un profondo disagio nel leggerla. Questo disagio non deriva solo da passi isolati, ma dall’orientamento generale, dall’accento dominante e dal centro di gravità teologico del documento. «La preoccupazione più profonda non è che il testo dica cose false sull’umanità, ma che sembra riordinare la gerarchia delle verità, ponendo l’umanità, la crescita umana, la dignità umana e le relazioni umane al centro, in un modo che rischia di eclissare il primato di Dio, del peccato, della Redenzione, del culto, della salvezza, […] «In questo documento, l’accento sembra spesso invertito. A più riprese, il linguaggio si concentra sulla realizzazione umana, la vulnerabilità umana, la solidarietà umana, la fraternità umana, la comunione umana, le relazioni umane, la partecipazione umana e la preservazione della stessa umanità. «Certo, la dottrina cattolica insegna queste realtà; ma questa insistenza ripetuta dà l’impressione che la crisi principale del mondo moderno sarebbe la “disumanizzazione”, invece che il peccato contro Dio. Il male è spesso descritto in termini di frammentazione, di dominazione, di esclusione, di riduzionismo tecnologico o di relazioni interrotte, invece che in termini di rivolta contro la legge divina e di necessità di pentimento e di conversione. […] «Benché questo documento faccia effettivamente riferimento a Cristo, all’Incarnazione, alla grazia e all’Eucarestia, Cristo è spesso presentato prima di tutto come la rivelazione dell’autentica umanità, il modello di comunione, Colui che rivela la dignità umana, il compimento della relazionalità umana. «Ora, se è vero che Cristo rivela l’uomo a sé stesso, questa verità rimane sempre subordinata alla realtà più grande della Redenzione, del peccato e della riconciliazione con Dio. Cristo non rivela solo l’autentica umanità, Egli salva l’umanità decaduta, tramite la Sua Passione, la Sua Morte e la Sua Resurrezione. «Tuttavia, in questo documento accade che Cristo sembra quasi più importante come compimento dell’umanità che come Salvatore dal peccato. Questo dà l’impressione di una teologia antropocentrica - una teologia in cui la persona umana diventa il centro dell’interpretazione. La relativa assenza di un trattamento esplicito del peccato rafforza ulteriormente questa preoccupazione». La vera causa della crisi attuale «Questo documento parla abbondantemente: dei sistemi di potere, della tecnocrazia, della guerra, della ingiustizia economica, della manipolazione, del controllo algoritmico, della frammentazione sociale e della disumanizzazione. Ma relativamente poco si dice del peccato originale, della concupiscenza, del pentimento personale, della colpevolezza morale, del giudizio, dell’Inferno, della penitenza o del destino eterno dell’anima». Ora «la tecnologia non è la crisi più profonda: la vera crisi è l’uomo separato da Dio. […] In questa nuova presentazione, la “civiltà dell’amore” può sembrare essere talvolta, meno il frutto della conversione a Cristo e più un progetto umanitario mondiale centrato sulla fraternità, la solidarietà, l’inclusione e la pace. Ancora una volta, nessuno di questi obiettivi è malvagio. La preoccupazione è che la dimensione soprannaturale della salvezza sembra meno centrale della costruzione di un ordine sociale umano». «E’ per questo che molti fedeli cattolici percepiranno questo documento come profondamente inquietante. Il timore non deriva semplicemente dal fatto che la dottrina sia negata esplicitamente, ma che tutto l’impianto del pensiero si sposti sottilmente: da Dio all’uomo, dalla salvezza al compimento umano, dal peccato ai sistemi, dalla Redenzione alla relazionalità, dal culto all’umanitarismo. «La Chiesa ha messo in guardia molte volte contro le forme di umanesimo religioso, che pur conservando un linguaggio cristiano spostano progressivamente il centro del cristianesimo da Dio verso l’uomo. Quando la dignità umana è separata dalla sovranità di Dio, quando la trasformazione sociale eclissa la salvezza: e quando il linguaggio della comunione rimpiazza quello del pentimento e della santificazione, il cristianesimo rischia di essere ridotto ad una visione etica o umanitaria». «Tuttavia, io riconosco che questo documento non è privo di elementi autenticamente cattolici. Il suo rifiuto del transumanesimo è deciso è importante. La sua insistenza sul fatto che l’uomo non debba essere mai ridotto a macchina o ad un algoritmo, è preziosa. La sua difesa del corpo, della sofferenza, dei limiti e della dignità umana si oppone fermamente alle numerose correnti pericolose della cultura moderna. Del pari, i suoi avvertimenti contro la guerra condotta tramite l’IA, contro lo sfruttamento, la manipolazione digitale e la dominazione tecnologica, sono serii e spesso penetranti». «Tuttavia, il problema è più sottile e, in un certo senso ancora più preoccupante: esso sta nell’accento, nell’orientamento teologico e nel centro antropologico del documento. La teologia cattolica insegna chiaramente che l’uomo può essere pienamente compreso solo in relazione a Dio, e che la dignità umana trova il suo vero significato solo in seno all’ordine della creazione, alla Redenzione, della grazia e della salvezza eterna. Senza preservare saldamente questa gerarchia, anche un nobile linguaggio sulla dignità, la pace, la fraternità e l’umanità, scivola verso una forma di umanesimo cristianizzato, in cui l’uomo diventa praticamente il centro». «Ecco perché dei fedeli cattolici, alla lettura di questo documento, possono provare, non solo un disaccordo, ma un profondo allarme spirituale. La preoccupazione riguarda non solo ciò che è detto, ma ciò che sembra essere diventato centrale; e sul fatto che l’ordine soprannaturale della teologia cattolica sembra progressivamente eclissato da una antropologia centrata principalmente sulla stessa umanità». […] Restaurare l’uomo in Gesù Cristo E Mons. Strickland conclude con forza: «Noi viviamo in un’epoca profondamente tentata dall’antropocentrismo; un’epoca che parla sempre più di umanità, dimenticando Dio; che parla di solidarietà dimenticando il pentimento e che cerca la salvezza attraverso i sistemi, la tecnologia, la psicologia o le strutture politiche, invece che attraverso la Croce di Gesù Cristo. «La risposta alla crisi moderna non si troverà né nel transumanesimo, né nella tecnocrazia, né nell’Intelligenza Artificiale, né in una visione del mondo puramente umanitaria. Essa non si troverà neanche nella disperazione o nella paura. La risposta rimane quella di sempre: Gesù Cristo, Re dei re e Signore dei signori. Solo Cristo rivela ad un tempo la grandezza e la miseria dell’uomo. Solo Cristo guarisce ciò che il peccato ha ferito. Solo Cristo restaura l’ordine divino. Solo Cristo può portare la vera pace, perché solo Cristo riconcilia l’uomo co Dio». «In quanto cattolici, noi dobbiamo dunque rimanere fermamente radicati nella fede perenne della Chiesa, nella Sacra Scrittura, nella Santa Tradizione, nel Santo Sacrificio della Messa, nella devozione eucaristica, nella preghiera, nella penitenza, nella fedeltà alla verità e nella ricerca della santità. Noi dobbiamo resistere ad ogni tentativo di ridurre il cristianesimo ad un semplice progetto terreno, anche quando tale tentativo è rivestito con un linguaggio compassionevole o spirituale. Il mondo non ha bisogno di una nuova religione centrata sull’umanità. Il mondo ha bisogno del Vangelo». |