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| L’arcivescovo Lenga non si nasconde: “Lo scisma è a Roma, non a Écône” ![]() Mons Jan Paweł Lenga L’arcivescovo e missionario Jan Paweł Lenga, vescovo emerito di Karaganda, Kazakistan, noto per essere sopravvissuto al comunismo e per le sue critiche a Papa Francesco e alla direzione presa dalla gerarchia cattolica, ha esplicitamente condannato la scomunica da parte del Vaticano dei sacerdoti e dei laici della Fraternità Sacerdotale San Pio X dopo la consacrazione, avvenuta il 1° luglio, di quattro nuovi vescovi senza mandato papale. In una dichiarazione, l’arcivescovo Lenga, settantasei anni, critica senza riserve il decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede, guidato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, che ha scomunicato i vescovi della Fraternità appena consacrati, tutto il clero e, in alcuni casi, anche i laici, affermando che ciò dimostra che il Vaticano si è allontanato da Cristo e dalla fede autentica. L’arcivescovo osserva che la Fraternità ha cercato per anni di contattare il Vaticano, da lui definito “occupato da persone completamente corrotte dal mondo e poste lì per distruggere la Chiesa cattolica fin dalle sue radici”. Lenga sottolinea l’atmosfera pia, pacifica e gioiosa delle consacrazioni della Fraternità e la profonda vita di preghiera e devozione a Cristo dimostrata dai fedeli, fra i quali tantissimi giovani, presenti alla consacrazione. Paragonando questa atmosfera al “caos totale” della gerarchia vaticana, Lenga definisce “lupi” i gerarchi di Roma, perché in definitiva non si curano della salvezza delle anime, ma le sviano. L’arcivescovo sottolinea che l’attuale gerarchia si è allontanata dagli insegnamenti fondamentali di Nostro Signore, per i quali migliaia di Martiri hanno versato il proprio sangue, e si nasconde dietro il nome di Cristo per esigere obbedienza a loro stessi e non a Nostro Signore Gesù Cristo. L’approvazione delle scomuniche da parte di Robert Prevost è la prova, afferma Lenga, che il Pontefice non rappresenta più la Chiesa di Cristo che conduce le persone alla salvezza. Dichiarazione dell’arcivescovo Lenga
Valeva la pena assistere alla consacrazione dei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X: che pace, che gioia, che atmosfera di preghiera, che solennità! Nulla di simile si può più vedere nella Chiesa post-conciliare. Al contrario, il Vaticano è nel caos. Coloro che desiderano servire Cristo devono portare la propria croce fino alla fine, proprio come Cristo portò la Sua. Gli dissero: «Scendi dalla croce; salva te stesso e noi, perché noi vogliamo vivere qui secondo le nostre regole e occuparci dei nostri affari». Ma Cristo non scese dalla croce e compì la volontà di Dio fino alla fine, fino alla morte in croce. Da anni la Fraternità cerca di entrare in contatto con il Vaticano. In Vaticano, tuttavia, le posizioni chiave sono sempre più occupate da persone completamente corrotte dal mondo, insediate con lo scopo di distruggere la Chiesa cattolica fin dalle sue radici. È il lupo tra le pecore, il gregge di Dio. Sfruttano il gregge per imporre la loro agenda conciliare e post-conciliare. Non hanno alcun interesse per la salvezza delle anime. Questi cardinali e vescovi si appellano ai canoni – scritti per prevenire le eresie e lo scisma – ma sono essi stessi scismatici. Sono loro che dovrebbero essere scomunicati, perché non hanno più nulla in comune con la Chiesa di Cristo. Nella Fraternità c’è una vita di preghiera; ci sono giovani, si costruiscono nuove chiese. Non vogliono separarsi dalla Sede di Pietro. Ma la Sede di Pietro è stata occupata da persone che non hanno nulla a che fare con Cristo. La Fraternità è fedele alla missione che Cristo ha affidato a Pietro. Non si separano da Pietro; piuttosto, è il falso Pietro che si è separato da loro. Ed è proprio questo falso Pietro che merita di essere espulso dalla Chiesa, perché non fa ciò che dovrebbe fare. Cristo se n’è andato da tempo, non c’è più fede; è umanismo totale. L’approvazione della scomunica da parte di Prevost dimostra che egli non rappresenta più la Chiesa che segue Gesù e conduce le persone alla salvezza. Ora non resta che compiere un passo radicale: continuare ad esistere come Chiesa delle catacombe e rimanere così fedeli a Cristo, perché è evidente che la Chiesa attuale non conduce le persone alla salvezza, ma alla dannazione. La Fraternità Sacerdotale San Pio X fu fondata dall’arcivescovo Lefebvre. Egli fu ispirato dallo Spirito Santo e vide tutte le trasgressioni che si erano insinuate nella Chiesa nel corso degli anni. L’attuale Chiesa cattolica si è da tempo allontanata dalla via della salvezza e non conduce più le persone alla salvezza. Il novus ordo e tutte quelle innovazioni non sono in linea con la salvezza. La Chiesa è diventata una matrigna, una vera matrigna; si è trasformata nella setta di Bergoglio. Non si cura della fede delle persone; non si preoccupa della conversione interiore e autentica; si limita a citare alcune disposizioni legali, perseguendo i propri obiettivi. Ognuno di noi deve essere soggetto a Cristo e deve fare la Sua volontà. Cristo manda i suoi apostoli dicendo: insegnate ciò che io vi ho insegnato. La Chiesa attuale invece si è completamente allontanata dagli insegnamenti fondamentali di Gesù Cristo. Migliaia di Martiri hanno versato il loro sangue per rimanere fedeli a Cristo. La Chiesa di oggi non ha nulla a che fare con Cristo. Si nascondono dietro il nome di Cristo e pretendono obbedienza per il proprio tornaconto, non per quello di Cristo. L’omelia pronunciata durante la Messa di consacrazione dei nuovi vescovi si è ispirata allo spirito di Cirillo di Alessandria e a quello di coloro che hanno sofferto per mano degli uomini durante la loro vita. Si è ispirata allo spirito di Sant’Atanasio, e non a quello di Fernández e di altri come lui, insediati per distruggere l’ovile di Dio. La Fraternità rimarrà unita a Gesù anche adesso e la scomunica è nulla davanti a Dio e a Cristo. Non ha alcun significato né per la Fraternità né per coloro che servono Gesù. Invito tutti coloro che fanno parte della Fraternità – sacerdoti e vescovi – a perseverare nell’insegnamento apostolico, a rimanere saldi nell’insegnamento di Cristo e a non lasciarsi influenzare. È necessario perseverare nella fede, non nella falsa obbedienza, e non seguire le direttive del Vaticano apostata, che non hanno nulla a che vedere con le decisioni di Cristo né con la fede in Cristo. Rimanete fedeli a Cristo. I lupi hanno sempre impedito alle pecore di vivere nella grazia di Dio. Amate dunque Cristo e andate da coloro ai quali siete stati mandati. Non c’è altra via per la risurrezione se non attraverso la croce. Gesù ha percorso la Via della Croce davanti a voi e non si è tirato indietro, perché amava Dio e amava il popolo al quale era stato mandato. Così dovete fare anche voi. Amate Gesù e la sua santissima Madre e andate da coloro ai quali vi mandano. Alcuni metteranno in discussione i sacramenti che amministrate, ma rimanete fedeli a Cristo, e chi persevererà fino alla fine sarà salvato. Possa Dio Onnipotente e Trino – Padre, Figlio e Spirito Santo – benedirvi in questa sofferenza e nella vostra testimonianza di fede in Gesù. Arcivescovo Jan Paweł Lenga
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