Il cardinale Koch afferma falsamente che il dogma:
Fuori dalla Chiesa non c’è salvezza

si applica solo ai cattolici





di Emily Mangiaracina


Pubblicato su Life Site News







Cardinale Kurt Koch in Vaticano, Ottobre 2024



Il cardinale Kurt Koch ha erroneamente affermato che il dogma «fuori dalla Chiesa non c’è salvezza» riguarda solo i cattolici che già credono che la Chiesa cattolica “indichi la via” della salvezza.

In una intervista con Koch, il giorno dopo le consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X, il teologo tedesco Jan-Heiner Tück ha chiesto al cardinale perché il dogma “extra Ecclesiam nulla salus (fuori dalla Chiesa non c’è salvezza) sia diventato ‘difficile” nelle condizioni moderne.

E il cardinale ha risposto:

«Io credo che sia difficile anche in termini teologici, perché questa formula: extra Ecclesia nulla salus si applica naturalmente ai cattolici che sono convinti che la Chiesa cattolica indichi la via per la salvezza eterna».

«Ma noi abbiamo già la convinzione fondamentale, sulla base dalla Sacra Scrittura e della Tradizione, che Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini (Cfr. I Timoteo 2, 4) e che Egli trova anche vie per permettere che si salvino anche coloro che non hanno mai conosciuto il Vangelo di Gesù Cristo».

L’affermazione di Koch rende praticamente il dogma privo di significato e contraddice il chiaro insegnamento della Chiesa, come espresso nella lettera del Sant’Uffizio del 1949: Suprema Haec Sacra.

Scrive il cardinale Francesco Marchetti-Selvaggiani, in palese contrasto con l’idea di Koch che vi sarebbero “altre vie” di salvezza:
«Non solo il nostro Salvatore ha ordinato che tutti popoli devono entrare nella Chiesa, ma ha anche decretato che la Chiesa è il mezzo di salvezza senza il quale nessuno può entrare nell’eterno Regno della Gloria».

La Chiesa cattolica osserva che è possibile per coloro che rimangono fuori dalla Chiesa “senza colpa grave” e che in qualche modo ignorano che la Chiesa è la vera Chiesa, essere salvati “facendo uso delle grazie che Dio concede loro”. Tuttavia, la salvezza in questi casi di “ignoranza invincibile” non si trova in altre chiese, ma nella Chiesa cattolica come canale di grazia, come insegnato da San Tommaso d'Aquino (Summa teologica III, questione 8, a 3, risposta 1).


La lettera del Sant’Uffizio del 1949 lo riconosce, spiegando che «perché una persona ottenga la salvezza non è sempre richiesto che sia incorporata de facto nella Chiesa come membro, ma deve essere unita alla Chiesa per desiderio o speranza».

E il cardinale Marchetti-Selvaggini scrive: «Tuttavia, non è sempre necessario che la speranza sia esplicita come nel caso dei catecumeni. Quando ci si trova in uno stato di invincibile ignoranza, Dio accetta un desiderio implicito, così chiamato perché insito nella buona disposizione dell’anima, per la quale essa desidera conformare la sua volontà alla volontà di Dio».

La Fraternità San Pio X si conforma a questa interpretazione di extra Ecclesia nulla salus, invalidando l’affermazione di Koch secondo la quale la Fraternità “manda essenzialmente all’Inferno chiunque non appartenga alla Chiesa cattolica”.

Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, è noto per la sua opposizione alle dottrine fondamentali della Chiesa e per il suo sostegno alla nuova “Chiesa sinodale”.
Il suo Dicastero ha prodotto documenti che contengono l’eresia, sia riguardo alla natura della Chiesa, sia riguardo alla evangelizzazione degli Ebrei.

Koch sostiene la posizione eretica secondo la quale non c’è bisogno di una missione per salvare il popolo ebraico, poiché esso si salva in virtù della Vecchia Alleanza.

Koch difende il suo rifiuto delle dottrine fondamentali della Chiesa cattolica appellandosi al concilio Vaticano II.







 
luglio 2026
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