Giubileo sacerdotale d’oro del

Padre Priore Jehan de Belleville



Padre Jehan de Belleville – Priore dei Benedettini dell’Immacolata,

ha compiuto i cinquant’anni di sacerdozio.




Pubblicato sul sito dei Benedettini dell'Immcolata

Monastero benedettino Santa Caterina da Siena
Piazza del Convento dei Cappuccini, 2

18018 TAGGIA (IM), Italia

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Santa Messa per il giubileo sacerdotale d'oro del Padre Priore




Intervento del Padre Priore



Fratelli carissimi, non farò una seconda omelia, quella di Don Marco era abbastanza ricca e eloquente. Ma vorrei esprimere a Dio la mia gratitudine per il dono così prezioso del sacerdozio e a tutti voi per la vostra presenza affettuosa e pregante.

Ma mi permetterete di dire qualche parola in francese per tutti quelli che conoscono questa lingua e che sono venuti numerosi da lontano: dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Lituania e anche dagli Stati Uniti. 

Cari abati, cari fratelli, è con profonda commozione che vedo così tanti di voi presenti a questa Messa di ringraziamento per il nostro Giubileo d’Oro del sacerdozio e che mi sento circondato da tanti sacerdoti che condividono con me la grazia del sacerdozio.
Nostro Signore Gesù Cristo ha scelto di trasmettere il proprio sacerdozio per continuare il suo Sacrificio, mediante il quale ha salvato, salva e salverà anime fino alla fine del mondo. Non c’è nulla di più grande e sublime sulla terra del Santo Sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo, un dono immenso con il quale lava via i peccati e dona la vita eterna. Ma prima di essere mezzo di salvezza, il Sacrificio di Cristo, che ogni sacerdote celebra all’altare, è innanzitutto lode, adorazione in onore e gloria a Dio, come proclama la conclusione del Canone della Messa: “omnis honor et gloria” (ogni onore e gloria).

Bisogna rendere grazie a Dio sempre e ovunque, ma soprattutto oggi in occasione di questo giubileo, perché «ogni dono buono e perfetto viene dall’alto, discende dal Padre delle luci».

È dunque al Signore Gesù Cristo e all’intera Trinità che innanzitutto rendiamo grazie: la Messa è onore e gloria di Dio, la Messa è gioia degli angeli e dei santi in cielo, la Messa è sollievo delle anime del Purgatorio, la Messa è conversione dei peccatori e santificazione dei viventi, la Messa è anche tremore dei demoni.
Per tutti questi doni, così grandi, così infiniti, grazie, Signore Gesù.

Ma Dio ama donare attraverso cause secondarie che cooperano alla sua opera e senza le quali essa non si compirebbe. La prima persona attraverso la quale ci viene conferito il sacerdozio è la Santissima Vergine Maria, Madre di Cristo, Madre del Sacerdozio, Madre del Sacerdote. Ella fu la prima ai piedi della croce ad offrire il Sacrificio di suo Figlio.
Per questo dono di te stessa, o Maria, grazie.

Dopo Maria, è ai miei cari genitori, mio padre e mia madre, che devo tutta la mia gratitudine. Da loro ho ricevuto tutto: la vita, l’educazione e, soprattutto, il battesimo, che lava via il peccato originale e dona la grazia divina.
Con il loro esempio di fedeltà cristiana, hanno segretamente preparato la mia anima a ricevere la chiamata alla vita consacrata e al sacerdozio.
Dio li ha benedetti abbondantemente chiamando alla vita religiosa le mie due sorelle, una benedettina e l’altra domenicana. Cari genitori, grazie!

Mi rivolgo ora al mio carissimo Padre Dom Gérard Calvet, fondatore e primo abate del monastero di Sainte Madeleine.
Nel 1970 mi accolse come suo primo novizio. Avevo vent’anni. La vita monastica placò la mia sete di assoluto e di totale dedizione a Dio. Eravamo in tre: lui, un fratello laico, Fratel Vincenzo, e io come postulante.
Dopo i miei genitori, gli devo tutto: la mia formazione spirituale, l’amore per la lode divina unito a una rigida regola di vita. Aveva il dono di elevare le nostre anime alle cose celesti; ci parlava spesso di angeli, nostri compagni a tutte le ore del giorno e della notte.
Questo incanto non era privo di uno spirito di lotta contro tutto ciò che si opponeva a Dio dentro di noi e nel mondo. Fu con lui che presi coscienza della tragedia che la Chiesa stava vivendo, una Chiesa gerarchicamente preoccupata dall’idea di adattarsi al mondo e da un falso ecumenismo.
Il monaco è un cercatore di Dio, un adoratore di Dio e un salvatore di anime, diceva Dom Gérard.
È anche un soldato; la pace del cuore, così cara a San Benedetto, ha questo prezzo: pax in proelio, pace in mezzo alla battaglia.
Caro Dom Gérard, mio Padre in San Benedetto, grazie!

Fu Dom Gérard a chiamarmi al sacerdozio, che ho ricevuto dalle mani dell’arcivescovo Lefebvre, un grande confessore della fede, il nostro Atanasio dei nostri tempi, scomunicato come lui per aver difeso la fede cattolica contro una Chiesa che si era fatta modernista e liberale nella sua gerarchia.

Gli ci vollero una profonda comprensione della crisi e un coraggio incrollabile per mantenere, controcorrente, la viva Tradizione di tutti i tempi. Il suo motto, una frase di San Paolo, è ciò che volle fosse inciso sulla sua tomba: “Ho trasmesso ciò che ho ricevuto”.
Questa è una testimonianza di grande umiltà e di grande amore per Dio, per la Chiesa e per le anime.
Caro arcivescovo Marcel Lefebvre, grazie!

Desidero ringraziare tutti coloro che hanno organizzato questa celebrazione del nostro giubileo sacerdotale, tutti i presenti che sono venuti ad abbracciarci con la loro amicizia e le loro preghiere di ringraziamento, e tutti coloro che, pur non potendo partecipare, hanno espresso la loro fraterna unità e il loro incoraggiamento.
Grazie a tutti!

Ma permettetemi innanzitutto di menzionare Padre Marco Cuneo, l’amico fedele e generoso che ha preparato il nostro arrivo nella diocesi del Vescovo Oliveri e ci ha accolti nella sua canonica ad Artallo, vicino Imperia, prima che iniziassimo la nostra fondazione a Villatalla il 2 luglio 2008, festa della Visitazione.
Lo ringrazio anche per le gentili parole che ci ha rivolto stamattina, parlando fluentemente sia in francese che in italiano.
Caro Padre Marco, grazie!

Ringrazio di cuore Madre Priora e le nostre suore che hanno dedicato mesi e mesi alla preparazione di questa celebrazione, curando ogni minimo dettaglio, compresi i mazzi di fiori che adornano l’altare e la chiesa.
La loro devozione, la loro fiducia e i loro volti gioiosi mi commuovono profondamente.
Cara Madre Priora, care Madri e Suore, grazie!

La mia gratitudine va anche a Dom Alcuin e ai nostri confratelli del Priorato di San Benedetto a Brignoles, così come a Dom Bernard de Menthon, fondatore dell’Eremo di San Vittore in Francia, per la loro generosa partecipazione a questa cerimonia e per la testimonianza della loro bellissima amicizia.

Ringrazio anche i nostri confratelli benedettini del Monastero di Nostra Signora di Guadalupe in America. Siamo molto legati a loro e al loro priore, Padre Cyprien, attraverso gli stessi fondatori del XIX e XX secolo.

Grazie a tutti i nostri confratelli nel sacerdozio per la gioia della loro presenza, in particolare a quella di Padre Filippo, parroco di Taggia, dove è venerata la Madonna Miracolosa: una statua della Vergine che, l’11 marzo 1855, e successivamente in numerose occasioni, volse lo sguardo sui fedeli presenti. Questi occhi di misericordia, come canta la Salve Regina: “Illos tuos misericordes oculos ad nos converte” (I tuoi occhi di misericordia rivolgi a noi).

Ringrazio le famiglie che hanno partecipato alla pulizia della chiesa e alla preparazione del rinfresco e del pranzo festivo. Grazie di cuore per la vostra generosità e amicizia.

Infine, grazie ai nostri oblati, così devoti alla nostra comunità.
Non posso nominare tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa giornata e credo di dimenticarne molti. Che mi perdonino.

Grazie a tutti voi, cari fedeli, per la vostra presenza orante e amichevole.
Il Signore, maestro di ogni grazia, vi ricompensi cento volte tanto per la gioia e l’affetto condivisi in questo giorno.
Con tutta la mia gratitudine e le mie preghiere fraterne.
La Beata Vergine Maria, Madre del sacerdozio, Madre dei sacerdoti, vegli su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie.

Sostenuto dalla vostra amicizia e dalle vostre preghiere, vi affido alla tenerezza del Suo Cuore Immacolato.





Padre Jehan de Belleville insieme alle suore







luglio  2026
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