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| La tentazione del sedevacantismo ![]() Se con Francesco persisteva una certa nebulosità, consistente nel non considerare cattolici i tradizionalisti, con la scomunica e la dichiarazione di scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, la questione è venuta meno. Non c’è posto per loro nella Chiesa. Il pontificato di Leone XIV ha una speciale caratteristica rispetto agli altri papati conciliari, che possiamo riassumere con le parole del Papa attuale: «chi non accetta – senza riserve – le riforme introdotte dal Concilio Vaticano II, è fuori dalla Chiesa». Sappiamo che ogni testo richiede una interpretazione, una ermeneutica; e dopo ampie discussioni in merito, per non essere esclusi, tale chiave ermeneutica adesso è stabilita ufficialmente: è l’interpretazione modernista. Punto. Non era pastorale … era antidogmatica. Capisci? Sebbene gli elementi per stabilire questo status furono posti da Papa Francesco, è stato Leone che ha consolidato la questione ermeneutica con parole e atti concreti. Se con Francesco persisteva una certa nebulosità, consistente nel non considerare cattolici i tradizionalisti, con la scomunica e la dichiarazione di scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, la questione è venuta meno. Non c’è posto per loro nella Chiesa. Non mi si dica che la sanzione è stata meramente disciplinare e priva di motivazioni sostanziali. Leone le ha enunciate chiaramente. Al di là dei numerosi documenti espressamente modernisti, non è insignificante che il Dicastero che stabilisce la “filosofia” in base alla quale tutto viene interpretato, sia nelle mani del più eterodosso e rozzo modernista dei “teologi”, e che le regole della morale siano dettate da un omosessuale convinto e confesso. Abbiamo già affermato che l’interpretazione dipende dal linguaggio filosofico di partenza e, sebbene la filosofia idealista moderna sia intrinsecamente ambigua, sarebbe assurdo sostenere che tale ambiguità permetta di passare direttamente a una filosofia realista; esiste un abisso. Con il concetto di “ermeneutica della continuità” si è verificata una strana manovra intellettuale, che molti conservatori hanno interpretato come un’autorizzazione a interpretare il Concilio utilizzando parametri realistici, oppure la filosofia tradizionale della Chiesa (con il risultato di un pasticcio indigesto, contraddittorio e intellettualmente disonesto). Abbiamo già affermato che questo concetto, elaborato da Gadamer (le cui lezioni furono frequentate da Ratzinger), significava tutt’altro: significava che i cambiamenti dovrebbero imporre e mantenere un filo conduttore con il passato, in modo da non produrre rotture e da attendere che il cambiamento, interiorizzato e entrato nella storia, intervenga per coloro che sono rimasti indietro. Il netto cambiamento con Leone deriva dal fatto che Prevost è profondamente e fondamentalmente democratico, mentre Francesco non lo era (come ogni buon argentino, era un cinico; la democrazia da queste parti è sempre stata una farsa di cui siamo tutti complici). E quando le valutazioni quantitative e democratiche fanno i conti, ammettiamo che la Tradizione Cattolica è un numero che non può nemmeno essere considerato in un’equazione statistica. Su 1,2 miliardi di cattolici, il numero di tradizionalisti registrati deve essere di diversi zeri dopo la virgola. Non c’è bisogno di essere pazienti con persone la cui “buona fede” svanisce di fronte alla schiacciante maggioranza e al passare del tempo. Non è più nostalgia, è ostinazione. E non fatevi ingannare pensando che stiamo “facendo rumore”; il rumore viene dai media. Un po’ di censura e spariscono. Tranne il mistero… In termini statistici, la religione cattolica tradizionale è scomparsa. Il colpo mediatico della scomunica e dello scisma ha costretto il conservatorismo a fare dieci passi indietro e a recidere ogni legame residuo con il tradizionalismo. L’effetto sarà presto ancora maggiore a causa di un doppio vincolo che si stringe attorno ai conservatori: la proliferazione di documenti chiaramente modernisti (impossibili da reinterpretare in un diverso quadro concettuale) e il loro adattamento ai nuovi comportamenti morali e sociali dei loro seguaci, evidentemente più in sintonia con i tempi. La “cancellazione sociale” del tradizionalismo trasforma questa “setta” in lebbrosi ed emarginati, cani rabbiosi che cercano di arrestare l’evoluzione e che, ridicolamente, preferiscono rimanere inginocchiati piuttosto che stare in piedi sulle proprie gambe. Il Papa professa una religione che non ha nulla a che vedere con quella che era la religione cattolica tradizionale. Non si tratta più solo di IOTA. Si tratta di tutto. Non scherziamo. Come si può elaborare tutto questo? Non ho intenzione di diventare un teologo o un canonista, ma piuttosto un semplice cattolico sorpreso (molto sorpreso) dal verificarsi di un mistero che, sebbene menzionato nel catechismo, persino nel catechismo del Concilio, quando si presenta proprio davanti ai tuoi occhi, non dico che ti faccia dubitare di ciò che la tua fede ti ha instillato, o di quale parte dovresti scegliere, o di cosa dovresti insegnare ai tuoi figli, o a cosa serve il bagno, o se dovresti dare qualche bacio a Tucho; ti lascia piuttosto sbalordito. Ma… dovrei risolvere questo enigma? Il modo più rapido per risolvere questa enorme discrepanza è presumere che Prevost non sia il Papa. Questo ti porta a cercare di risolvere mille nuovi misteri e a escogitare teorie del complotto per avere la tranquillità non solo di disobbedirgli, ma anche di dirgli di andarsene. Ma questo non è molto cattolico. (Non intendo dirgli di andarsene, il che potrebbe significare andare a Castel Gandolfo e non ci sarebbe alcuna offesa, ma piuttosto che lui è “un mistero”). Non si pensi che vedere Dio morire sia stata una cosa molto diversa. E vedere Dio incarnarsi? Dover mangiare, digerire… E una Vergine Madre? Anche dopo aver partorito? E vedere i nostri figli nascere nella vita! E nella grazia! Il mistero è mistero, e sarebbe un grosso problema se non fossi stato avvertito. Se le cose accadute fossero una grande sorpresa, una trappola nascosta di un dio crudele? Al contrario… che meraviglia essere nel mezzo di tutto questo! E non avere un capello in testa. Perché se la mia esistenza non fosse parte di un mistero insondabile e dovessimo spiegarla, allora sarebbe un vero disastro. Che fastidio che tutto possa essere spiegato! Che un tramonto non sia un miracolo e si spieghi con la rotazione terrestre, uff! Che io sia il risultato dell’unione di uno spermatozoo e un ovulo. Tutto questo è un mistero di cui il buon Dio si è degnato di avvertirci, e non so spiegare perché abbia deciso che io, quell’ovulo e quello spermatozoo, dovessi avere un posto in prima fila per vederlo, proprio come altri ebbero un posto in prima fila durante la Sua Passione. Coloro che non erano altro che zero virgola zero, zero, zero, zero, zero… “Ti credi un eletto?" mi chiedono, cercando di umiliarmi. Ma sì! Fin dal grembo di mia madre! Proprio come voi. Lo so. Lo so mentre guardo il tramonto dispiegarsi davanti a me, e mi è stato concesso il posto in prima fila per assistervi e testimoniarne la precisione. In ginocchio. Che meraviglia che ci siano ancora cose inspiegabili, e che io possa vederle svolgersi esattamente come Lui ha detto! Perché il mio ruolo non è quello di svelarlo, ma di confermare che accade, proprio come Lui ha detto. Dopo la Redenzione, c’era solo un Grande Mistero predetto. E spetta a noi viverlo. Che privilegio straordinario! Non cercate di spiegarmelo con quelle sciocchezze sulla rotazione terrestre... teste di rapa. Il mio ruolo, nel mio tempo, è quello di confermare che una giovane ragazza ebrea disse a sua cugina che tutte le generazioni l’avrebbero chiamata “Beata!” e... è successo! Che ci sarebbe stata un’Apostasia generale della Chiesa e sta accadendo! Quindi… Lui diceva sempre la verità! E come disse San Giovanni, “e io, che ero lì, lo confermo”. |