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| Rinnovamento,
crisi climatica, pace nel mondo.
agosto 2026
Le priorità della “chiesa sinodale” secondo il cardinale Cupich di Radical Fidelity Pubblicato sul sito di Aldo Maria Valli Fonte: https://radicalfidelity.substack.com/p/cupich-confirms-priorities-of-false ![]() Cardinale Blase Cupich La scorsa settimana il sito
“cattolico” progressista tedesco katolisch.de
ha intervistato uno degli acerrimi nemici del cattolicesimo: il cardinale Blase Cupich.
Sebbene non si trattasse tanto di un’intervista quanto di una sessione di adulazione servile, l’astuto vecchio volpone sinodale che odia il cattolicesimo non ha deluso le aspettative quando si è trattato di ribadire al mondo intero che la religione di cui fa parte non ha assolutamente nulla a che fare con la Chiesa cattolica di Cristo. L’intervista si è svolta mentre Cupich – sorpresa delle sorprese – partecipava all’evento ecumenico e interreligioso “Incontri teologici mediterranei” in Croazia. Ma prima di passare ad alcune delle perle che Cupich ha propinato al mondo, diamo una rapida occhiata ad alcuni recenti episodi salienti nella chiesa sinodale, in modo da fornire un po’ di contesto. LifeSiteNews scrive che “la Santa Sede ha annunciato mercoledì l’ordinazione episcopale di monsignor Francisco Javier Duan Yongkun a vescovo coadiutore di Bameng, nella Regione Autonoma della Mongolia Interna”. Secondo il Vaticano, “Leone XIV ha approvato la sua candidatura il 15 giugno”. L’affermazione di aver “approvato” questa seconda ordinazione della Chiesa comunista cinese è, ovviamente, come direbbe il vescovo Donald Sanborn, pura invenzione. Ai comunisti in Cina non importa nulla di ciò che Prevost approva o non approva. Se si trattasse di veri cattolici, però, sarebbero sicuramente già stati scomunicati. Per loro fortuna, i vescovi comunisti non rappresentano una minaccia per il progetto sinodale. Poi c’è stato il caso dell’arcivescovo di Santa Fe, Charles Wester, che ha difeso pubblicamente il diritto dei musulmani di avere una moschea per poter praticare la loro falsa religione. Dopotutto, è proprio questo il senso della religione postconciliare: una falsa religione. Parlando di false religioni e del progetto della chiesa sinodale per una religione mondiale unica, infovaticana riporta che “il Dicastero per il dialogo interreligioso terrà il 4 e 5 agosto presso l’Università Sogang di Seoul (Corea del Sud) il colloquio Dialogo sul contributo del Cristianesimo e del Confucianesimo a una società ideale: Nuovo Cielo, Nuova Terra e Grande Unità, un incontro organizzato in collaborazione con la Conferenza episcopale di Corea”. Immagino che, visto che sono così amici del Partito comunista cinese, avvicinarsi al Confucianesimo abbia senso. E poi c’è l’arcivescovo di Berlino, Heiner Koch, che a proposito dell’attentato alla parata del pride LGBTQ ha affermato: “È terribile distruggere in modo così brutale una celebrazione così gioiosa e commovente”. Concordiamo sul fatto che si sia trattato di un atto atroce e vile, ma un evento che deride Dio e celebra il peccato che “grida al cielo” difficilmente può essere definito una “celebrazione gioiosa e commovente”. Bene, ora che abbiamo ripassato la natura della bestia sinodale, torniamo all’intervista con uno dei suoi funzionari di più alto rango, appunto Cupich. Non mi addentrerò nell’intero scambio di battute (se volete, potete leggerlo qui). Cupich critica nuovamente la dottrina della guerra giusta, si batte per una maggiore partecipazione dei laici nella selezione dei nuovi vescovi, sostiene che le conferenze episcopali debbano avere maggiori poteri decisionali e afferma che il cristianesimo non è un “club esclusivo”. Quest’ultima affermazione, ovviamente, significa che, per uomini come Cupich, la “Chiesa” è un’entità vagamente definita in cui tutti sono benvenuti senza bisogno di conversione e in cui Cristo è solo un altro “dio” da adorare tra i tanti. Tutti sono benvenuti, naturalmente, tranne i veri cattolici. Voglio soffermarmi un poco sulle dichiarazioni di Cupich verso la fine dell’intervista. In risposta a una domanda, egli ribadisce gli obiettivi dell’abominio sinodale, che ovviamente non ha nulla a che vedere con Gesù Cristo, il Cattolicesimo o la salvezza delle anime. Una delle ultime domande che l’intervistatore pone a Cupich è: “Se dovesse indicare le tre priorità principali della Chiesa per il prossimo decennio, quali sarebbero e perché?”. Un vero prelato cattolico avrebbe colto l’occasione per parlare della necessità di conversione del mondo all’unica vera fede cattolica, magari suggerendo un piano per fermare la decadenza morale innescata dall’anticristo, o per invocare una maggiore devozione mariana. Ma non Cupich. Lui risponde: “Credo che innanzitutto sia fondamentale proseguire il cammino di rinnovamento indicato dal Concilio Vaticano II. Questo è importantissimo. Inoltre, la Chiesa deve farsi portavoce – cosa che abbiamo già visto nei precedenti pontificati – quando si tratta di tutelare l’ambiente. Stiamo vivendo una crisi. Ne vediamo gli effetti in questi giorni: il riscaldamento globale, l’innalzamento del livello del mare e le tempeste. Perciò la Chiesa, soprattutto attraverso la ‘Laudato si’’, l’enciclica sull’ambiente, questa voce profetica per il futuro. E come terzo punto penso a qualcosa che Papa Leone ha sottolineato con grande chiarezza: la pace nel mondo”. Quindi sì, mentre la Grande Apostasia infuria, Cupich (che dovrebbe sapere come stanno le cose) pensa che un concilio eretico, l’ecopaganesimo e la falsa pace dell’anticristo dovrebbero essere le priorità della “chiesa” sinodale. E nel caso non fosse chiaro, ribadisce il concetto nella sua risposta all’ultima domanda. Dice l’intervistatore: “La crisi climatica, la guerra e la pace sono molto più importanti dei nostri dibattiti interni alla Chiesa. Anche questi sono importanti, ma le discussioni sulla liturgia, sulla cosiddetta vecchia messa e simili sono probabilmente piuttosto secondarie di fronte a una crisi mondiale di tale portata”. Al che Cupich risponde: “Sì, è vero. Ma vorrei anche aggiungere che le forze interne alla Chiesa che continuano a minare la sua unità, avranno un impatto sulla voce della Chiesa riguardo a queste altre questioni. La Chiesa non è un club esclusivo. Perché la gente ci dirà: perché dovremmo prestarvi attenzione quando c’è tanta discordia e divisione nella vostra stessa casa?. Dobbiamo tenerlo presente. Non dobbiamo permettere che queste dispute interne diventino così pubbliche e così evidenti da indebolire l’impatto della nostra voce su queste altre questioni”. Prestate molta attenzione, fedeli cattolici. Cupich ci sta dicendo che i “dibattiti interni”, come la liturgia (il culto di Dio Onnipotente), la dottrina e il dogma sono questioni secondarie rispetto a ciò a cui la “chiesa” sinodale tiene veramente: il Concilio Vaticano II (da cui una nuova falsa religione), la lotta alla crisi climatica (ovvero il comunismo verde) e la pace mondiale (ma senza il Principe della Pace). Inoltre, tieni presente che tu, caro cattolico, tu che sai che le cose eterne sono molto più importanti di quelle temporali e che desideri che la Chiesa cattolica adempia al suo mandato di salvare le anime, sei considerato una “forza che lacera l’unità” della chiesa sinodale. Grazie, cardinale Cupich, per averci ricordato perché non vogliamo, e non possiamo, far parte della vostra falsa “chiesa”. |